martedì, marzo 26, 2013

DICHIARAZIONE DELL’EEK (Grecia) E DIP (Turchia)

La Troika si è bruciata le dita a Cipro. Ha oltrepassato il limite e le brutali misure che ha cercato di imporre al popolo di Cipro sono state respinte. Ha cercato di imporre, in aggiunta ad un prelievo straordinario di quasi il 10% sui riciclatori di denaro russi, un prelievo di circa il 7% anche sui piccoli depositi dell’isola: operai e contadini, vedove e pensionati sono stati tutti derubati dei loro risparmi di un anno guadagnati duramente! Il popolo di Cipro è immediatamente sceso in piazza e ha respinto queste misure. Nel voto tenutosi nel parlamento cipriota del Sud, non un solo deputato ha votato le misure accettate da un presidente eletto dalla maggioranza delle persone meno di un mese fa! Una totale disfatta per la Merkel, la nuova zarina dell’Europa! Rigetto indignato dell’imperialismo UE! La minuscola Cipro, che produce lo 0.2% dell’intero PIL dell’UE, sta minacciando ora un collasso dell’intero sistema! 
Non ci sbagliamo! Queste misure sono solo la forma più estrema e sfacciata data all’attacco contro la classe lavoratrice da parte della Troika dell’UE, della BCE e dell’FMI in ogni paese d’Europa in cui la crisi economica ha creato una situazione d’emergenza, cioè Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ma anche probabilmente l’Italia ed altri ancora molto presto. L’UE, con Angela Merkel alla sua testa, agendo come l’FMI d’Europa, sta cercando di scaricare l’intero peso della crisi causata dalla classe capitalista sulle spalle di lavoratori, contadini, pensionati, donne, giovani, indigenti e poveri. 
Questa è una crisi di vaste proporzioni. È un flagello che ha colpito non solo Cipro, e neppure la sola Europa in generale, ma l’intero pianeta. Il Giappone sta entrando nel terzo decennio di depressione. La Gran Bretagna ed i paesi dell’Eurozona sono di nuovo in recessione. Gli USA, con una crescita stentata, sono legati ad un immenso debito sovrano che ha superato il loro PIL e ad un deficit di bilancio che limitano le possibilità di stimolare l’economi attraverso politiche espansive. Cina, India, Brasile e altre economie “emergenti” si trovano a subire sempre più l’influsso della stagnazione dei paesi imperialisti. I paesi della periferia meridionale dell’Europa che sono sacrificati sull’altare della Troika sono davvero i casi più estremi della bancarotta mondiale dell’economia capitalista. Questa è una crisi che segnala il declino storico del capitalismo. 
Con le elezioni in Italia, si è aperta una nuova fase. In questo contesto, gli eventi di Cipro hanno creato circostanze esplosive non solo nel paese ma in tutta Europa. Come si era previsto, i popoli in tutta Europa hanno perduto la fiducia nel sistema bancario. Cipro era nei fatti solo un test per ciò che si sta apprestando negli altri paesi. Le persone vedono ciò e stanno cominciando a ritirare i propri soldi dalle banche. Le condizioni per un’assai diffuso assalto agli sportelli si stanno accumulando. L’economia europea è giunta ancora una volta sull’orlo del precipizio. Anche se ciò dovesse essere superato nel breve periodo, non c’è soluzione a questa crisi a parte l’ascesa al potere della classe operaia e la ricostruzione su basi socialiste dell’economia su scala europea. 
È ora di sollevarsi! Il popolo lavoratore della Grecia stava conducendo una lotta rovinata dai sotterfugi della burocrazia sindacale. I lavoratori e la gioventù della Spagna hanno ripetutamente dimostrato la propria indignazione. Il popolo italiano ha seppellito nelle urne elettorali i professionisti dell’austerità. In ogni paese i lavoratori e la gioventù hanno espresso la propria rabbia. Ma non è abbastanza. Abbiamo bisogno di un movimento internazionale che rifiuti il debito accumulato dai capitalisti e dai banchieri, un movimento di nazionalizzazione delle banche sotto il controllo dei lavoratori, un movimento che lotti contro l’imperialismo dell’UE. Tutte le forze combattenti dovranno riunirsi in tutti questi paesi per lottare e diffondere la lotta a tutti quei paesi non ancora direttamente toccati. 
