giovedì, gennaio 09, 2014

CONTRO LA SOPPRESSIONE DELLA GUARDIA MEDICA



La decisione della Regione Toscana di sopprimere il servizio notturno di guardia medica è solamente l'ultimo colpo d'ascia, in ordine temporale, che la Giunta Rossi, sostenuta anche da SEL, PdCI e Rifondazione, sfodera contro il servizio di sanità pubblica. Ed è un taglio a dir poco brutale, perchè colpisce un servizio domiciliare e costringe i cittadini a rivolgersi ai già sovraccarichi servizi di 118 e di Pronto Soccorso, anche questi alle prese con tagli e aumento dei ritmi di lavoro. 

Il quadro complessivo è drammatico: taglio di centinaia di posti letto, taglio dei servizi di guardia medica, riduzione dei 118, tagli di personale che si traducono in ritmi di lavoro insopportabili per il personale ospedaliero, aumento dei ticket e loro pagamento anticipato, chiusura dei piccoli ospedali e quindi concentrazione del carico sui grandi ospedali, cosa che costringe i cittadini a grandi spostamenti. Tutto ciò causa una grossa dilatazione dei tempi di fruizione dei servizi e costringe ad un carico di lavoro eccessivo le strutture ospedaliere cittadine, con conseguenti enormi disagi e disservizi per i degenti.

Le scelte della Giunta Rossi sono in ossequio alle direttive nazionali che rispondono a Fiscal Compact e Spending Review.
Come al solito la Toscana è testa di serie nell'eseguire minuziosamente l'opera di smantellamento dei servizi pubblici a tutto vantaggio del mercato privato della sanità.

Il disegno è infatti molto chiaro: si taglia al Servizio Sanitario Regionale e se ne riducono le funzionalità e le possibilità, da un lato per fare cassa e ingrassare le tasche delle banche detentrici del debito pubblico e dall'altro per favorire le aziende sanitarie private.

Nell'Italia della crisi la salute diventa ancora di più un business.
Col progressivo smantellamento del tessuto industriale nazionale, l'Italia si avvia a diventare quel paese terzializzato, paradiso dei servizi, che da decenni ci viene spacciato come immagine di progresso.
Questa politica fa si che il lucro ed il profitto si concentrino sempre più su ogni forma di servizio essenziale, dal trasporto alla scuola, fino alla sanità.

Il Partito comunista dei lavoratori si schiera contro ogni invasione della logica del profitto sulla salute di cittadini e lavoratori e ribadisce con forza che l'unica soluzione, l'unica arma di difesa che abbiamo per impedire lo scempio della totale privatizzazione del sistema sanitario è, da un lato la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle aziende che licenziano, delocalizzano ed inquinano, unico modo per trattenere e rilanciare il lavoro in Italia; dall'altro quello di estendere e rilanciare un sistema sanitario pubblico che deve essere universale e gratuito.

Per tutte queste ragioni aderiamo alla contestazione a Rossi e alla sua giunta Venerdi 10 Gennaio alle 11.30 davanti al Box Informazioni dell'ospedale di Cisanello invitiamo tutti gli utenti del servizio sanitario regionale, i lavoratori della sanità pubblica e privata a partecipare.

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