sabato, novembre 09, 2013

FERMIAMO LA CHIUSURA DELL'APRILIA

testo del volantino distribuito alla Piaggio

FERMIAMO LA CHIUSURA DELL’APRILIA

BLOCCHIAMO I LICENZIAMENTI
CON LA LOTTA E L’OCCUPAZIONE DEGLI STABILIMENTI

L’incontro di mercoledì 16 ottobre 2013 a Pontedera (Pisa) tra le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, le RSU e il padronato del gruppo Piaggio, rappresentato da R. Colaninno, ha sancito l’avvio di un processo che porterà nel breve tempo alla chiusura degli stabilimenti Aprilia di Noale e Scorzè.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali, ormai da quattro anni, non poteva reggere di fronte all’approfondirsi della crisi capitalistica che colpisce il settore delle due ruote. La proprietà di fronte alla contrazione del mercato vuole tagliare la produzione di un terzo (da 27 mila pezzi a 8-10 mila, mentre prima della crisi si producevano circa 100 mila pezzi) in modo da svuotare i magazzini. Questo significa la perdita di posti di lavoro e centinaia di licenziamenti (almeno 250 licenziamenti su 700 addetti) negli stabilimenti di Scorzè, dove avviene la produzione, e Noale, dove ci sono gli uffici. 

Le burocrazie sindacali dirigenti non sono state all’altezza della situazione: si sono adagiate sugli ammortizzatori sociali, non hanno informato i lavoratori della gravità della crisi capitalistica e soprattutto non hanno predisposto un piano di lotta adeguato. 

La sinistra classista della CGIL, la Rete 28 Aprile – Opposizione CGIL, e il Partito Comunista dei Lavoratori da tempo denunciano ed informano i lavoratori che in assenza di un piano di lotta adeguato al livello dello scontro l’esito sarebbe stato quello che oggi è evidente a tutti.

Quando la situazione è precipitata, quando si sono trovati di fronte all’attacco padronale e con i lavoratori in procinto di perdere il lavoro, i gruppi dirigenti di FIM CISL e FIOM CGIL hanno predisposto una serie di incontri con i governi, nazionale e locali, per “trovare la soluzione”. Ed è iniziata l’inutile passerella degli incontri con il ministro Flavio Zanonato, e l’assessore regionale Elena Donazzan, i sindaci e gli assessori provinciali, fino ai parlamentari dei partiti borghesi in cerca di qualche dichiarazione sui giornali locali per provare la loro esistenza.

Ma questa è la strada che conduce a una sicura sconfitta per i lavoratori!

La situazione richiede di superare ogni illusione sui partiti borghesi e i loro governi, e di mettere in campo nel più breve tempo possibile un piano di lotta adeguato basato sulla forza e l’organizzazione indipendente dei lavoratori.

Continuare con le vecchie forme concertative del sindacalismo non porta più da nessuna parte; oggi è necessario mettere in discussione le basi materiali e ideologiche di questo sistema: o vincono le ragioni dei lavoratori o trionfano gli interessi del capitale!

Bisogna rispondere con una forza uguale e contraria a quella messa in campo dai nostri avversari.

- Costituzione immediata di un vero coordinamento dei lavoratori del gruppo Piaggio per l’elaborazione di un piano generale di mobilitazione.

- Costituzione di una cassa di resistenza per sostenere le lotte.

- Blocco dei licenziamenti e riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

- Sciopero a oltranza del gruppo Piaggio, occupazione degli stabilimenti e rivendicazione della nazionalizzazione senza indennizzo per i padroni e sotto il controllo operaio.

- Rompere l’isolamento tra i lavoratori di tutti i comparti con l’estensione della vertenza alle altre realtà in lotta e in crisi (Safilo, Speedline, Zanussi, Fincantieri, Polo Chimico ecc…), perché solo con il coordinamento tra lavoratori e lavoratrici, tra delegati e delegate di tutte le categorie, con i precari e i disoccupati, è possibile costruire una forza concentrata prolungata e di massa, per aprire una vertenza generale contro il padronato e i loro governi.

Il PCL attraverso i propri militanti, sostenendo la lotta dei lavoratori dell’Aprilia e di tutte le altre fabbriche in crisi, lavora per realizzare queste parole d’ordine.

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