mercoledì, agosto 28, 2013

CONTRO L'INTERVENTO IMPERIALISTA IN SIRIA

Siamo contro il regime dispotico siriano di Assad, retto da clan familiari, affaristi, polizieschi. 
Ma vogliamo che il suo rovesciamento sia opera dei lavoratori e della popolazione povera siriana, che si sollevarono da prıncıpıo in massa contro il regime. 

Non delle milizie reazionarie jihadiste o quaidiste, che oggi colpiscono i kurdi. Né dei bombardieri imperialisti delle vecchie potenze coloniali. 

Un intervento militare in Siria da parte di USA, Francia, Gran Bretagna- come in passato ogni altro loro intervento- non avrebbe alcuno scopo “democratico” o “umanitario”: rifletterebbe unicamente la volontà delle vecchie potenze di rilanciare una propria presenza e ruolo in Medio Oriente, al tavolo della spartizione di nuovi equilibri e zone d'influenza, contro la rivoluzione araba , e contro i popoli oppressi della regione.

PRIME FIRME ALL'APPELLO PER SAVAS (EEK)



SEGUIRANNO ALTRE


Nicola Nicolosi (segretario nazionale CGIL) 
Gianni Rinaldini (Esecutivo naz. CGIL, già Segretario Generale naz. Fiom-Cgil 2002-2010) 
Paolo Ferrero (Segretario Partito della Rifondazione Comunista, già ministro del Welfare nel Governo Prodi 2006-2008) 
Marigia Maulucci (Direttivo naz. CGIL, già segretaria naz CGIL 1998-2006) 
Maurizio Scarpa (vice presidente Direttivo naz. CGIL) 
Walter Montagnoli (Coordinatore Nazionale Confederazione Unitaria di Base CUB) 
Pierpaolo Leonardi (Esecutivo naz. Unione Sindacale di Base USB) 
Marco Ferrando (portavoce naz. Partito Comunista dei Lavoratori) 
Piero Bernocchi (portavoce naz. CoBas) 
Giorgio Cremaschi (Esecutivo naz. CGIL, già segretario naz. Fiom-CGIL 2002-2010) 
Michele Terra (Direttore Giornale Comunista dei Lavoratori) 
Fabrizio Tomaselli (Esecutivo naz USB) 
Fausto Bertinotti (già presidente Camera dei Deputati 2006-2008) 
Patrizia Sentinelli (già vice Ministro degli Esteri nel governo Prodi 2006-2008) 
Roberto Musacchio (già parlamentare europeo 2004-2009) 

Gennaro Migliore, capogruppo camera dei deputati Sinistra Ecologia e Libertà 
Titti Di Salvo, vicecapogruppo camera dei deputati Sinistra Ecologia e Libertà 
Arturo Scotto 
Toni Matarrelli 
Giovanni Paglia 
Ileana Piazzoni 
Franco Bordo 
Luigi Laquaniti 
Marisa Nicchi 
Martina Nardi 
Lara Ricciatti 
Filiberto Zaratti 
Nicola Fratoianni 
Donatella Duranti 
Alessandro Zan 
Fabio Lavagno 
Annalisa Pannarale 
Gianni Melilla 
Serena Pellegrino 
tutti deputati al parlamento nazionale 

