mercoledì, aprile 24, 2013

PISA CITTA' DELLA CULTURA, PISA CITTA' DELLA GUERRA.

Come ogni anno anche questo 23 Aprile si è svolta a Pisa la cosiddetta "Giornata della Solidarietà", un teatrino militarista in salsa pseudo-nazionalista in cui i bambini delle scuole elementari di Pisa sono stati convogliati in città per assistere al lancio di alcuni Parà e per tutta una serie di altre iniziative a giro per la città e l'Università in compagnia dei militari. Il Sindaco Filippeschi e l'assessore Chiofalo sono tra i principali sostenitori di questa iniziativa, organizzata per commemorare la morte di Nicola Ciardelli, soldato pisano deceduto durante la guerra in Iraq.
L'intreccio di ludico e militare sta al centro di questa operazione a dir poco vergognosa.
L'obbiettivo non è solamente quello di falsificare il ruolo delle forze armate, propagandate come portatrici di pace quando l'Italia si è in realtà macchiata nel corso degli ultimi anni di numerose aggressioni e occupazioni tra cui quelle di Iraq nel 1991, Jugoslavia nel 1999, Afghanistan dal 2001, Iraq nel 2003 e la Libia nel 2011 senza dimenticare il recente supporto all'invasione francese del Mali, ma è anche quello di stordire l'opinione pubblica pisana e farle accettare il ruolo predominante che l'economia e l'industria di guerra hanno nello sviluppo della nostra città.
Pisa è una città militarizzata di fatto.
La presenza già ingombrante di Camp Darby, sul cui contenuto in termini di tipologie di armamenti non si è mai riuscito a fare chiarezza è stata appesantita dalla creazione del gigantesco HUB Militare presso l'areoporto Dall'Orso di Pisa, che ha trasformato la nostra città nel principale snodo tattico di tutte le operazioni militari che si svolgono o partono dal mediterraneo. Sui nostri cieli passano continuamente aereoplani carichi di armamenti di ogni tipo tra cui armi a base di uranio impoverito. Mentre le cosiddette università di eccellenza stringono accordi di ferro con Finmeccanica non solo a scopo di ricerca militare, ma anche con l'intento di formare personale qualificato alla gestione delle relazioni internazionali di tipo militare.
La Giornata della Solidarietà è stata contestata oggi da un nutrito gruppo di cittadini e di militanti che non accetta che Pisa venga spacciata dalla sua amministrazione come città della pace e della cultura quando in realtà l'impronta di sviluppo che le si vuol dare è sempre più quello della città della guerra.
Contemporaneamente al presidio contro la Giornata della Solidarietà oggi è andata in scena la contestazione al Ministro Profumo e ad Amato nella scuola Sant'Anna.
Mai circostanza poteva essere più chiara.
Da un lato professori e ministri vengono a spiegarci perchè i tagli ai servizi e alla ricerca sono necessari e a rifilarci i loro farfugliamenti sul merito, mentre dall'alto lato vengono sprecate non si sa quante risorse per una kermesse militarista.
Come Partito comunista dei lavoratori eravamo presenti al presidio e ribadiamo oggi come sempre la necessità dell'abbattimento delle spese militari e il ritiro immediato da ogni scenario di guerra e l'utilizzo delle risorse liberate nella creazione di nuovo lavoro attraverso il finanziamento di un grande piano di investimento nei servizi sociali, gratuiti e popolari.

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