martedì, luglio 23, 2013

LA CLASSE LAVORATRICE E LE CONDIZIONI DI LAVORO NELLA CRISI CAPITALISTA

La produzione capitalistica, se si considera in particolare e se si astrae dal processo della circolazione e dagli eccessi della concorrenza, è estremamente parsimoniosa di lavoro materializzato, oggettivato in merci. Essa è invece, molto più di ogni altro modo di produzione, una dilapidatrice di uomini, di lavoro vivente, una dilapidatrice non solo di carne e di sangue ma pure di nervi e di cervelli. In realtà, è per mezzo del più mostruoso sacrificio dello sviluppo degli individui che soprattutto si assicura e realizza lo sviluppo dell’umanità in quest’epoca storica che immediatamente precede la cosciente ricostituzione dell’umana società. Poiché tutta l’economia, di cui si parla, trae origine dal carattere sociale del lavoro, così è in effetti proprio questa immediata natura sociale del lavoro che determina tale sperpero nella vita e nella salute degli operai. 
(Karl Marx, Il Capitale) 

La crisi strutturale del capitalismo sta modificando gli stili di vita dei lavoratori. 
La richiesta di prolungare gli orari di lavoro, di tagliare i costi delle imprese sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, di ridurre il campo di azione normativo dei CCNL e di abbattere la spesa sociale da una parte, e dall’altra il travaso dei profitti dalla produzione alla speculazione finanziaria è la più manifesta espressione della lotta di classe da parte del padronato. Questa azione radicale del padrone si scontra con l'assenza quasi totale di un'organizzazione in grado di portare avanti la risposta del mondo del lavoro, la lotta degli sfruttati contro gli sfruttatori. Le forti proteste e le rivolte dalla Grecia, passando per quelle del Brasile, della Turchia e della Spagna, senza dimenticare le rivoluzioni nel mondo arabo sono solo il sintomo di una patologia degenerata che va estirpata: il capitalismo. 
Sabato 6 luglio – con inizio alle 17 e termine alle 19:30 circa – ne discutiamo con: 
Eleonora Raia (disoccupata) 
Emiliano Angelè (cassaintegrato officine zero, operaio metalmeccanico) 
Luigi Sorge (delegato USB, operaio metalmeccanico) 
Maddè Guglielmo (delegato Fillea CGIL, operaio edile) 
Pompeo Scopino (delegato Nidil, impiegato telecomunicazioni) 
Daniele Mochi (delegato USB, dipendente Atac) 
Daniele Caroli (dipendente ADR) 
Aljoscia De Vecchis (funzionario Fillea CGIL) 
Fabrizio Maramieri (segretario provinciale Fiom CGIL) 
Moderatore: Luca Tremaliti ( operaio edile disoccupato, coordinamento romano PCL) 
Conclusioni di Marco Ferrando ( portavoce nazionale Partito Comunista dei Lavoratori)

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