martedì, gennaio 01, 2013

IPOCRISIA PRESIDENZIALE DI FINE ANNO

Al di là dei toni rituali di fine anno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha difeso la continuità di quelle politiche di rapina sociale di cui è stato massimo custode istituzionale. Non a caso l'unica cifra indicata nell'eloquio sono gli 85 miliardi di interessi annui sul debito pubblico : l'enorme donazione annua al portafoglio delle banche che Monti e Napolitano hanno assunto come vincolo centrale della politica economica, e che solo il PCL e il comitato No Debito chiedono di abolire. Esibire “dolore” per le sofferenze sociali, ma difendere le politiche che le producono: la retorica presidenziale ha offerto un campionario tradizionale di ipocrisia. Nella quale tutti i partiti padronali, non a caso, possono oggi inzuppare il pane.

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