Franco Russo (Forum Diritti-Lavoro, gia'deputato al parlamento nazionale) 
Iacopo Venier ( direttore LiberaTV, gia' deputato al parlamento nazionale) 
Paolo Carsetti ( Segreteria naz. Forum Acqua) 
Roberto Martelli (Segretario Generale naz. Unione Sindacale Italiana- Usi) 
Giuseppe Martelli (Segreteria Romana Usi) 
Omero Amorti (responsabile settore case di riposo Usi) 
Andrea Marino (responsabile settore arti e mestieri Usi) 
Fabio Frati (Segretario naz. Trasporti Cub) 
Paolo Sabatini (Esecutivo naz. Usb) 
Massimo Andreotti ( Direttivo Usb Brianza) 
Franco Calandri (Direttivo Usb Brianza) 
Dario Casati ( Direttivo Usb Brianza) 
Marco Colombo (Direttivo Regionale Fisac-Cgil Lombardia) 
Renato Pomari (Direttivo Fiom Cgil Brianza) 
Giuseppe Mascolo ( Rappresentante sinsacale Fiom-Cgil Rada Bernareggio, Brianza) 
Andrea Botto (rappresentante sindacale IISS Liceti, Rapallo) 
Carlo Rasmi ( Coordinamento naz. Usb) 
Valentina Delussu ( responsabile regionale Lavoro Privato Usb Emilia Romagna) 
Francesco Bonfini (responsabile regionale Scuola Usb Emilia-Romagna) 
Massimo Betti ( Esecutivo naz. Pubblico Impiego Usb) 
Luca Scacchi ( Segretario regionale Slc-Cgil Valle d'Aosta) 
Massimo Chiesi ( Direttivo Filt-Cgil Torino) 
Massimo Filippini ( Direttivo Filt-Cgil Genova) 
Francesco Anfossi (Direttivo Cgil Pavia) 
Francesco Doro ( Comitato Centrale Fiom) 
Enrico Pellegrini (Direttivo CGIL Venezia) 
Antonio Marceca (Direttivoi Regionale FP-CGIL Veneto) 
Francesco De Simone (Direttivo Nazionale Cgil) 
Michele Mililli ( Direttivo Cgil Ragusa) 
Ezio Dardanelli (Segretario generale regionale Fisac-Cgil Lombardia) 
Eleonora Forenza (Direzione Naz. Partito della Rifondazione Comunista) 
Sergio Bellavita (Comitato Centrale Fiom-Cgil, gia' Segretario nazionale Fiom) 
Nando Simeone (Direttivo Filcams-CGIL Roma) 
Giulietto Chiesa (Presidente movimento politico “Alternativa”, già deputato europeo 2004-2009) 
Joseph Frender (Segretario naz UniSin) 
Nico Vox (Direttivo CGIL Milano) 
Fabrizio Burattini (Segretario CGIL Roma Nord) 
Adriano Coscia (Segretario Naz. sindacato ORSA) 
Tommaso Vigliotti (Direzione naz. UniSin) 
Andrea De Marchis ( Direzione naz. Partito dei CARC) 
Sergio Cararo (Segreteria naz. Rete dei Comunisti) 
Mauro Casadio (Segreteria naz. Rete dei Comunisti) 
Umberto Fascetti (Esecutivo Naz. USB) 
Luigi Marinelli (coordinamento naz Rete dei Comunisti) 
Massimiliano Piccolo (coordinamento naz Rete dei Comunisti) 
Marco Santopadre (coordinamento naz Rete dei Comunisti) 
Luigi Sorge (coordinamento naz. lavoro privato USB) 
Elisabetta Falgaris (Direttivo Fisac-Cgil Bologna) 
Alfonsina Palumbo (Direttivo regionale Fisac-Cgil Campania) 
Enrico Sitta (Direttivo Fiom-Cgil Latina) 
Luca Tremaliti (direttivo CGIL Roma Nord) 
Fausto Torri (Direttivo CGIL La Spezia) 
Daniele Caboni (Direttivo regionale FIOM-Cgil Toscana) 
Leonardo Favero (rappresentante sindacale Filcams-Cgil SME Treviso) 
Filippo Alessandro Nappi (Revisore dei Conti CGIL Venezia) 
Davide Margiotta (vice Presidente Direttivo Fiom-CGIL Pesaro) 
Andrea Castellucci (rappresentante sindacale Fiom-Cgil Marcegaglia Forlì) 
Stefano Castigliego (Direttivo CGIL Venezia) 
Stefano Fontana (Direttivo Fiom-Cgil Venezia) 
Donatella Ascoli (rappresentante sindacale Filcams-CGIL Musei Civici Veneziani) 
Alessandra Marchetti (rappresentante sindacale Filcams-Cgil Musei Civici Veneziani) 
Pasquale Guadagnolo (Direttivo Fiom-Cgil Venezia) 
Enzo Caccese (Direttivo Filctem-CGIL Venezia) 
Giamarco Camboni (rappresentante sindacale Flc-Cgil liceo scientifico Segni ozieri-Sassari) 
Roberto Galvanin (rappresentante sindacale USB Laverda Vicenza) 
Roberto Rossi (rappresentante sindacale Fiom-Cgil Forgital Vicenza) 
Martino Braccioforte (Rappresentante sindacale Fiom-Cgil Riva Verona) 
Federico Morellato (Direttivo Fiom-Cgil regionale Veneto) 
Stefano D’Intinosante (Direttivo Cgil Treviso) 
Pino Angione ( Rappresentante sindacale Flc-Cgil CDP Treviso) 
Fabio Braido (Direttivo Flai-Cgil Treviso) 
Andrea Calarese (Direttivo Fillea Catania) 
Alessandra Doro (Direttivo Filctem Venezia) 
Alessandro Bussetto ( rappresentante sindacale CUB Università Ca’ Foscari Venezia) 
Lidia Deppieri (rappresentante sindacale FP-Uil cooperativa Ancora Venezia)

