mercoledì, settembre 18, 2013

Giù le mani dalla Siria e dal suo popolo! Fermate l'aggressione imperialista! Truppe imperialiste, flotte, basi e mercenari, fuori dal Medio oriente e dal Mediterraneo orientale!

Il Comitato di coordinamento per la rifondazione della Quarta
Internazionale (CRQI) condanna e si oppone risolutamente all'incombente
aggressione guidata dall'imperialismo statunitense contro la Siria e il
suo popolo. Ci appelliamo alla classe operaia, ai contadini poveri, ai
giovani e a tutti i popoli oppressi, nella regione e internazionalmente,
affinche' si mobilitino contro questo nuovo crimine sui popoli arabi e
l'umanita`, per contrattaccare e sconfiggere l'imperialismo e i suoi piani.

La guerra permanente e la devastazione di intere popolazioni in un paese
dopo l'altro sono manifestazioni della crisi economica senza precedenti,
senza una fine prevedibile, e che ormai da sei anni ha gettato il
capitalismo mondiale nel suo declino storico.

Allo stesso tempo, la crisi rivela il vicolo cieco politico e strategico
di fronte alle classi dirigenti e alle forze imperialiste, grazie alla
mobilitazione di milioni di persone per combattere l'impatto
catastrofico delle misure di cannibalismo sociale prese sia nei centri
metropolitani che nella periferia del mondo capitalista dai governi
capitalisti, dal FMI, dall'UE, dagli Stati Uniti e dai loro servitori,
per far pagare alle masse la crisi dei capitalisti stessi.

La rivoluzione araba, che iniziò col rovesciamento dei tiranni Ben Ali
e Mubarak nel 2011, nonostante gli arretramenti e le sconfitte, e`
ancora la più grande minaccia al dominio dell'imperialismo, del
sionismo e dei regimi corrotti del Medio oriente. L'imperialismo ha
cercato e ancora cerca disperatamente di restaurare il suo ordine con
ogni mezzo: l'intervento militare in Libia, le manovre elettorali, la
carta dell'islamismo con i Fratelli musulmani oppure con i salafiti,
an-Nusra e al-Qaeda stesse, la barbara repressione da parte di tirannie
locali, i colpi di stato controrivoluzionari come in Egitto, le guerre
per procura, l'uso di mercenari, il dirottamento dei movimenti di massa.
Nonostante i colpi subiti finora dalle masse popolari e dalla
rivoluzione, l'imperialismo ed i regimi reazionari locali non sono
riusciti a ristabilire il controllo in una regione vulcanica alle porte
di un'Europa scossa che e` divenuta un centro della crisi mondiale.

I piani di guerra imperialista dell'amministrazione statunitense di
Obama, apertamente sostenuti dal Primo ministro britannico Cameron,
dal Presidente socialdemocratico Hollande in Francia e da altri governi e
regimi della regione, inclusi i governi di Italia, Grecia e Turchia,
hanno origine in questa crisi insolubile e a loro volta la alimentano.
Il voto negativo del Parlamento britannico e le divisioni negli organi
legislativi statunitensi riflettono questo approfondirsi delle
spaccature entro la classe capitalista ed i suoi organi di governo ed
istituzioni. Nessun velo di menzogne ed ipocrisia può nascondere la
barbarie "umanitaria" degli aggressori.

Dieci anni dopo che il Segretario di Stato Colin Powell fisso` il mondo
negli occhi e mentì sulle armi di distruzione di massa in Iraq per
giustificare la guerra contro quel paese, ancora una volta
l'imperialismo ha colto un'occasione molto dubbia per muover guerra alla
Siria. Nemmeno gli agenti dell'imperialismo statunitense possono
addurre la piu' flebile ragione per cui Bashar el-Assad dovrebbe
scegliere di usare armi chimiche proprio in questo momento, quando e`
in vantaggio militare sull'opposizione, quando si sta preparando Ginevra
II, e quando gli esperti dell'ONU sono appena arrivati nel paese per
indagare sull'uso di armi chimiche. Assad potrebbe benissimo aver usato
armi chimiche. Solo che resta ancora da dimostrare che le abbia
realmente usate in questa concreta situazione.

