lunedì, ottobre 07, 2013

GRECIA: GLI ARRESTI DEI NAZISTI DI ALBA DORATA

Gli arresti dei deputati e dei membri del partito nazista Alba Dorata, compreso il suo ridicolo "führer" Nicos Michaloliakos, lo scorso fine settimana ad Atene, dopo l'assassinio di Pavlos Fyssas, giovane rapper e lavoratore, militante antifascista di sinistra, è un chiaro segnale della profonda crisi di regime di una Grecia socialmente devastata. Solo pochi giorni prima di tale crimine, funzionari importanti del governo (come lo stesso segretario del governo, Takis Baltakos), e giornalisti dei mezzi di comunicazione borghesi filogovernativi (ad esempio il canale televisivo Sky) facevano propaganda in favore di una possibile coalizione di potere, dopo le prossime elezioni, tra il partito di destra attualmente al governo, Nuova Democrazia, e una versione "più seria" (!?), "più moderata" della stessa Alba Dorata.

Ma l'enorme ira popolare che ha seguito l'assassinio di Pavlos da parte dei gangsters nazisti, che agirono sotto gli occhi della polizia locale, presente sul luogo del crimine, ha reso la posizione del governo capitalista politicamente insostenibile. Rimangono ancora impuniti quattro omicidi e 400 gravi ferimenti avvenuti nel corso di un anno, dovuti ad attacchi delle truppe di assalto naziste composte dai criminali di Alba Dorata, strumenti extra-istituzionali del governo. Il governo temette che l'esplosione di odio popolare gli avrebbe fatto perdere il controllo della situazione. In realtà, le manifestazioni di massa che hanno fatto seguito al crimine del 18 settembre e gli arresti del 28 dello stesso mese dimostrano che la situazione sta sfuggendo di mano alla classe governante, e che la classe operaia non ne ha ancora assunto il controllo. Le condizioni pre-rivoluzionarie in Grecia stanno maturando rapidamente.

L'assassinio di Pavlos è avvenuto una settimana dopo una prima ondata di importanti scioperi nel settore pubblico, e mentre la troika visitava nuovamente la Grecia per dettare nuove misure contro la classe operaia e le masse popolari. Appena due settimane prima del crimine, ebbero luogo i processi a due antifascisti, il segretario generale dell'EEK Savas Michael-Matsas e il rettore dell'Università Tecnologica di Atene, Konstantinos Moutzouris, a seguito della denuncia promossa da Alba Dorata con l'appoggio degli apparati repressivi dello stato. È stato il primo processo perso da Alba Dorata dal momento della sua ascesa! Ma appena terminato il processo, si intensificò una campagna di repressione da parte della polizia contro la sinistra e gli anarchici, e Alba Dorata portò a termine nuove aggressioni violente attraverso le sue truppe d'assalto, accompagnate da minacce di morte contro l'EEK, il suo segretario e il movimento antifascista nella sua totalità.

Questa volta è stato un greco a essere ucciso dai nazisti, non un immigrante pachistano o bangladese, afgano o egiziano. Per questo tutto il popolo, compresa una parte di popolazione greca conservatrice e nazionalista che era rimasta tranquilla quando venivano uccisi gli immigranti o rinviati a giudizio gli ebrei, non ha potuto tollerare il ruolo criminale svolto dal governo greco e dallo stesso stato, e non soltanto dai suoi cani da guardia nazisti. Il governo di Samaras non poteva agire diversamente. Ma non si devono nutrire illusioni nei confronti di un governo nel quale la cerchia più ristretta dei "consiglieri" che sta intorno al primo ministro è composta da noti nazionalisti di ultradestra e da consumati antisemiti (T. Baltakos, Chr. Lazarides, Failos Kranidiotis e altri), e addirittura da ex leaders del nazismo greco (Makis Voridis, portavoce del gruppo parlamentare di Nuova Democrazia e il "consigliere" Thanasis Pleviris, figlio del tristemente noto guru del nazismo greco Kostas Pleviris, e adesso nominato da Samaras vicedirettore dell'Organizzazione Nazionale Farmaceutica). Nessuno, nemmeno i più ingenui, può sentirsi sicuro sapendo che i nazisti hanno posti importanti e una forte influenza nella polizia, nei servizi segreti e nell'esercito. Il governo stesso non solo li protegge, ma utilizza anche deliberatamente gli attuali arresti dei più importanti membri di quella banda per introdurre nuove leggi antidemocratiche e imporre misure contro la sinistra in nome della “lotta contro l’estremismo, tanto di sinistra come di destra”.

Soprattutto perché già esistono e si stanno aggravando le condizioni materiali e sociali che hanno aiutato Alba Dorata a diventare il terzo partito borghese più importante del paese, secondo i sondaggi, anche dopo l’assassinio di Pavlos: la bancarotta del sistema capitalista, le misure di cannibalismo sociale imposte dalla “troika” (Unione Europea, Banca Centrale Europea, FMI), la decomposizione e la perdita di credibilità del sistema parlamentare borghese.

La lotta contro il fascismo non può essere separata da una lotta senza quartiere contro la devastazione sociale, per cacciare la troika e i suoi lacchè e il governo Nuova Democrazia-Pasok, spazzare via il sistema capitalista in bancarotta, che genera fame e disoccupazione di massa, così come l’apparato repressivo statale e le truppe d’assalto naziste che sono il suo strumento; aprendo così la strada per una via d’uscita socialista dalla crisi, con la presa del potere da parte dei lavoratori e degli sfruttati, e la riorganizzazione della società su nuove basi socialiste.


Socialismo o barbarie!

Savas Michael

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