martedì, aprile 02, 2013

[FRANCIA]: L'ESCALATION ANTIOPERAIA DELLA PEUGEOT, RENAULT E DELLA BUROCRAZIA SINDACALE

Siamo dinanzi ad un nuovo stadio desolante della crisi mondiale che sta scuotendo la Francia. Diversi mesi fa la Peugeot aveva annunciato la chiusura dell’impianto di Aulnay, nei dintorni di Parigi. Ad oggi l’azienda ha confermato che andrà avanti con i suoi progetti, ignorando le disposizioni cautelari della magistratura. 

Ma la novità si ritrova fra i sindacati che hanno concluso un accordo dove hanno accettato la chiusura. Si tratta di un finale annunciato: le confederazioni sono scese a patti per una riforma del lavoro di portata nazionale con il governo e le camere imprenditoriali, questo implica ribassi salariali ed un sensibile aumento della flessibilità lavorativa. L’accordo con Peugeot smentisce che la riforma del lavoro, come hanno preteso di dimostrare le burocrazie sindacali e politiche, servirà alla salvaguardia dei posti di lavoro. I 3.500 posti di Peugeot sono la punta dell’iceberg, dal momento che la misura impatterà indirettamente su 11.000 lavoratori. Nondimeno, inoltre, questa conclusione ha incoraggiato la classe padronale di Renault, dove lo Stato è fra i suoi principali azionisti, che ha posto un prezzo molto alto per non seguire le orme di Peugeot. Si esige di congelare i salari, la libertà di licenziare i lavoratori di un impianto ed inoltre prolungare la giornata di lavoro. Niente di tutto questo, tuttavia, esclude la possibilità di ulteriori licenziamenti. Nei piani del settore auto, è già stata prevista la perdita di 7.500 posti di lavoro. 

La CGT non ha firmato l’accordo con la Peugeot, ma non per questo è meno responsabile. Anche se sostiene un conflitto strategico per l’unione del movimento operaio, essa non ha fatto valere la sua capacità di mobilitazione volta ad affrontare questo attacco. Ha lasciato dissanguare la resistenza dei lavoratori dello stabilimento di Aulnay, che lo occuparono per diverse settimane. La CGT sta agendo come l’ultima ruota del carro del Fronte de Gauche (socialisti dissidenti fuoriusciti ed attribuiti a Melanchon ed al PC) che spinge per un progetto parlamentare di tutela dai licenziamenti che i sindacalisti utilizzano come pretesto per cercare da un lato di calmare le iniziative di lotta. 

Contemporaneamente, cresce la protesta dei lavoratori contro la burocrazia, l’inquietudine e l’ordinanza. Appaiono anche, sebbene isolate, le iniziative di lotta. In questo modo si è determinata l’occupazione della Peugeot, capeggiata dall’attivismo più combattivo della fabbrica. La temperatura sale sul movimento operaio e sulla fertilità dei campi che prepara il terreno per una nuova fase

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