lunedì, agosto 26, 2013

PRESIDI DEL PCL SOTTO I CONSOLATI GRECI A DIFESA DEL COMPAGNO SAVAS

Il giorno 3 Settembre il compagno Matzas Savas, principale dirigente del EEK ( Partito operaio rivoluzionario), sezione greca del CRQI, sarà sotto processo ad Atene per “antifascismo”, a seguito di una denuncia dell'organizzazione nazista Alba Dorata. 

L'espressione “distruggere il fascismo”, usata nei volantini di EEK, è stata denunciata come “istigazione all'omicidio” da quella stessa organizzazione nazista che è promotrice di pogrom omicidi contro i migranti e di innumerevoli aggressioni contro militanti della sinistra greca. 

Nel contesto dell'iniziativa internazionale a difesa del compagno Savas, il PCL ha già raccolto un pronunciamento di solidarietà che ha registrato, tra l'altro, l'adesione di numerose personalità politiche e sindacali della sinistra italiana ( v. l'appello 
pubblicato su questo stesso sito). 

Ora il PCL sta preparando in diverse grandi città italiane presidi di protesta sotto i consolati greci nei giorni immediatamente precedenti il processo. 

Iniziative sono già state definite e organizzate per il 2 Settembre a Roma, Firenze, Livorno, Venezia, Napoli. Altre sono in corso di allestimento e si aggiungeranno nei prossimi giorni. 

La parola d'ordine “distruggere il fascismo” è tanto più oggi una nostra parola d'ordine, al fianco dei rivoluzionari greci.


SEL APRE GIA' OGGI AD UN GOVERNO RENZI



L' annunciata disponibilità di SEL verso un governo Renzi, in questa stessa legislatura, chiarisce una volta di più la sua subalterneità al PD. Chiamare “di scopo” quel governo può forse servire come foglia di fico agli occhi della propria base. Ma non può cancellare la sostanza. Un governo Renzi, quale che possa essere la sua durata, gestirebbe la continuità dell'amministrazione corrente delle politiche sociali dominanti: quelle che il PD ha votato e gestito assieme a Berlusconi, prima con Monti e poi con Letta/Alfano, e che l'”opposizione” di SEL ha formalmente contestato. Incluse le politiche dei tagli, della precarizzazione del lavoro, delle regalie finanziarie a banche e imprese.

Un governo Renzi con ministri SEL, in questa legislatura, sarebbe “di scopo” solo in un senso: servirebbe a Renzi per inaugurare l'agognata Presidenza del Consiglio, e a Sel per prenotare la propria ricollocazione nel Centrosinistra per la prossima legislatura.







lunedì, agosto 19, 2013

CONTRO I GENERALI, CONTRO I FRATELLI MUSULMANI, DAL VERSANTE DEI LAVORATORI PER UN GOVERNO OPERAIO E CONTADINO IN EGITTO.


