mercoledì, aprile 06, 2016

Attenzione alle inezie

Di Lev Trotsky, ottobre 1921


Il testo "Attenzione alle inezie", fa parte di una serie di interventi di Trotsky scritti agli inizi degli anni '20 in cui il rivoluzionario si interroga sul ruolo dell'individuo all'interno del processo di transizione verso il socialismo. In questo testo in particolare viene espressa una concezione della disciplina – militare, "quotidiana" e di partito – che di fatto si fonde con la concezione contemporanea della "cura" e del “prendersi cura di”: l'attenzione ai dettagli, agli oggetti e agli spazi privati e comuni diventano il terreno del riconoscimento dell'altro e del suo lavoro, dunque del suo esserci come parte del mondo; ma diventano anche lo strumento di emancipazione e responsabilizzazione del soggetto stesso, chiamato a prendere parte in prima persona del cambiamento, a farsi esso stesso cambiamento. È in questo senso che Trotsky critica e combatte aspramente il “burocratismo”, che lui definisce come «concentrazione sulla vuota forma, a spese, contemporaneamente, del contenuto e delle attività»; la sua è una lotta continua per l'affermazione dell'umanità sulla barbarie. Inoltre questo testo tocca un altro nodo importantissimo, ossia la battaglia contro gli sprechi e la conseguente educazione alla sobrietà.


L'economia è in rovina e va ricostruita. Il processo economico è il prodotto composito di tanti elementi e di innumerevoli dettagli, particolari e inezie. La ricostruzione dell'economia è possibile solo se concentriamo la massima attenzione su tali inezie. Questo noi non l'abbiamo fatto, o, al massimo, l'abbiamo fatto troppo poco. Il compito essenziale dell'educazione in ambito economico è quello di risvegliare, stimolare e acuire l'attenzione su questi bisogni particolari, banali e quotidiani dell'economia. Non lasciatevi sfuggire niente; prendete nota di tutto; fate i passi appropriati nel momento appropriato ed esigete che gli altri facciano lo stesso. Questo è il compito che abbiamo di fronte in tutti i campi della nostra attività di governo e del nostro lavoro in economia.

Rifornire l'esercito di stivali e uniformi nelle attuali condizioni dell'industria non è un compito semplice. Il nostro apparato di distribuzione è spesso soggetto a lunghi ritardi. Allo stesso tempo non vediamo pressoché nessuna attenzione o interesse per la conservazione delle uniformi e degli stivali esistenti o per la loro tempestiva riparazione. Difficilmente i nostri stivali vengono regolarmente lucidati. Quando chiedi perché, ricevi le più svariate risposte: a volte non c'è la cera per gli stivali; a volte non era stata consegnata in tempo; a volte gli stivali sono marroni e la cera è nera; e così via. Ma la ragione principale è l'assenza di un atteggiamento metodico verso le cose da parte sia dei soldati di truppa dell'armata rossa, sia degli ufficiali di comando e dei commissari.

Gli stivali non lucidati, particolarmente quando si bagnano, si asciugano dopo settimane e si logorano. La fabbrica rimane indietro e inizia a fare cuciture scadenti. I nuovi stivali si consumano prima del solito. Questo è un circolo vizioso. Ma una soluzione c'è ed è veramente semplice: gli stivali devono essere regolarmente lucidati, devono essere opportunamente allacciati, o altrimenti si sformeranno e si squarceranno o si consumeranno prima. Molto spesso noi roviniamo un buono stivale americano semplicemente perché non abbiamo dei lacci adatti. È possibile averli solo se continui a insistere; e se non ci sono i lacci, è perché nessuno sta prestando attenzione a tali inezie economiche. Ma è a partire da tali inezie che il tutto è stato creato.

