domenica, luglio 22, 2012

LETTERA APERTA ALLE REALTA’ DI MOVIMENTO, AI COMITATI POPOLARI, ALLE ASSOCIAZIONI, ALLE SINISTRE SINDACALI

La crisi sociale della Sicilia precipita, sotto il peso della crisi capitalistica, delle politiche dei governi nazionali e locali, dell'offensiva di Confindustria e banche. Solo una rottura anticapitalistica può dare soluzione alla crisi sociale delle masse popolari dell'isola. Non si tratta di ignorare le rivendicazioni immediate dei lavoratori e della popolazione povera: lavoro, servizi sociali, riduzione del prezzo della benzina, controllo sui prezzi alimentari, accesso al credito, abbattimento dei mutui. Sono tutte istanze centrali e prioritarie. Ma tutte queste istanze- se perseguite con coerenza- conducono, di fatto, alla messa in discussione del sistema capitalista.
-La difesa del lavoro richiede l'occupazione delle aziende che licenziano per la loro nazionalizzazione sotto controllo dei lavoratori: l'unica azione di lotta che può imporre il blocco dei licenziamenti.
-Un piano di nuovo lavoro in servizi sociali e opere sociali richiede una patrimoniale progressiva sulle grandi ricchezze e l'annullamento del debito pubblico verso le banche usuraie.
-L’abbattimento dei prezzi dei generi di prima necessità (benzina, gasolio, alimentari) richiede l'esproprio della industria petrolifera e della grande filiera alimentare, senza indennizzo per i grandi azionisti e sotto controllo dei lavoratori e dei consumatori.
-La liberazione dai debiti di tanti lavoratori e piccoli produttori richiede la nazionalizzazione delle banche con la contestuale cancellazione dei debiti contratti con esse dai ceti popolari.
-L'accesso al credito agevolato per tanti lavoratori autonomi richiede l'unificazione del credito in un'unica banca pubblica sotto controllo sociale.
–La smilitarizzazione della Sicilia, comprese le antenne inquinanti da guerra MUOS, in fase di installazione a Niscemi, richiede l’uscita dalla Nato, senza se e senza ma..
Peraltro solo l'insieme di queste misure può stroncare la mafia, l'usura, la criminalità organizzata, inseparabili dal capitalismo e persino ingrassate dalla sua crisi. Solo la classe lavoratrice mettendosi alla testa della rabbia popolare può realizzare questa soluzione, istituendo un proprio governo in Sicilia. Solo una sollevazione popolare può consentire l'istituzione di questo governo. Solo l'alleanza del proletariato siciliano con tutti i settori sociali emarginati e impoveriti dell’isola (precari, ”il popolo delle partite Iva”, disoccupati, pescatori, piccoli proprietari agricoli, piccoli commercianti ed artigiani proletarizzati, pastori impoveriti, immigrati) col proletariato e gli sfruttati di tutta Italia può difendere quel governo e realizzare il suo programma: dentro una prospettiva rivoluzionaria. Questa è, in estrema sintesi, la posizione generale del PCL.
Il PCL Sicilia partecipera' alle elezioni regionali di ottobre con un proprio candidato e una propria lista autonoma e indipendente.
Designato all’unanimità dal coordinamento regionale del Pcl, andrà a ricoprire il ruolo di candidato alla presidenza della regione Giacomo Di Leo, coordinatore del comitato No frane della riviera jonica messinese, impegnato, tra l’altro, costantemente nella battaglia contro il dissesto idrogeologico, che si è tragicamente manifestata a Messina nell’alluvione del 1 ottobre 2009.
LA NOSTRA LISTA:
AUTONOMA da tutti i partiti che hanno governato finora la Sicilia con i risultati disastrosi che tutti abbiamo sotto gli occhi. L'ultima esperienza del governo Lombardo, appoggiato e ancora oggi sostenuto dal Partito democratico, è solo l'ultimo dei governi che hanno distrutto la Sicilia. Siamo autonomi dalle cosiddette sinistre “radicali”, prc, pdci, sel , che in questi anni hanno realizzato accordi col Pd, in sede locale, mentre quest’ultimo allegramente appoggiava Lombardo e il suo sistema di potere. In particolare ci differenziamo da questi partiti sul terreno della tattica elettorale, finalizzata ad accordi pasticciati con l’IDV, forza politica notoriamente populista e non di sinistra (siede tra i liberali nel parlamento europeo) come ha precisato il suo stesso leader, che ha votato (tre volte su quattro) per l’introduzione nella Costituzione del pareggio di bilancio insieme ai partiti del governo Monti: vale a dire l’impossibilità per l’Italia di attuare una autonoma politica economica, e la necessità di operare ulteriori tagli di spesa pubblica, che colpiscono i settori proletari e popolari della nazione; sconcertante…ma in linea con la mentalità d’”ordine” la richiesta dipietrista di scuse!? al G8 da parte dei movimenti…La non opposizione al Fiscal Compact e al trattato MES è il coronamento di questa posizione liberista dell’ Idv. Per non parlare dei vertici di Sel Sicilia che, a fronte di una narrazione poetica della pace, contrappongono una pressoché totale assenza nei movimenti antimilitaristi, ad eccezione dei compagni onesti della base. E che dire dell’alleanza di Sel alle comunali di Palermo con Cracolici e Lumia, i filo autonomisti di Lombardo…. Per questo ci candidiamo in aperta opposizione ai partiti che hanno governato in questi anni e ai vertici delle cosiddette “sinistre radicali”. L’ autonomia del PCL sul piano programmatico ed elettorale si combina sul terreno delle lotte nella tattica del fronte unico con le sinistre politiche e sindacali: il nostro scopo è sviluppare un fronte unico d'azione sul terreno della mobilitazione, che superi barriere e autorecinzioni, nell'interesse comune della classe lavoratrice e della sua prospettiva.
INDIPENDENTE perché siamo gli unici che possiamo rivendicare la nostra totale indipendenza dai poteri forti, dalle banche, dalla mafia, dai politicanti siciliani. Il nostro programma e' in netta contrapposizione a queste strutture parassitarie e ai loro partiti di centrodestra e di centrosinistra. Per queste ragioni chiediamo a tutti i movimenti sociali, ai comitati popolari, ai comitati antifascisti, ai mass media indipendenti dai poteri forti e dalle pressioni mafiose, alle associazioni ambientaliste e antiproibizioniste, a quelle in difesa dei diritti dei carcerati, alle realtà Lgbt, a quelle che si battono contro il MUOS, alla Rete NO PONTE, ai comitati NO DEBITO, ai comitati No Frane, alle sinistre sindacali, alle donne, agli immigrati (anelli più deboli della società capitalista), ai singoli lavoratori, precari, disoccupati (espressioni di realtà di lavoro e di lotta) di sostenere attivamente la nostra lista elettorale. Chiediamo, in altre parole, che queste lotte singole vengano unificate e portate avanti anche durante questa campagna elettorale e per far questo mettiamo COME SEMPRE a disposizione le nostre forze, la nostra lista elettorale, da usare come megafono per queste giuste battaglie. Naturalmente nel rispetto reciproco dell'autonomia e dell'indipendenza. Crediamo che il P.C.L. avendo partecipato a tutti i movimenti in lotta, sia il soggetto politico, che abbia già nel suo programma tutte le rivendicazioni che in questi ultimi anni il movimento ha fatto in Sicilia. Noi non vi chiediamo semplicemente un voto. Noi vi chiediamo di sostenere attivamente le VOSTRE ragioni che sono anche le NOSTRE attraverso anche lo strumento elettorale, collaborando da indipendenti alla campagna elettorale del Partito Comunista dei Lavoratori, finalizzata all’unificazione di tutte le lotte, l’unica via maestra per abbattere una società e un’economia fondata sulla dittatura del profitto.


Coordinamento Regionale - Partito Comunista dei Lavoratori
Coordinamento Regionale Sicilia - Partito Comunista dei Lavoratori

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