La sanguinosa repressione che l'esercito egiziano va conducendo contro I Fratelli Musulmani, non ha nulla di progressivo, e nulla a che spartire con la rivoluzione egiziana: è parte della ricostruzione del vecchio regime militare prerivoluzionario.
Il governo reazionario di Morsi e dei Fratelli era stato messo con le spalle al muro dalla gigantesca sollevazione popolare di Giugno/luglio. Ma i gruppi dirigenti liberal democratici dell'opposizione anti Morsi 
(dal liberale Baradei ai nazionalisti nasseriani sino a forze socialdemocratiche) ha scelto di consegnare ai generali la forza delle piazze per evitare una rivoluzione sociale. E i generali hanno usato l'appoggio “democratico”, l'odio di massa anti Morsi, le illusioni di massa nell'esercito, per elevarsi al di sopra delle parti in conflitto e concentrare nelle proprie mani tutti i poteri. In una classica dinamica bonapartista. Oggi lo stesso generale As Sisi, paradossalmente designato a suo tempo proprio da Morsi, usa il potere del terrore contro i Fratelli, non per “salvare la rivoluzione”, ma per consolidare sulla sua sconfitta un nuovo regime militare: nemico dei lavoratori e delle masse povere dell'Egitto. Non a caso le nuove leggi speciali per l'”ordine pubblico” sono impiegate, in questi stessi giorni, per spezzare il sindacalismo indipendente e ogni sciopero operaio.
Quanto è avvenuto e sta avvenendo, non dimostra il “fallimento inevitabile di ogni rivoluzione”, come si affrettano a dichiarare in tutto l'occidente quegli stessi politici borghesi già sostenitori di Mubarak e poi di Morsi. Dimostra invece che una rivoluzione di massa ha bisogno di una direzione indipendente. E che solo i socialisti rivoluzionari egiziani possono costruirla. Contro i Generali e la reazione islamica. Ma anche contro i dirigenti di quella sinistra “democratica” che hanno fatto da sgabello ai generali dell'esercito.
Sono i lavoratori egiziani, non “i democratici”, che possono portare alla vittoria le stesse rivendicazioni democratiche della rivoluzione egiziana. E lo possono fare solo legando quelle rivendicazioni a un programma anticapitalista e a una prospettiva di rivoluzione socialista. L'unica che possa spazzar via la reazione islamica e militare. E aprire una pagina nuova per l'intera rivoluzione araba.


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

domenica, agosto 18, 2013

UN MILIONE

Di Gabriel Solano

(Traduzione a cura di Piergiovanni Bellumori, PCL Capalbio)

Il Frente de Izquierda de los Trabajadores ha ottenuto la scorsa domenica più di 900.000 voti. Siamo cresciuti un 100 % se si fa un paragone con il voto del 2011 e un 50 % in relazione alle generali di ottobre dello stesso anno.
Al fianco di questi numeri esalta l'omogeneità nazionale di questi risultati, che contrasta con la dispersione di due anni fa, quando solo superavamo lo sbarramento in un terzo del territorio. Questa volta ci siamo riusciti nella sua totalità. C'è stata una trazione del voto del FIT a partire dall'avvio del 2011 e da una campagna a livello nazionale. Abbiamo esposto non solo le rivendicazioni che premevano urgentemente alle masse ma abbiamo accuratamente dato una spiegazione della nostra strategia politica. Abbiamo messo il Frente de Izquierda al centro della disputa per il potere su una base classista e di lotta di classe.
Il FIT riceve il grande risultato elettorale, Guillermo Kane, Myriam Bregman, Juan Carlos Giordano, Juliana García, José Castillo, Marcelo Ramal, Jorge Altamira, Néstor Pitrola, Christian Castillo, Claudio Dellecarbonara e Gabriel Solano alla conferenza stampa di domenica notte.


