mercoledì, novembre 07, 2012

ELEZIONI USA



Una campagna elettorale finanziata, ancor più che in passato, e su entrambi i versanti, dai grandi gruppi del capitalismo USA non poteva certo premiare i lavoratori americani.

Il capitalista mormone Romney ha fallito nella sua impresa reazionaria, nonostante l'appoggio di un settore importante della grande finanza. Ma la conferma di Obama, benedetta dai capitalisti dell'industria automobilistica e dai grandi gruppi assicurativi, non è certo la vittoria dei lavoratori salariati o dei giovani disoccupati. I primi 4 anni di amministrazione “democratica” hanno fatto giustizia di tante illusioni. L'ulteriore espansione dell'astensione, specie tra i giovani, è indicativa. Obama ha salvato i banchieri americani, non la popolazione povera. 787 miliardi regalati alle banche USA nel 2009 non si sono risolte in nuovo lavoro: ma in disoccupazione e maggiore miseria. Le grandi corporations dell'automobile sono stati inondati di soldi pubblici, con soddisfazione di Marchionne, grande elettore di Obama: ma i loro lavoratori hanno visto colpiti come mai in precedenza salari, protezioni sociali e diritti. Mentre “la Borsa americana ha guadagnato nei primi due anni e mezzo di amministrazione Obama più di quanto ha guadagnato negli otto anni di Bush” ( Washington Post).

Né i prossimi 4 anni si preannunciano migliori. L'esigenza di rientro dall'enorme indebitamento pubblico provocato dall'aiuto alle banche, unito al programma obamiano di abbassamento delle tasse sulle imprese (dal 35% al 28%!), si risolverà in un nuovo attacco alle protezioni sociali. La mediazione tra Obama e i Repubblicani, maggioritari alla Camera, farà il resto. Altro che “sogno americano”!

Il vero “sogno americano” che può interessare i lavoratori e gli sfruttati d'America è la propria liberazione dalla dittatura del capitale, “democratico” o repubblicano che sia. La costruzione di una sinistra rivoluzionaria americana, che sviluppi tra i lavoratori una coscienza anticapitalista, è e resta un passo decisivo in questa direzione. Contro tutte le illusioni “democratiche” e “roosveltiane”.

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