lunedì, ottobre 07, 2013

OMICIDIO DI MASSA LUTTO IPOCRITA DEL GOVERNO E DI NAPOLITANO

”Va potenziata la frontiera europea del Mediterraneo e il ruolo di Frontex, perchè nei flussi di immigrati si annidano cellule terroriste” ( Alfano, ministro degli interni,20 Settembre) 

” E' indispensabile stroncare il traffico criminale di esseri umani in cooperazione con i parsi di provenienza dei flussi di emigranti e richiedenti asilo. Sono dunque indispensabili presidi adeguati lungo le coste da cui partono questi viaggi di disperazione e morte”( così ieri Giorgio Napolitano, ex ministro degli interni del primo governo Prodi) 

” E' giusto. E' ciò che facevo io da ministro: respingere i barconi e salvare le vite”( risponde subito entusiasta Maroni, ex ministro degli interni del governo Berlusconi) 

Basta questo scambio di “opinioni” per misurare l'ipocrisia del lutto delle autorità politiche e istituzionali di fronte all'ecatombe di Lampedusa. 
Non solo perchè rivelano la continuità di fondo delle politiche sull'immigrazione tra i diversi governi degli ultimi 20 anni (.. più volte col voto delle sinistre di governo). Ma perchè confessano e firmano le responsabilità del delitto. 

Sono proprio le politiche securitarie contro i migranti basate su respingimenti e segregazione, a riprodurre all'infinito orrore e morte. A consegnare ai famigerati “scafisti” la disperazione di donne e di uomini in fuga dalla fame, dalle torture, dalle guerre. A concordare con i peggiori governi dei paesi di provenienza il loro imprigionamento in luoghi di tortura e di stupri ( Libia), (spesso oltretutto via di transito per la loro “vendita” a organizzazioni criminali). A ostacolare persino il loro soccorso volontario in mare con la minaccia di “concorso al reato di clandestinità”. A rinchiudere nelle proprie prigioni coloro che riescono a sopravvivere e ad approdare: perchè è bene ricordare che i morti di Lampedusa, se fossero scampati alla tragedia, si troverebbero prigionieri dei CIE, senza diritti e dignità, come abominevoli.. “clandestini”. Per volontà di quelle stesse autorità che oggi piangono commosse sui loro cadaveri. 

Per questo il nostro lutto non ha nulla a che spartire con i responsabili dei crimini. Ma si coniuga tanto più oggi con un progetto di rivoluzione.

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