martedì, febbraio 12, 2013

Livorno. Dove stanno i “buoni” dove stanno i “cattivi”. Un teorema, un’ inchiesta e la criminalizzazione del dissenso

36 indagati, 10 perquisiti e 8 misure cautelari questo è l’ epilogo di un operazione tutta politica portata avanti dalla questura e dal giudice PM Masini in seguito ai fatti accaduti nei tre giorni tra il 30 novembre e 1 e 2 dicembre. 
Livorno ha assistito all’atteggiamento provocatorio delle forze dell’ordine durante la contestazione a Bersani, la carica violenta e immotivata il giorno dopo in Piazza Cavour contro cittadini inermi e la conseguente manifestazione di un migliaio di cittadini sdegnati la stessa domenica terminata con la forte contestazione davanti alla Prefettura. 
In queste settimane è partita la propaganda politica e moralistica contro quella parte di cittadini, giovani e lavoratori che si è sempre opposta ai soprusi, le ingiustizie e si è sempre schierata per la difesa dei diritti sociali devastati da chi in città detiene le leve del potere politico amministrativo. 


Si è cercato di dividere i buoni dai cattivi criminalizzando il dissenso. 
I “buoni” per i moralisti dell’ ultima ora sarebbero forse quelli che hanno devastato l’ ambiente a favore di industrializzazione selvaggia? Del rapido profitto? Quelli che hanno minato la salute dei cittadini? Quelli che licenziano e sfruttano, quelli che porteranno altra distruzione con megainceneritori, rigassificatori? 
Quelli che speculano sulla vita dei cittadini? 
Livorno è una città che sta morendo a favore dei progetti finanziari e confindustriali. 
Ma viene ribaltata la realtà con la mistificazione. 
I “cattivi” vengono teorizzati da un’ altra parte. Vengono criminalizzati i giovani e i cittadini che lottano per i diritti in una città dove questi sono diventati solo un opzione tra chi si piega agli interessi dei poteri forti e chi si ribella. 


Il Partito Comunista dei Lavoratori oltre a mobilitarsi contro gli assurdi teoremi polizieschi, porta la sua solidarietà agli indagati, a favore delle lotte per l’ occupazione, l’ ambiente e la salute che anche gli stessi indagati hanno da sempre portato avanti.

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