Negli anni '80, gli Stati Uniti lasciarono impunito l'uso di armi
chimiche da parte di Saddam Hussein, prima contro li Iraniani nella
guerra contro quel paese e successivamente sul popolo curdo del suo
stesso paese. Poi, nel 1988-89, gli Stati Uniti addirittura sostennero
l'esercito iracheno nelle sue operazioni di guerra chimica fornendo
informazioni tattiche, come rivelato solo pochi giorni fa in base a
documenti della CIA declassificati. Quello stesso governo statunitense
adesso pretende ipocritamente di essere pronto a difendere le masse
siriane dalle armi chimiche, per ragioni umanitarie!

I veri motivi dietro all'incombente aggressione imperialista in Siria
sono duplici. Da una parte, questo e` un ritorno, dopo gli insuccessi
in Iraq e Afghanistan, della politica imperialista di controllare
disperatamente le fonti di petrolio e gas naturale dal Golfo persico
fino all'Asia centrale, per contenere la crescita della Cina e della
Russia. Dall'altra, e` una guerra tattica entro l'obiettivo strategico
di schiacciare la minaccia posta dall'Iran all'Israele sionista. La
Siria, insieme allo Hezbollah in Libano e all'Iraq sempre piu' dominato
dagli Sciiti, e` il principale alleato dell'Iran nella regione. Per
questo gli imperialisti cercano di rovesciare il regime baathista in
Siria, con Israele da parte in attesa. Le forze reazionarie locali del
Medio oriente hanno anch'esse la loro agenda. L'Arabia saudita, centro
reazionario del mondo arabo, con in più' la propria` varietà` del più'
sclerotico fondamentalismo sunnita, il wahhabismo, e il Qatar,
protettore della Fratellanza musulmana panaraba, sono le luci guida
della lotta contro l'Iran. Per questo indossano il manto dei difensori
dell'Islam sunnita contro il presunto assalto dello sciismo nel Medio
oriente, provocando scontri settari ovunque possibile. Il governo
Erdogan in Turchia e` diventato l'esecutore di queste politiche
architettate in questi centri reazionari. Sono questi tre paesi che
hanno approfittato di una sollevazione dei diseredati siriani iniziata
nel marzo 2011 per scatenare in quel paese la loro guerra reazionaria,
filo imperialista e settaria.

Il governo Erdogan in Turchia ha lo scopo ulteriore di usare la guerra
incombente per schiacciare la regione autonoma curda formatasi nella
Siria settentrionale nel luglio 2012, una regione oggi chiamata Rojava
("Occidente", in quanto e` la parte occidentale del Kurdistan, un paese
senza stato diviso e oppresso da Turchia, Iran, Iraq e Siria). La
Turchia e` impaziente di far guerra alla Siria, sia per distruggere la
Rojava che per portare al potere i Fratelli musulmani, creando uno stato
satellite entro il suo vicino meridionale.

Citare ragioni umanitarie per questo intervento imperialista e`
risibile. La guerra in Iraq, scatenata con pretesti totalmente
inventati, ha portato a più di un milione di morti, lasciandosi dietro
un'eredita` di guerra settaria strisciante. Probabilmente la guerra
contro la Siria, immediatamente o dopo qualche tempo, si estendera` come
un incendio in tutto il Medio oriente e oltre, con una potenziale
minaccia di massacri settari di civili in diversi paesi. Il CRQI e` del
tutto contrario allo scatenamento di una guerra imperialista contro
Siria. Abbiamo sostenuto la sollevazione di poveri e dei diseredati
della Siria e ci schiereremo in futuro anche con la rivoluzione contro
il regime di Assad. Ma la guerra che si sta preparando adesso non ha
niente in comune ne' con obiettivi di progresso ne' con le forze di
quella insurrezione. Il CRQI sta dalla parte della Siria e del suo
popolo e farà tutto il possibile affinché l'imperialismo e il
sionismo, insieme agli stati reazionari della regione alleati con tali
forze, vengano sconfitti.


No alla guerra contro la Siria!

Via l'imperialismo dal Medio Oriente!

Fermate la distruzione del Medio oriente nell'interesse dell'Israele
sionista!

Per i diritti nazionali del popolo palestinese!

Libertà per la Rojava e autodeterminazione per il Kurdistan!

Fermate la preparazione della guerra settaria sunnito-sciita nel Medio
oriente!

Per la Federazione socialista del Medio oriente e Nord Africa!

Settembre 2013
RISOLUZIONE DEL CRQI
Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale
(CRQI, di cui lo stesso PCL è la sezione italiana)

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