Le inezie, accumulandosi e sommandosi, possono costruire o distruggere qualcosa di grande. Piccoli danneggiamenti di una strada lastricata, se non riparati in tempo, si ingrandiscono; piccoli buchi diventano solchi o fossati profondi. Essi rendono più difficoltosi i viaggi sulle strade. Causano danni ai carri, sfasciano automobili e camion e rovinano gli pneumatici. Una strada in cattive condizioni fa aumentare di dieci volte le spese rispetto al costo della sua riparazione. È proprio in questo modo che dettagli insignificanti causano la distruzione dei macchinari, stabilimenti industriali e case. Per conservarli c'è bisogno di un'attenzione instancabile e quotidiana per le inezie e per i dettagli. A noi manca questa vigilanza attiva perché manca l'economia appropriata e la formazione culturale. È necessario avere un'idea molto chiara di questo, che è il nostro principale difetto.

Frequentemente noi confondiamo l'interesse per i dettagli e per le inezie con il burocratismo. Fare questo è un enorme e grossolano errore. Il burocratismo è concentrazione sulla vuota forma, a spese, contemporaneamente, del contenuto e delle attività. Il burocratismo sguazza nel formalismo, nella pignoleria, ma non nei dettagli concreti. Al contrario il burocratismo abitualmente scansa i dettagli delle attività, quelle questioni di cui le attività stesse sono composte, ansioso solo di vedere che i conti tornino sulla carta.

La regola di non sputare o di non gettare i mozziconi di sigaretta nei corridoi o sulle scale pubbliche è un'«inezia», una piccola regola. Tuttavia, ha un grande rilievo culturale ed economico. Una persona che sputa sul pavimento o sulle scale mentre passa è uno zoticone dissoluto. Non potremmo mai ravvivare l'economia sulla base di cose simili.

A qualcuno, ripeto, può sembrare che la continua attenzione su tali fatti sia da petulanti, sia «burocratismo». Il negligente e il dissoluto amano nascondersi dietro la lotta contro il burocratismo. Dicono: «A chi interessa se i mozziconi di sigaretta vengono buttati sulle scale?». Questo atteggiamento è rivoltante. Buttare I mozziconi di sigaretta sul pavimento senza riguardo per la pulizia dimostra una mancanza di rispetto per il lavoro degli altri. Chi non ha rispetto per il lavoro degli altri non ha cura del suo stesso lavoro. Se vogliamo veramente sviluppare istituzioni basate sulla vita in comune, è imperativo che ogni uomo e ogni donna dedichino la massima attenzione all'ordine, alla pulizia e agli interessi della casa nel loro insieme. Altrimenti finiremo (come capita troppo frequentemente) con un lurido buco da pezzenti, piuttosto che con un'abitazione della comunità.

Dobbiamo ingaggiare una lotta instancabile e inflessibile contro tali trascuratezze e contro questa mancanza di cultura, con le parole e con i fatti, con la propaganda e con standard più alti, con l'esortazione e chiamando gli individui a rispondere del proprio comportamento. Coloro che tacitamente tollerano cose come sputare sulle scale o lasciare un cortile o una casa come un porcile sono cattivi cittadini e indegni costruttori della nuova società.

Nell'esercito tutte le caratteristiche positive e negative della vita nazionale sono concentrate nella maniera più vivida. Questo, inoltre, è vero anche in relazione al problema di educare le persone a essere parsimoniose. Questo può essere fatto attraverso gli sforzi reciproci di tutti i principali elementi dell'esercito stesso, dall'alto al basso, con la cooperazione degli elementi migliori tra gli operai e i contadini nel loro insieme.

Davanti a noi sta una battaglia importante: la lotta contro tutte le forme di negligenza, trascuratezza, indifferenza, imprecisione, incuria, mancanza di disciplina individuale, sperpero e spreco. Tutti questi sono solo gradi differenti e sfumature dello stesso male. Da una parte una mancanza di attenzione e dall'altra una sfrontatezza di bassa lega. Questo richiede una campagna estensiva, quotidiana, persistente, instancabile con tutti gli strumenti, come fu fatto nel caso della campagna contro la mentalità partigiana: agitazione, esempio, esortazione e punizione.

Il migliore dei piani, senza attenzione ai dettagli e ai particolari, è una mera perdita di tempo. Che valore ha, per esempio, il piano di battaglia più accuratamente esaminato se per trascuratezza arriva troppo tardi, o se viene copiato in modo sbagliato, o se viene letto con negligenza? Chiunque abbia ragione nei piccoli fatti avrà ragione anche in quelli grandi.










1 ottobre 1921

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