domenica, agosto 18, 2013

UN MILIONE

Di Gabriel Solano

(Traduzione a cura di Piergiovanni Bellumori, PCL Capalbio)

Il Frente de Izquierda de los Trabajadores ha ottenuto la scorsa domenica più di 900.000 voti. Siamo cresciuti un 100 % se si fa un paragone con il voto del 2011 e un 50 % in relazione alle generali di ottobre dello stesso anno.
Al fianco di questi numeri esalta l'omogeneità nazionale di questi risultati, che contrasta con la dispersione di due anni fa, quando solo superavamo lo sbarramento in un terzo del territorio. Questa volta ci siamo riusciti nella sua totalità. C'è stata una trazione del voto del FIT a partire dall'avvio del 2011 e da una campagna a livello nazionale. Abbiamo esposto non solo le rivendicazioni che premevano urgentemente alle masse ma abbiamo accuratamente dato una spiegazione della nostra strategia politica. Abbiamo messo il Frente de Izquierda al centro della disputa per il potere su una base classista e di lotta di classe.
Il FIT riceve il grande risultato elettorale, Guillermo Kane, Myriam Bregman, Juan Carlos Giordano, Juliana García, José Castillo, Marcelo Ramal, Jorge Altamira, Néstor Pitrola, Christian Castillo, Claudio Dellecarbonara e Gabriel Solano alla conferenza stampa di domenica notte.


Con Salta in testa (nella capitale il 18% e nell'interno provinciale l'11%) a Jujuy e nella zona petrolifera di Santa Cruz (quasi il 10%). Ci sono stati salti notevoli (il 5% a Formosa, il 7,5% a Mendoza, il 6% nel Rio Negro e l'8% a Neuquen capitale – dove quattro settimane fa avevamo ottenuto più del 5% alle elezioni locali). Abbiamo ottenuto a Cordoba la possibilità di avere una deputata nazionale. A Buenos Aires dove le domande hanno minimizzato il nostro voto abbiamo i voti sufficienti per un deputato nazionale e potremmo averne un altro, possiamo entrare nella legislatura provinciale e in vari consigli deliberanti. Aggiungiamo a tutto questo che nella città di Buenos Aires abbiamo dovuto affrontare numerose forze di sinistra (secondarie) che abbiamo sconfitto.


Il significato
Il grande risultato ottenuto in tutto il paese è la congiunzione di due questioni, ma soprattutto è una manifestazione della bancarotta capitalista, dello sfinimento del tardivo nazionalismo borghese e più che altro della comprensione di questa situazione storica da parte nostra e dell'immenso lavoro di delimitazione col kirchnerismo che ha preteso di inaugurare una nuova epoca (l'Argentina kirchnerista), sul piano delle idee e della lotta di classe.
Il FIT non fa progressi per il fatto che unisce più forze ma per la chiarezza politica che ha il suo sviluppo e per il metodo con il quale affrontiamo le sue contraddizioni. E' un fronte unico in condizioni concrete ed allo stesso tempo un segnale nella politica della rivoluzione socialista. Al di sopra del “frontismo” inteso come un modo volgare o opportunista, segnaliamo gli obiettivi strategici che guidano il nostro lavoro nel FIT.
Il Frente de Izquierda si sviluppa nel bel mezzo di un nuovo collasso politico e la minaccia di un nuovo default, cioè di una transizione politica che torna a mettere nella agenda il destino della società capitalista, ma questa volta con una forza rivoluzionaria in ascesa.
La costruzione del Frente non risponde da parte nostra a una questione di “pratica”, bensì a un attento lavoro di preparazione della classe operaia per far si che si assuma i suoi compiti storici.
Ci troviamo nella voragine che sta scuotendo la maggior parte dei popoli e ci poniamo la questione sulla direzione di questa voragine. Davanti alle grandi crisi che si avvicinano, la fisionomia che abbiamo dato alla sinistra raggiunge un’ importanza strategica.


La coscienza della classe operaia
Il risultato elettorale ci permette di fare altre conclusioni: l'importanza di un lavoro sistematico di agitazione e propaganda politica socialiste. Mentre nel passato le elezioni erano un fattore di integrazione della sinistra al regime, adesso le utilizziamo come un fattore di sviluppo della coscienza di classe del proletariato e della popolazione sfruttata. Dalla tribuna del 1° di maggio passato segnalammo che “siamo per la coscienza della nostra classe operaia”.
Siamo per una uscita dalla crisi e una direzione che vada verso le aspirazioni popolari. Cosi abbiamo creato una compagnia molto creativa nel settore audiovisuale: mentre i partiti della borghesia erano rimpiazzati dalle imprese di pubblicità, i partiti del Frente de Izquierda con scarsità di mezzi hanno potuto fare una propaganda più efficace dei nostri antagonisti politici e sociali.


Quello che verrà
Molti kirkhenisti hanno l'illusione che la sconfitta da loro avuta sia episodica, come interpretarono equivocatamente quella del 2009, il declino della Kirkhner inizia con la crisi del 2008, il suo recupero è stato invece episodico.


La seconda fase della campagna elettorale esaminerà il tema della crisi in maniera acuta ed anche la grande questione: se la pagano i lavoratori o i capitalisti. Il FIT dedicherà la sua campagna a spiegare la grandezza della crisi e la necessità di mobilitazioni e l'azione diretta per far sì che sia pagata dai capitalisti, tramite un cambio di potere. La nostra lotta per avere deputati di sinistra nel Congresso Nazionale e nelle legislature provinciali sarà unita a questo punto centrale.

Nessun commento:

Posta un commento