mercoledì, febbraio 26, 2014

Solo la lotta di classe paga!






I lavoratori egiziani costringono il governo reazionario di Beblawi alle dimissioni! Il governo centrista liberal democratico di Hesham Beblawi, sostenuto dai militari, si è dimesso. 
Le forti proteste dei lavoratori egiziani hanno dato il loro frutto. Da settimane, i lavoratori del settore pubblico e delle compagnie di nettezza urbana stanno portando avanti una serie di agitazioni. 

Le richieste riguardano gli aumenti salariali, la carenza di gas per cucinare e maggiori libertà democratiche. Un ruolo importante è stato svolto dalle proteste operaie nelle industrie tessili di Ghazl Masri di Mahalla al Kubra, nella Tanta Flax e Shebeen Weaving nel Delta del Nilo. Molte di queste fabbriche sono gestite dai militari, da sempre ostili alla resistenza dei lavoratori. 

La classe operaia, in questo settore, ha alle sue spalle una lunga tradizione di lotta: dal 2004 si svolsero migliaia di manifestazioni con l'apice raggiunto nel periodo 2006-2008. Nelle rivolte del febbraio 2011 gli operai, con le loro dimostrazioni, costrinsero alla chiusura l'aeroporto e la borsa del Cairo che portarono poi alle dimissioni di Mubarak. 

Da mesi è in sciopero, per aumenti salariali, anche il settore sanitario, dai medici, ai dentisti e ai farmacisti. 

Questi avvenimenti dimostrano la centralità della classe operaia egiziana nella lotta contro la repressione governativa e per un cambiamento radicale della società. Il Premier dimissionario Blebawi dichiara che le sue dimissioni rappresentano il raggiungimento di una prima tappa verso la “democrazia”. 

C'è chi sostiene che questo passo sia stata fatto ad hoc per spianare la strada al potente generale Abdel-Fettah el-Sissi, vicino all'imperialismo russo (con il quale ha recentemente siglato un accordo per la fornitura di armi). Si pone, dunque, il problema della continuazione della lotta contro il tentativo di “insabbiamento” fatto da El Sisi e dai militari. E' in questo che il compito dei rivoluzionari e dei lavoratori egiziani si fa più arduo e preciso: lotta di classe e rivoluzionaria per un socialismo dei paesi arabi!

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