Con Salta in testa (nella capitale il 18% e nell'interno provinciale l'11%) a Jujuy e nella zona petrolifera di Santa Cruz (quasi il 10%). Ci sono stati salti notevoli (il 5% a Formosa, il 7,5% a Mendoza, il 6% nel Rio Negro e l'8% a Neuquen capitale – dove quattro settimane fa avevamo ottenuto più del 5% alle elezioni locali). Abbiamo ottenuto a Cordoba la possibilità di avere una deputata nazionale. A Buenos Aires dove le domande hanno minimizzato il nostro voto abbiamo i voti sufficienti per un deputato nazionale e potremmo averne un altro, possiamo entrare nella legislatura provinciale e in vari consigli deliberanti. Aggiungiamo a tutto questo che nella città di Buenos Aires abbiamo dovuto affrontare numerose forze di sinistra (secondarie) che abbiamo sconfitto.


Il significato
Il grande risultato ottenuto in tutto il paese è la congiunzione di due questioni, ma soprattutto è una manifestazione della bancarotta capitalista, dello sfinimento del tardivo nazionalismo borghese e più che altro della comprensione di questa situazione storica da parte nostra e dell'immenso lavoro di delimitazione col kirchnerismo che ha preteso di inaugurare una nuova epoca (l'Argentina kirchnerista), sul piano delle idee e della lotta di classe.
Il FIT non fa progressi per il fatto che unisce più forze ma per la chiarezza politica che ha il suo sviluppo e per il metodo con il quale affrontiamo le sue contraddizioni. E' un fronte unico in condizioni concrete ed allo stesso tempo un segnale nella politica della rivoluzione socialista. Al di sopra del “frontismo” inteso come un modo volgare o opportunista, segnaliamo gli obiettivi strategici che guidano il nostro lavoro nel FIT.
Il Frente de Izquierda si sviluppa nel bel mezzo di un nuovo collasso politico e la minaccia di un nuovo default, cioè di una transizione politica che torna a mettere nella agenda il destino della società capitalista, ma questa volta con una forza rivoluzionaria in ascesa.
La costruzione del Frente non risponde da parte nostra a una questione di “pratica”, bensì a un attento lavoro di preparazione della classe operaia per far si che si assuma i suoi compiti storici.
Ci troviamo nella voragine che sta scuotendo la maggior parte dei popoli e ci poniamo la questione sulla direzione di questa voragine. Davanti alle grandi crisi che si avvicinano, la fisionomia che abbiamo dato alla sinistra raggiunge un’ importanza strategica.


La coscienza della classe operaia
Il risultato elettorale ci permette di fare altre conclusioni: l'importanza di un lavoro sistematico di agitazione e propaganda politica socialiste. Mentre nel passato le elezioni erano un fattore di integrazione della sinistra al regime, adesso le utilizziamo come un fattore di sviluppo della coscienza di classe del proletariato e della popolazione sfruttata. Dalla tribuna del 1° di maggio passato segnalammo che “siamo per la coscienza della nostra classe operaia”.
Siamo per una uscita dalla crisi e una direzione che vada verso le aspirazioni popolari. Cosi abbiamo creato una compagnia molto creativa nel settore audiovisuale: mentre i partiti della borghesia erano rimpiazzati dalle imprese di pubblicità, i partiti del Frente de Izquierda con scarsità di mezzi hanno potuto fare una propaganda più efficace dei nostri antagonisti politici e sociali.


Quello che verrà
Molti kirkhenisti hanno l'illusione che la sconfitta da loro avuta sia episodica, come interpretarono equivocatamente quella del 2009, il declino della Kirkhner inizia con la crisi del 2008, il suo recupero è stato invece episodico.


