mercoledì, gennaio 20, 2016

Contro i licenziamenti politici: proseguire la lotta! Dalla DNA di Pontedera alle Officine Meccaniche Carraro di Padova: stessi nemici, stessa lotta.




La marcia indietro di DNA sui 4 licenziamenti esecutivi e sugli altri annunciati è sicuramente il frutto migliore della straordinaria mobilitazione che i lavoratori della DNA, insieme a quelli della Ceva e della Piaggio hanno messo in campo nei giorni scorsi, con scioperi e blocco dello stabilimento. Ma il licenziamento del compagno Sandro Giacomelli, delegato Cobas, rimane in piedi. Il ritiro dei 16 licenziamenti complessivi è un importante successo ma alla parola d'ordine "se toccano uno toccano tutti" si deve dare continuità con la lotta e non solo con la solidarietà.  Il fronte unico di lavoratori che si è mosso nei giorni scorsi è un valore da non disperdere ma anzi da rilanciare contro l'aggressione generalizzata del padrone.
I licenziamenti politici delle avanguardie nei luoghi di lavoro sono un obbiettivo strategico del padronato e della confindustria, ed è fondamentale che chi lotta per i lavoratori e le lavoratrici non ceda alla provocazione che vuole dividere i licenziamenti economici da quelli politici.

Il licenziamento del compagno Sandro è la conseguenza della sua attività sindacale e delle vertenze di cui è stato protagonista negli anni precedenti per la difesa dei contratti Full-Time e gli aumenti salariali. E' un caso analogo a quello del compagno Francesco Doro, membro del CC della Fiom e militante dell'area classista "Il sindacato è un'altra cosa - opposizione CGIL", licenziato dalle Officine Meccaniche Carraro col pretesto della crisi economica ma in realtà esclusivamente per la sua attività politica e sindacale dentro e fuori la fabbrica. 
In questa fase di feroce aggressione ai diritti e ai salari portata avanti dalla premiata ditta Governo Renzi e Confindustria segnata dal Jobs Act, dal testo unico sulla rappresentanza sindacale, dallo sfondamento del modello Marchionne nel pubblico impiego, la difesa delle avanguardie operaie e sindacali colpite è una parte cruciale della nostra battaglia.
In questo contesto non ci sono parole abbastanza negative per descrivere il comportamento di Landini e della burocrazia FIOM che invece di sostenere le avanguardie operaie e sindacali che tengono alta la testa e lo scontro, le combatte dal versante sindacale e fiacca la loro resistenza: come testimoniato dalla vicenda del compagno Destradis, delegato FIOM in FCA ed esponente de "Il sindacato è un'altra cosa - opposizione CGIL" che la burocrazia FIOM tenta di estromettere dal Comitato Centrale per la colpa di aver promosso scioperi e lotte contro gli straordinari comandati. Marchionne esige sabati e domeniche in fabbrica, estendendo lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici, per garantire continuità nella produzione e saturazione degli impianti. In questo modo, e solo in questo modo, spera di sviluppare un’azienda “drogata di capitale” (come lo stesso Marchionne la definisce), riducendo i debiti e distribuendo valore tra gli azionisti. 

Continuare la battaglia per il ritiro del licenziamento del compagno Sandro Giacomelli, di Francesco Doro e di tutte le altre avanguardie colpite dalla repressione padronale nei luoghi di lavoro è un dovere per il nostro partito e di tutte le forze sindacali e politiche che si pongono sul terreno della difesa degli interessi di classe, immediati e futuri; eliminare dai posti di lavoro i dirigenti delle lotte - nell'intento di cancellare le posizioni sindacali coerentemente intrasigenti - vuole dire colpire con maggiore facilità tutta la classe lavoratrice.



L’UNICA RISPOSTA CONCRETA ALLA DISOCCUPAZIONE ED AI LICENZIAMENTI È LA DISTRIBUZIONE DEL LAVORO TRA LAVORATORI E DISOCCUPATI, CON RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITÀ DI PAGA. 

LE VERTENZE CI SONO E ATTRAVERSANO TUTTA ITALIA, IL PASSO NECESSARIO PER VINCERE E' L'UNIONE DI TUTTE LE LOTTE IN UN FRONTE UNICO CONTRO CONTRO IL GOVERNO RENZI, PER RIBALTARE I RAPPORTI DI FORZA E RESPINGERE L'AGGRESSIONE PADRONALE!

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