mercoledì, novembre 20, 2013

CON I LAVORATORI DELL'AMT DI GENOVA



I lavoratori dell'AMT di Genova stanno difendendo il posto di lavoro e la propria dignità contro il progetto di privatizzazione voluto dalla Giunta Doria. La lotta intrapresa ha rotto le vecchie regole del gioco: con l'arresto totale del trasporto cittadino, il rifiuto della precettazione, la marcia sul consiglio comunale, l'occupazione di massa dell'aula del consiglio, l'impedimento fisico del varo del provvedimento.

Tutta la borghesia cittadina grida allo scandalo. Le televisioni locali denunciano l'”arroganza” dei lavoratori che “non hanno rispettato le regole”: le stesse regole capestro che prevedono solo un dissenso rituale e impotente. Il sindaco Doria, venerato da tanti “progressisti”, minaccia la richiesta di intervento della polizia per ripristinare la “normalità democratica”: la “normalità” del licenziamento annunciato di tanti lavoratori, da parte di una giunta eletta oltretutto ( purtroppo) coi loro voti.

Il punto è che i lavoratori ATM si sono esattamente ribellati a queste “regole” e a questa “normalità”. E hanno fatto benissimo. Sono anni che i lavoratori subiscono soprusi di ogni tipo, da parte di giunte e governi di ogni colore. I dipendenti ATM hanno detto semplicemente “basta”. La loro ribellione è un atto esemplare per i lavoratori di Genova e di tutta Italia. Solo una lotta radicale e di massa che rompa le vecchie regole del gioco può metter paura all'avversario e strappare risultati.

Peraltro è molto significativo che la lotta dei dipendenti ATM sia diventata un punto di riferimento per i lavoratori delle altre aziende cittadine municipalizzate, anch'esse colpite o minacciate da privatizzazioni: centinaia di operai dell'AMIU, dell'ASTER, di altre aziende locali sono accorsi all'occupazione della “Sala Rossa” del Comune, dichiarando il proprio sostegno ai lavoratori ATM e preannunciando il proprio ingresso in lotta. Di più: la lotta dei lavoratori ATM, nonostante gli inevitabili disagi prodotti, sta raccogliendo una vasta solidarietà popolare in città. “Capisco le motivazioni dei lavoratori, è giusto farsi sentire, dovremmo farlo tutti” dichiara un pendolare al Secolo XIX. É un senso comune diffuso. Tanto che il Secolo stesso è costretto a titolare:” Il ponente solidale con i lavoratori”. É la prova che una lotta radicale non solo non “isola”, come dicono i burocrati di ogni tacca, ma è la sola che può polarizzare simpatie e allargare il fronte.

L'esito della lotta è naturalmente incerto. Pesa come spesso accade l'assenza di una direzione. Il sindacato autonomo della CISAL, che ha cercato di prendere la testa della lotta, mira a recuperare il controllo della sua dinamica, obiettivamente sfuggita di mano. Le burocrazie di CGIL, CISL, UIL, che hanno visto stracciato l'accordo sindacale del 7 Maggio, non possono che dichiararsi “dalla parte dei lavoratori”, ma non vedono l'ora che tutto rientri sui binari della “normalità” per rientrare in gioco. Alle 21 è convocata alla Chiamata del Porto una grande assemblea dei lavoratori ATM ( a porte chiuse) dove gli apparati presumibilmente proveranno a giocare la carta della ritirata, facendo leva, tra l'altro, sul peso delle multe legate alla precettazione. Vedremo.

In ogni caso la lotta di Genova rivela che, pur in un quadro di grande confusione e incertezza, molta brace arde sotto la cenere della rassegnazione. Brusche svolte di lotta possono essere sempre dietro l'angolo.

Occorre incoraggiarle, unificarle, ma soprattutto sviluppare la loro coscienza e ricondurle a una prospettiva anticapitalista. Per questo è necessario organizzare i lavoratori più coscienti in un partito rivoluzionario.

Resta un fatto. A fronte di una sinistra grande sostenitrice di Doria, il PCL genovese ha le carte in regola per intervenire tra i lavoratori a testa alta, quale unico partito di opposizione di classe in città. L'unico volantino in circolazione ieri tra i lavoratori in sciopero era guarda caso del nostro partito... nel momento stesso in cui il segretario cittadino di SEL denunciava i lavoratori in lotta come “squadristi”( testuale).

La lotta di classe fa come sempre da spartiacque. E aiuta a fare giustizia di tante illusioni.


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