La seconda fase della campagna elettorale esaminerà il tema della crisi in maniera acuta ed anche la grande questione: se la pagano i lavoratori o i capitalisti. Il FIT dedicherà la sua campagna a spiegare la grandezza della crisi e la necessità di mobilitazioni e l'azione diretta per far sì che sia pagata dai capitalisti, tramite un cambio di potere. La nostra lotta per avere deputati di sinistra nel Congresso Nazionale e nelle legislature provinciali sarà unita a questo punto centrale.

martedì, agosto 13, 2013

STRAORDINARIO RISULTATO DEL “FRENTE DE IZQUIERDA Y DE LOS TRABAJADORES” (FIT) E DEL PARTIDO OBRERO ALLE ELEZIONI PRIMARIE IN ARGENTINA



Domenica 11 Agosto si sono tenute le elezioni “primarie” in Argentina, tappa che ha lo scopo di selezionare attraverso uno sbarramento le forze che potranno partecipare alle elezioni parlamentari di Ottobre. 
Il “Fronte della Sinistra e dei Lavoratori” (FIT), di cui fanno parte oltre al Partido Obrero (sezione argentina del CRQI) le altre due organizzazioni trotskiste del Partito dei Lavoratori Socialisti (PTS) e di Sinistra Socialista (IS), ha ottenuto un risultato storico e particolarmente indicativo. Non solo ha superato abbondantemente la soglia di sbarramento in tutte le province, ma ha quasi raddoppiato i voti rispetto alle elezioni primarie del 2011, ottenendo quasi un milione di voti (900.371, contro i circa 500.000 del 2011) considerando la totalità delle liste delle forze del FIT, PO,PTS e IS (in alcune regioni i tre partiti si sono presentati singolarmente). 
Oltre ad una storica media nazionale di circa il 4% sono estremamente importanti i risultati ottenuti dal FIT e dal PO nelle più importanti regioni industriali del paese: il 9,3% nella capitale di Cordoba, il 7,86% del PO nella provincia di Santa Cruz (dove si trova gran parte dell'industria petrolifera), e soprattutto l'11,2% del PO nella provincia di Salta (con una punta del 17% nella capitale)1 solo per citare alcuni dati a testimonianza del numeroso voto di classe al FIT. 
L'importanza di questa elezione è data dal combinarsi di due fattori: da un lato la crisi politica del governo di Christina Kirchner e del suo blocco sociale, effetto della crisi capitalistica e della politica di svalutazione della moneta, con una terribile ripercussione sul costo della vita e sulle condizioni delle masse popolari; ma soprattutto l'enorme crescita dell'influenza di massa, presso la classe operaia e la gioventù del paese, da parte del PO e del Frente de Izquierda che, come dimostra anche l'analisi dei risultati elettorali, risulta essere la principale forza di sinistra nel movimento operaio argentino. Una forza di massa con un chiaro programma anticapitalista e rivoluzionario. 
Questo straordinario risultato non riguarda soltanto l'Argentina, ma i marxisti rivoluzionari di tutto il mondo: è la dimostrazione, contro tutti i vari tipi di opportunisti (dai riformisti “realisti” ai movimentisti contrari ad ogni tipo di organizzazione leninista), della possibilità e della necessità, tramite il combinarsi della situazione oggettiva e di un'autentica politica rivoluzionaria, della conquista di un ampio sostegno di massa da parte di una forza autenticamente marxista rivoluzionaria e trotskista. In questo senso consideriamo il risultato del Frente de Izquierda, nelle elezioni come nella lotta quotidiana, come un tassello di importanza fondamentale nella rifondazione della Quarta Internazionale.


lunedì, agosto 12, 2013

L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA, NE' IN GRECIA NE' IN ITALIA



