giovedì, settembre 26, 2013

CAPITALISTI ITALIANI O “STRANIERI” PARI SONO.





Le vicende di Telecom e Alitalia completano e rivelano gli effetti della storica valanga di privatizzazioni intrapresa dal primo governo Prodi (96/98)- col voto di tutte le sinistre- e proseguita da tutti i governi successivi di ogni colore: dove ogni volta uno stuolo di capitalisti senza capitali comprava dallo Stato a prezzi di saldo aziende strategiche, indebitandosi con le banche, e poi cercava di rientrare sui debiti vendendo a pezzi le aziende comprate; mentre le banche creditrici, per garantirsi, entravano nel pacchetto azionario delle aziende e partecipavano alla svendita del bottino e alla spartizione dei dividendi. Centinaia di migliaia di lavoratori hanno pagato queste ciniche operazioni con licenziamenti, precarizzazioni, degrado del proprio lavoro.


La soluzione per i lavoratori non sta nella difesa dell'”italianità” dei capitalisti, né nell'affidamento ai capitalisti “stranieri”. La soluzione sta nella rinazionalizzazione di tutte le aziende privatizzate negli ultimi 20 anni, senza indennizzo per i grandi azionisti, e sotto il controllo dei lavoratori: l'unica via per difendere e rilanciare il lavoro. Solo la rottura col capitalismo può aprire una pagina nuova per i lavoratori. Solo un governo dei lavoratori può realizzare questa rottura.



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