lunedì, marzo 25, 2013

RESPINGERE LA LOGICA DELLA SPENDING REVIEW ANCHE NELL'EDUCAZIONE PER L'INFANZIA


La logica del profitto in tempo di crisi si ripercuote in Toscana anche sui bambini nell'età dell'infanzia.
Lo scorso 9 Gennaio il Consiglio Regionale ha approvato le modifiche alla legge regionale 32\2002 ovvero il testo unico della normativa in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro.
Entro il 9 Aprile dovrà essere approvato il regolamento attuativo.
Le modifiche alla legge aprono una breccia che rischia di essere spalancata dal regolamento attuativo che ha da essere approvato in due diverse direttrici, una a discapito dei bambini e l'altra a discapito dei lavoratori.

SI CERCA DI FAR PENETRARE LA LOGICA DEL TAGLIO DRASTICO IN OTTEMPERANZA ALLA SPENDING REVIEW ANCHE NEI SERVIZI ALLA PRIMA INFANZIA

Il rischio concreto è che nel regolamento attuativo sia approvata una riduzione degli spazi per bambino da 6 mq a 5 mq, sia approvato un prolungamento degli orari di apertura (a fronte di un contratto nazionale che prevede 42 settimane annuali di lavoro ed una massimo di 30 ore frontali settimanali per i lavoratori del settore), sia approvata una modifica peggiorativa del rapporto tra educatori e bambini.

DIMINUIRE GLI SPAZI A BAMBINO ED AUMENTARE IL RAPPORTO NUMERICO TRA INSEGNANTI E BAMBINI SIGNIFICA CREARE ASILI POLLAIO CON DRAMMATICHE RICADUTE SULLA QUALITA' DEL SERVIZIO OFFERTO E DUNQUE SULLA QUALITA' STESSA DELLA VITA DEI BAMBINI, CHE COL NUOVO REGOLAMENTO POSSONO ARRIVARE A TRASCORRERE PIU' DI 10 MESI L'ANNO E CON VERTICI DI 12 ORE AL GIORNO NEGLI ASILI.

Il disegno è chiaro. Le modifiche approvate parlano chiaramente di integrazione del servizio pubblico con quello privato che tradotto nel linguaggio della spendig review e dei tagli "imposti" dalla crisi significa un peggioramento progressivo dell'offerta di servizio pubblico per far scivolare l'educazione dell'infanzia sempre più nelle mani dei gestori privati che in quanto tali hanno come prima necessità quella del profitto.
Anche nel settore privato dell'educazione infantile la realtà del mondo precario si è abbattuta con forza e gli educatori già lavorano in queste aziende con contratti sfavorevoli, sottopagato e costantemente ricattabile in quanto precario.

La dimostrazione di ciò è data dal fatto che nel nuovo regolamento si ipotizza di ABOLIRE la clausula dell"applicazione al personale dipendente dei contratti collettivi nazionali di settore vigenti, secondo il profilo professionale di riferimento" come requisito per l'autorizzazione al funzionamento dei nidi privati. 

IL CHE SIGNIFICA CHE SARA' POSSIBILE APRIRE ASILI NIDI PRIVATI SENZA NESSUNA GARANZIA SINDACALE PER I LAVORATORI

L'impressione è che il concetto stesso di educazione per l'infanzia sia scambiato in nome del profitto con il semplice affidamento dei bambini in luoghi di parcheggio, in un mondo in cui gli orari di lavoro spezzati e i turni sempre piu' lunghi rendono la vita impossibile ai genitori. 

COME PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI RIFIUTIAMO CATEGORICAMENTE CHE LA LOGICA DEL PROFITTO IN TEMPO DI CRISI VENGA RIVERSATA SUI LAVORATORI DELL'EDUCAZIONE PER L'INFANZIA E DI CONSEGUENZA SULLA QUALITA' DEL SERVIZIO OFFERTO ALLE FAMIGLIE E AI BAMBINI STESSI.

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