giovedì, ottobre 16, 2014

OPERAI CONTINENTAL IN SCIOPERO CONTRO IL GOVERNO RENZI



Continuano le mobilitazioni operaie contro il Governo Renzi e le sue politiche antioperaie. Oggi gli operai della Continental di San Piero a Grado sono scesi in sciopero e hanno manifestato picchettando prima la fabbrica e poi occupando per diverse ore la via aurelia. Durante tutto lo sciopero hanno scandito slogan e cori contro il Governo Renzi e il Jobs Act. Il Partito comunista dei lavoratori, unico partito presente con i suoi simboli ben riconoscibili è oggi al fianco dei lavoratori Continental così come a tutti i lavoratori in Italia che oggi e nelle prossime settimane lottano e lotteranno per sconfiggere il Governo Renzi e impedire l'attuazione della controriforma del lavoro, che non ha più soltanto l'abolizione dell'articolo 18 come punta di diamante infatti a a questo Renzi ha aggiunto l'annuncio, col suo solito tono propagandistico, della cancellazione dei contributi a carico dei padroni per i primi tre anni, che saranno coperti dallo Stato. Un pò come dire che i lavoratori dovranno pagare per essere assunti!  Ancora una volta ribadiamo come solo la forza congiunta di tutta la classe lavoratrice italiana può mettere paura al Governo Renzi. Per questo è necessario, urgente, l'unificazione di tutte le singole battaglie, di tutte le singole vertenze, in una sola grande mobilitazione generale del mondo del lavoro che metta in campo tutta la forza della massa dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari. Solo un'esplosione sociale che metta in campo una forza uguale e contraria a quella messa in campo dal padronato per mano di Renzi può fermare questo massacro.
La costruzione di questa unificazione, di questa vertenza generale, è la parola d'ordine che il Partito comunista dei lavoratori porterà in ogni picchetto, in ogni sciopero, davanti ad ogni cancello.

domenica, ottobre 05, 2014

FAMIGLIA NATURALE ? BUFALA CLERICALE !!!



Le iniziative delle cosiddette sentinelle in piedi nascondono piuttosto malamente, sotto la bandiera della tutela del diritto d'espressione, la volontà di negare i diritti delle minoranze di genere in favore della presunta “famiglia naturale”. In queste iniziative la “libertà d'espressione” diventa un pretesto strumentale per propagandare e promuovere istanze discriminatorie e omofobe. Non è un caso che in più di un occasione le cosiddette “sentinelle” siano state affiancate da esponenti di organizzazioni fasciste come Forza Nuova.


Rifiutiamo il pregiudizio ideologico e opportunistico che esista una presunta “famiglia naturale” e che tale istituto sia biologicamente e moralmente fondato. La famiglia è un istituto sociale e storicamente determinato, che si trasforma nel tempo e per la quale non esiste un modello universale, ideale e astorico. Ribadiamo inoltre che non è il livello del “naturale” quello su cui valutare la giustezza di una pratica: solo la politica può farlo; per assurdo, se in qualche modo venisse dimostrato scientificamente che l'Essere Umano fosse fisiologicamente predisposto all'omicidio, dovremmo forse legalizzarlo per accondiscendere alla sua “naturale inclinazione”?
E ORA TOCCA A NOI
Qual è il senso del femminismo all'interno di un progetto comunista?
    Una prospettiva femminista materialista e marxista è fondamentale per scardinare quella che noi chiamiamo l'ideologia del destino. Un esempio per tutti: la maternità non viene vista come una libera scelta di una donna fra le infinite altre possibili, ma viene ridotta ad un principio astratto, un istinto. Se la donna è “naturalmente” (e quindi anche moralmente) portata alla maternità, allora la sua vita sarà finalizzata a quello. Da questo discendono tutti gli ostacoli al diritto all'aborto, all'accesso al lavoro, alla tutela del posto di lavoro stesso, ECC.
    Per una critica più ampia e consapevole della proprietà privata è necessario ribadire come la famiglia borghese (quindi la famiglia tradizionale, quindi la famiglia patriarcale, quindi la famiglia “naturale”) sia uno dei fondamenti stessi della proprietà privata, in quanto garante del capitale privato e dunque uno dei pilastri su cui si fonda la disuguaglianza e l'ingiustizia.