lunedì, ottobre 07, 2013

LAMPEDUSA: LA STRAGE E' DI STATO


Ieri, nel mar Mediterraneo si è consumata l'ennesima tragedia di un barcone il cui carico era formato da pura disperazione:cinquecento persone in fuga da miseria, povertà, violenza, fame, sfruttamento e guerra.

Il peschereccio su cui erano imbarcati, a mezzo miglio nautico (926 metri se calcolati sulla terra) dalla spiaggia dei conigli dell'isola di Lampedusa, è affondato e tra morti e dispersi si contano almeno trecento persone, tra cui bambini e donne incinte.

Nell'Italia della crisi si tenta di contrabbandare questo delitto come una tragedia dovuta alla fatalità ed alla malvagità dello scafista di turno per difendere, scagionare e alla fine assolvere quelli che sono i veri responsabili di questo crimine contro l'umanità.

I nostri governanti, con l'ipocrisia e la disumanità che li ha sempre contraddistinti, oggi ostentano commozione e piangono atelecamere accese (ieri è stato il turno di Alfano e Napolitano su tutte le reti tv) mentre ognuno di loro si era già reso responsabile di aver votato leggi contro l'immigrazione (la famigerata Turco/Napolitano e in seguito la ancor più famigerata Bossi/Fini) e dopo di questo di aver suffragato la scelta di guerre imperialiste, spacciandole come necessarie a importare la democrazia ma funzionali solo a un sistematico e rigoroso saccheggio delle risorse proprie dei paesi del sud del mediterraneo (Iraq, Jugoslavia, Libia, Siria), dopo bombardamenti che hanno demolito e cancellato interi paesi provocando la fuga di milioni di persone.

L'occidente, strillando la sua indignazione e solidarietà per le popolazioni civili maciullate, ha contemporaneamente finanziato bande armate di delinquenti, vere e proprie compagini di carnefici, che hanno avuto e hanno il solo scopo di destabilizzare, per consentire a chi li paga, di depredare territori e popoli, riducendo la gente alla fame e alla disperazione costringendola a fuggire da tutto questo – e non a caso è la parola "fuggire" che meglio aderisce a questa realtà, perche la parola "emigrare" nasce da presupposti diversi.

Quando non si è intervenuti con le bombe, si è cercato di sostenere governi criminali che favorissero gli interessi occidentali (Tunisia, Egitto, Bahrein, ecc), ma nel contempo si sono approvate leggi razziali per impedire a queste persone di fuggire e, a coronamento del tutto, sono stati istituiti i CIE (centri di identificazione ed espulsione, prima chiamati CTP - centri di permanenza temporanea).

Nei CIE, quanti vi sono trattenuti non sono considerati detenuti, essi vengono eufemisticamente definiti ospiti della struttura, in realtà si tratta veri e propri luoghi di detenzione, lager utilizzati per rinchiudere quanti sono fuggiti dai propri orrori e trattenerli in attesa di restituirli a questi.

La fortezza Europa blinda le proprie frontiere e assieme a questa manovra viene rarefatta la subdola operazione di fomentarecampagne terroristiche verso i questi fuggiaschi, definendoli una minaccia per la cultura e le radici dei cittadini europei.

Una politica che porta ad alimentare l'odio verso il diverso, verso il più povero, verso il più sfruttato; si mettono contro lavoratori italiani e lavoratori immigrati, si aizzano campagne di vero e proprio rancore contro questi considerati "diversi" prendendo a pretesto singolie isolati fatti di cronaca, si alimenta una sorta di guerra fra poveri che favorisce solo e soltanto quanti speculano sulle altrui vite.

Quella di Lampedusa non è una fatalità, non è un tragico incidente ma un omicidio di massa, con la connotazione di una vera e propria strage di stato, i cui responsabili hanno nome e cognome, Livia Turco, Giorgio Napolitano, Umberto Bossi, Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi, Gianni Letta e un unico mandante: i poteri forti internazionali, Unione Europea, Banca Centrale, Fondo Monetario, Nato e quanti agiscono di concerto con gli interessi di questi organismi.

Solo un governo dei lavoratori (italiani e migranti) può cambiare la situazione, abolendo tutte le leggi razziste e con la libera circolazione delle persone.

Via le leggi razziste Turco-Napolitano e Bossi-Fini per la libera circolazione, contro ogni forma di razzismo.
Unità dei lavoratori italiani e migranti
contro i governi del capitale.

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