Martedì 3 settembre un tribunale greco porterà in giudizio, ad Atene, Savas Matsas, dirigente dell’ EEK (Partito Operaio Rivoluzionario) . Questo compagno è accusato, per un suo articolo sul giornale dell’EEK “Nuova Prospettiva”, pubblicato nel 2009, di “diffamazione”. E’ anche accusato di “istigazione alla violenza e alla discordia” e “alterazione dell’ordine pubblico”.A denunciarlo è stato “Alba dorata”, una organizzazione nazista oramai tristemente conosciuta in tutta Europa, che organizza direttamente ronde nei quartieri e attacchi xenofobi contro i migranti.
I fascisti cercano di presentarsi come innocenti e pacifici cittadini, usando lo Stato borghese e le sue istituzioni per organizzare una offensiva politica contro l’opposizione operaia e democratica. Con questo pretendono di tappare la bocca alla stampa di sinistra. Insieme a Savas Matsas, lo stesso giorno sarà giudicato anche l’ex rettore dell’università di Atene Costantino Moutzouris, accusato di aver permesso il funzionamento del sito web alternativo Indymedia-Atene.Anche in Italia le aule dei tribunali sono piene di processi contro gli antifascisti, basti pensare solo alla città di Firenze dove ci sono decine di compagni sotto processo. I fascisti invece continuano a godere di impunità giudiziaria e appoggio istituzionale e proliferano organizzazioni apertamente neofasciste come Casapound e Forza Nuova.
Non è un caso che in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo la borghesia ricorra alla feccia fascista per intimorire la resistenza dei lavoratori, da sempre i fascisti sono stati il cane da guardia del grande capitale. 
Noi pensiamo che in Grecia come in Italia l'antifascismo non si processi, non saranno certo i tribunali della borghesia a fermare le lotte dei giovani, dei lavoratori, dei migranti, che in tutta Europa si stanno ribellando all'avanzare della crisi capitalista.


LUNEDI 2 SETTEMBRE ORE 18:30


PRESIDIO DAVANTI AL CONSOLATO GRECO
VIA CAVOUR 38 FIRENZE


PRESIDIO DAVANTI AL CONSOLATO ONORARIO GRECO
PIAZZA ATTIAS 13 LIVORNO


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - TOSCANA


per adesioni: 
PRESIDIO FIRENZE: pclfirenze@yahoo.it 
PRESIDIO LIVORNO: pcllivorno@gmail.com

giovedì, agosto 08, 2013

IL MURO DI GOMMA LIVORNESE



La storia dell' Offshore a Livorno nasce nella stessa natura della città
dove la massoneria internazionale ha una base fondamentale storica,
radicata e secolare. Confindustria è guidata dai Rotary, Lions e altro.
E' legata alla Marina Militare che a sua volta è legata a Finmeccanica ( Wass ).
Persino il vescovo convoca spesso le messe per militari ed industriali
e dichiara che gli imprenditori sono i santi benefattori dell' umanità...
Non solo ma Confindustria dirige il PD così profondamente che sta cambiando
la fisionomia della città facendola diventare terra bruciata ambientale e un deserto
invivibile nei quartieri più poveri e dimenticati come quelli a nord.


Il progetto dell' Offshore nasce in questo tessuto.
Sembra la tipica storia italiana fatta di costruzioni mafiose sistematiche.
Consulenti comprati...
Il Consiglio di Stato che si inventa una sentenza su dati falsi (dichiarandoli) e fantasiosi.
( paradossali numeri citati in sentenza delle gazzette ufficiali mai pubblicate - si arriva
persino a sentenziare che solo chi abita nel punto dell' impianto può fare ricorso
e difendere i cittadini- 22 km in mare aperto, quindi solo triglie e polpi).
Documenti tecnici vincolanti che non esistono (vedi la misteriosa risposta OLT tecnica ai rilievi 
della commissione internazionale incaricata per la sicurezza dalla Regione Toscana).
Addirittura c'e' un laboratorio biomarino amico (CIBM) che e' consulente di parte ( pagato da OLT
e dal Comune).
La cabina di pilotaggio del Santuario dei Cetacei (su protocollo internazionale) e' comprata.
Esposti alla magistratura che finiscono nel nulla.
Un sindaco che cambia le regole per evitare le consultazioni consultive.
La giunta della Regione Toscana che vuole alla morte l'impianto al punto da annichilire
Sel, ex Verdi, PRC e Com.Italiani sulla questione.
L' interdizione in un area di 690 km quadrati di mare che la fa diventare una zona militare invalicabile
come l'area 51 del Nevada. Nessuno tranne la OLT potrà sapere cosa succede sul terminale.
Non si sa chi controlla e chi controlla i controllori.
Non esiste una autorità responsabile della sicurezza dell'impianto.
Non esistono piani di evacuazione e nessuno sa nulla in merito.

