mercoledì, novembre 27, 2013

LA VENDETTA DELLO STATO CONTRO I TRANVIERI DI GENOVA UNA RAGIONE IN PIU' PER BOCCIARE L'ACCORDO

Prefettura e “ Autorità” hanno atteso che le burocrazie sindacali liquidassero una grande lotta sfuggita loro di mano, per esercitare la propria vendetta sui lavoratori. Sino a che lo sciopero compatto era in piedi le “autorità” non potevano che balbettare, perchè i rapporti di forza non consentivano altro. Ora che lo sciopero è stato spezzato da chi doveva guidarlo, scoprono la severità della “legge”. Dimostrano solo una cosa: che la vera legge è quella dei rapporti di forza. E rivelano una grande paura: quella del possibile contagio della ribellione dei tranvieri. Questa e non altra è la vera ragione dei provvedimenti. 

I tranvieri genovesi subiscono un doppio smacco. Dopo il danno la beffa. Prima un accordo che umilia 5 giorni di lotta scaricando sul taglio delle linee collinari i costi di risanamento, con un colpo annunciato agli organici e al servizio ( a proposito degli “interessi dell'utenza”). Poi la punizione per aver lottato: che smentisce una volta di più le “garanzie” ipocrite fornite dai dirigenti sindacali in assemblea dei lavoratori. 

Il PCL- l'unico partito intervenuto nell'assemblea della Chiamata del porto a sostegno della continuità della lotta- si impegna a difesa dei lavoratori colpiti, che vanno tutelati incondizionatamente sul versante giudiziario ed economico. Propone una cassa nazionale di resistenza a sostegno delle lotte prolungate. Si batterà, con una ragione in più, perchè sia riconvocata l'assemblea dei lavoratori AMT , si bocci l'accordo nel prossimo referendum, e la lotta riprenda in condizioni nuove sotto la direzione democratica dei lavoratori stessi. Si impegnerà in ogni lotta ,sull'intero territorio nazionale e in tutte le categorie, per la generalizzazione della lotta radicale e per la costruzione di un'altra direzione del movimento operaio.

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