Cipro dovrà essere una pioniera in ciò. Questa è un’ isola dove la questione nazionale è stata per mezzo secolo una problema pesante. Mettendo turchi contro greci, l’imperialismo inglese ha diviso il popolo cipriota, manipolando la situazione allo scopo di difendere gelosamente la proprie basi militari sull’isola, facendo dell’isola la leggendaria “piattaforma portaerei”. È ora, per i ciprioti greci e turchi, di comprendere che tutta la sofferenza che hanno subito è il prodotto degli stati borghesi, siano essi l’imperialismo USA, Britannico, o UE o quelli più periferici della Grecia e della Turchia. E adesso è proprio a causa di questi stati imperialisti, in nome degli interessi della borghesia europea, della sua “competitività” della sua “economia” che le magre economie dei lavoratori e dei pensionati sono saccheggiate, che i loro salari sono ridotti ad una miseria, che sono privati del loro lavoro, che sono rimasti senza servizi sociali! 
Proprio in quest’isola dove il capitalismo imperialista ha provocato e ancora provoca le nazionalità perché si combattano incessantemente l’un l’altra, creiamo un fronte internazionalista della classe lavoratrice e della gioventù in modo che non lottino più fra loro ma contro i briganti capitalisti! Costruiamo un fronte unico esemplare tra greci e turchi che lotti per far pagare la crisi ai capitalisti anziché ai lavoratori ed ai poveri! Non è solo nel sud greco di Cipro che la crisi esige il proprio tributo dai lavoratori. La recente eroica lotta dei lavoratori del comune di Nicosia nella parte nord turca, ha talora assunto le forme dello scontro. Solo un anno fa un gigantesco movimento di massa della classe operaia ha scosso l’establishment del Nord. La crisi del capitalismo sta oggettivamente unendo la classe operaia cipriota. Mostriamoci all’altezza di questa sfida storica e rispondiamo personalmente ai bisogni del momento costruendo un fronte unico tra le forze della classe operaia del Nord e del Sud! 
I sindacati del Nord devono immediatamente avviare azioni di solidarietà con i propri fratelli e sorelle di classe nel Sud. A ciò deve far seguito un’azione congiunta che induca ad uno sciopero generale in entrambe le parti dell’isola allo scopo d’imporre le rivendicazioni dei lavoratori agli organi di governo di Cipro. Lasciamo che ritornino nell’isola i glorioso giorni dell’unità dei lavoratori! È solo allora che l’imminente distruzione economica dell’isola potrà essere fermata. Nessuno pensi che il pericolo sia terminato. I deputati borghesi che ieri hanno votato, contro le misure imposte, sotto la pressione delle masse così come le manovre segrete dei loro benefattori russi si tramuteranno in voltagabbana domani e capitoleranno sotto la pressione dell’imperialismo UE in nome del “realismo economico”, a patto che si concordi un nuovo fronte di misure di salvataggio che non attiri la collera dei riciclatori di denaro russi. Gli oligarchi russi saranno salvati ed i lavoratori e i poveri mandati in rovina. Non c’è spazio per l’autocompiacimento. O l’azione indipendente dei lavoratori o il cannibalismo sociale alla maniera greca! 
Lavoratori di tutte le nazionalità di Cipro! Unitevi e lottate! Non avete nulla da perdere ed un paese riunificato e un futuro decente per i vostri figli da guadagnare! 

Partito Rivoluzionario dei Lavoratori (EEK, Grecia) 
Partito Operaio Rivoluzionario (DIP, Turchia)

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