giovedì, ottobre 03, 2013

LA “NUOVA MAGGIORANZA” CONTRO I LAVORATORI

Il frodatore fiscale Berlusconi ha conosciuto una sconfitta politica e si prepara ai domiciliari. Bene. Ma non è un giorno di festa per i lavoratori. Un immutato governo Letta Alfano rivendica la stabilità politica in funzione della stabilità della rapina: tagli sociali, privatizzazioni, regalie ai profitti. Quelle che Letta stesso in Parlamento ha chiamato “riforme dolorose”. La stessa sconfitta di Berlusconi verrà utilizzata per rafforzare la governabilità anti operaia. Non a caso il primo voto di fiducia è venuto dalla Borsa, da Confindustria, dalle banche. Quanto alla “nuova maggioranza” che sostiene il governo e che il PD rivendica non è affatto “più avanzata” o “più onesta”: si fonda sui faccendieri di Comunione e Liberazione(Formigoni), su cattolici integralisti e reazionari come Giovanardi, su avanguardie anti operaie come Sacconi. La differenza è che non ha più l'alibi dello “stato di necessità” evocato in precedenza per giustificare l'alleanza con Berlusconi. E' una scelta politica del PD e di Napolitano, benedetta dai Vescovi e dall'Unione europea, in funzione degli interessi generali del capitale finanziario. 

La passività subalterna delle sinistre politiche e sindacali- a partire dalla burocrazia CGIL- ha consentito che gli avversari dei lavoratori ricomponessero, contro i lavoratori, la propria unità di governo. 

L'alternativa non è certo quella di Grillo e Casaleggio, che si battono per un regime plebiscitario senza sindacato e senza partiti, per tagliare pensioni e lavoro a vantaggio dei padroni 
Solo il rilancio di un'opposizione di classe, radicale e di massa, alle classi dominanti e al loro governo- per la sua cacciata- può aprire dal basso un scenario politico nuovo: nella prospettiva di un'alternativa dei lavoratori, quale unica vera alternativa.

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