giovedì, giugno 20, 2013

COMUNICATO STAMPA: FUORI I NAZISTI DA MILANO

… Noi non possiamo fare nulla … Nessuna area del Comune è stata data per questo evento. (Comune di Milano) … "Al momento il raduno non comporta un allarme di ordine pubblico” (Prefettura) … “Auspichiamo, che le istituzioni competenti vigilino in modo da evitare ogni problema di ordine pubblico" (Marco Granelli, assessore alla Sicurezza e coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile, Volontariato) 

Questo il coro di dichiarazioni che si sono susseguite sabato dopo la notizia che si sarebbe tenuto un Raduno a Milano in zona Rogoredo di band neonaziste, alcune internazionali, molto note negli ambienti dell’estrema destra per i loro inni alla violenza, al razzismo e alla xenofobia. Già a fronte di questo si sarebbe dovuto fare un fronte comune per denunciare ed impedire questo incontro anche perché a fare gli onori di casa, in quello che si preannunciava come uno dei più grossi raduni neonazisti degli ultimi anni, erano attese oltre 2mila persone, è stata la Skinhouse di Milano. Ecco perché l’evento, anche per il numero e la provenienza delle presenze confermate attraverso il web, portava con sé anche l’aria della sfida: una prova muscolare in un periodo in cui l’ondata xenofoba è in crescita. 

Per ascoltarli — in scaletta c’erano anche i milanesi Corona Ferrea e Adl 122, i varesotti Garrota e i trentini Linea Ostile — erano previsti a Milano gruppi nazifascisti da ogni regione d’Italia e dall’estero. Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Russia, Norvegia, Grecia. Secondo alcune voci al raduno avrebbe dovuto partecipare anche una delegazione del Ku Klux Klan americano attiva in Europa. La galassia è quella dei movimenti schierati contro immigrati, neri, ebrei e gay. Un’onda nera che attecchisce tra web, cortei di piazza e pestaggi. 

Il Partito Comunista dei Lavoratori condanna le Istituzioni che hanno gestito questo raduno assimilandolo ad un “normale” raduno musicale, nonostante i programmi dell’evento volessero chiaramente dimostrare l’intenzione di provocare. 

Il PCL constata la gravità della mancata informazione alla Giunta aggravante maggiore se vi erano delle informazioni in merito e che queste non siano state trasmesse informando gli abitanti dell’invasione di centinaia di naziskin. IL PCL richiama alle proprie responsabilità chi governa Milano. 

Il PCL rilancia un’ampia richiesta di vigilanza antifascista a tutti i livelli per evitare che Milano possa diventare terra fertile per razzismo e xenofobia.

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