E' talmente finto e posticcio tutto questo apparato che gli potrebbe franare addosso come 
un castello di carte. L' importante e' non mollare. Solo la mobilitazione può ribaltare tutto questo.

sabato, agosto 03, 2013

TRASMISSIONE 31 Luglio 2013 a TELEGRANDUCATO: COMITATI LIVORNESI CONTRO L'AMMINISTRATORE DELEGATO OLT LNG PALLANO, L' ASSESSORE AMBIENTE AL COMUNE GULÌ E UN ESPERTO ECONOMICO CONFINDUSTRIALE DI NOMIMA.



RUGGERO ROGNONI, COMPAGNO DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI, PER I COMITATI SPIEGA PERCHÉ IL RIGASSIFICATORE E' UN IMPIANTO PERICOLOSO, DEVASTANTE PER LA COSTA LIVORNESE E PISANA E IL SUO MARE E COME SIA DIMOSTRATA LA SUA COMPLETA INUTILITÀ' ANCHE SUL FRONTE DEL PROFITTO GARANTITO COMUNQUE NELLE BOLLETTE PER IL 71% DEI MANCATI GUADAGNI A SCAPITO DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI. 


venerdì, agosto 02, 2013

CACCIARE IL GOVERNO

Non si tratta- come vorrebbe Napolitano- di “rispettare la Magistratura”: la stessa che vorrebbe comminare sino a 20 anni agli attivisti No Tav. Si tratta invece di rispettare la decenza. 

Un governo di unità nazionale che impone sacrifici ai lavoratori, per conto degli industriali e delle banche, si regge su un frodatore fiscale, o nel migliore dei casi “un grande evasore” come confessa il suo stesso difensore. In buona compagnia di tutti i grandi gruppi capitalistici e bancari, campioni seriali della grande evasione e della rapina contro il lavoro: tutti oggi a chiedere, non a caso, la continuità del (proprio) governo, magari nel nome della..”lotta all'evasione fiscale”. Mentre il PD si arrampica sugli specchi assicurando fedeltà a Letta e Napolitano, proprio per mostrare fedeltà alle imprese e alle banche. 

Tutto ciò è intollerabile. 

SEL non può continuare a mendicare la ricomposizione dell'alleanza col PD ( e magari con Renzi), come se nulla fosse avvenuto. La CGIL non può continuare a tenere bordone al governo e al PD, per rassicurare gli industriali. La FIOM non può defilarsi in un puro spazio sindacale, per di più in subordine alla burocrazia CGIL. 

Con questa politica si regala l'Italia al progetto reazionario di Grillo e Casaleggio, che rivendica insieme la soppressione di tutti i partiti e la mannaia su dipendenti pubblici e pensioni (per levare l'IRAP al padronato). 


E' necessario costruire un alternativa operaia alla Repubblica della rapina sociale, dell'evasione fiscale, del malaffare (e della demagogia dei miliardari di ogni specie). 

E' necessario che tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, si assumano finalmente una responsabilità politica indipendente; rompano una volta per tutte col PD e gli avversari dei lavoratori; uniscano nell'azione le proprie forze su un programma autonomo del mondo del lavoro; sviluppino una grande mobilitazione di massa, continuativa e radicale, per imporre una soluzione anticapitalista della crisi sociale, politica, istituzionale. 

Solo un governo dei lavoratori può realizzate una svolta vera: che liberi l'Italia non solo da Berlusconi ma dalla dittatura del profitto e dei suoi crimini. 

Il PCL si batterà in ogni lotta per questa prospettiva rivoluzionaria.