giovedì, novembre 14, 2013

CONTESTAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE CONFEDERALE DI FIRENZE

Stamani mattina allo sciopero dei confederali lo spezzone anticapitalista (promosso dal PCL e dal CSR) ha contestato pesantemente i sindacati confederali al comizio finale in piazza Ognissanti a Firenze. 
Si è consumato, infatti, da parte delle ben note rappresentanze sindacali, un rito inutile, offensivo, una pantomima ridicola. Uno sciopero di quattro ore che rasenta la presa in giro. 
Il 40% dei giovani è senza lavoro e la media nazionale dei disoccupati supera il 12% . Due generazioni senza prospettive che hanno fatte proprie certe rinunce oramai come comandamenti: “non desiderare il posto fisso, lo stipendio a fine mese e la pensione”, senza tralasciare il disagio profondo di chi un lavoro non l’ha più. 
Se la cifra degli esodati, si aggira a 400.00 è perché ne ha fatto carne di macello l’enorme potere lobbistico esercitato da Confindustria e sindacati che negli anni, hanno alterato, esercitandone l’influenza perniciosa, le relazioni economiche ad uso, consumo e beneficio di determinate categorie a discapito di TUTTI (il prepensionamento ad esempio, è stato il mezzo che ha consentito a Confindustria e sindacati di scaricare su un “terzo pagante” i costi del mantenimento di un particolare sistema di mercato del lavoro e di relazioni industriali. Così infatti si garantiva al lavoratore “protetto” il diritto allo stipendio e alle aziende di esercitare flessibilità, turnover e riduzione del personale). 
Per anni abbiamo dunque assistito a questa vergognosa concertazione tra CGIL, CISL E UIL e Confindustria che ha esautorato la classe lavoratrice, vendendola, depredandola dei diritti, delle possibilità, infrangendo le promesse; aizzandola, in una guerra tra poveri tesa a rendere sterile ogni tipo di confronto, dissenso, protesta. 
Uno sciopero miserabile dunque ma con velleità generose che si proponeva addirittura di stabilire “quali azioni mettere in campo per sollecitare il Governo a modificare la legge di stabilità”. Il solito gioco delle tre carte pertanto e con quello stesso sistema politico che foraggia le note e triste sigle e che neanche si provano a fingere di contrastare. 
Ma la stanchezza, lo sdegno, la rabbia non la puoi tacitare, occultare, minacciare e infatti, nonostante il servizio d'ordine dei sindacati abbia tentato di impedirci l'ingresso in piazza siamo riusciti ad entrare ed arrivare fin sotto il palco per gridare quello che pensavamo del segretario nazionale della UIL che stava tenendo il comizio finale. 
Li è nuovamente intervenuto il servizio d'ordine dei confederali che si è frapposto tra il nostro spezzone e il palco per impedirci di parlare ma non ci siamo fermati, la contestazione è continuata in piazza fintanto che non abbiamo deciso di andarcene ricordando a tutti la manifestazione antifascista che sabato pomeriggio ci sarà a Firenze.

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