martedì, aprile 23, 2013

UN PARLAMENTO E UN PD SOTTO SCHIAFFO PRESIDENZIALE

Dopo aver emanato il governo tecnico di Mario Monti nel novembre 2011, il Presidente rieletto della Repubblica ha incorniciato funzioni e indirizzi del futuro governo politico di unità nazionale: subordinazione ai patti col capitale finanziario italiano ed europeo, continuità delle missioni di guerra, revisione istituzionale e costituzionale per garantire la massima governabilità delle politiche dei sacrifici. 

Non solo: ha fustigato direttamente singole forze politiche, ed in particolare il PD, alzando la minaccia delle proprie dimissioni o dello scioglimento del Parlamento in caso di mancata subordinazione all'unità nazionale. La Direzione Nazionale del PD convocata domani è sotto schiaffo presidenziale. I capigruppo del PD sono già sull'attenti. 

Il presidenzialismo ha fatto un nuovo passo in avanti nella costituzione materiale del Paese: in attesa di una riforma gaullista che tenga a battesimo la Terza Repubblica, con la benedizione di Berlusconi e di Renzi, mentre monta il progetto reazionario della setta Grillo/Casaleggio. 

Nulla di buono per i lavoratori e gli spazi democratici. 
Solo il movimento operaio può sbarrare la strada a questa deriva.

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