martedì, aprile 24, 2012

L'ANTIFASCISMO DI CLASSE!

Karl Radek scriveva che la dittatura fascista è paragonabile a: "cerchi di ferro con la quale la borghesia tenta di consolidare la botte sfasciata del capitalismo" e occorre sottolineare che la botte contrariamente a quanto si potrebbe ritenere non è stata sfasciata dall'azione rivoluzionaria della classe operaia; il fascismo non è la risposta della borghesia a un attacco al proletariato, ma piuttosto l'espressione della decadenza dell'economia capitalistica. La botte, insomma, si è sfasciata da sola.

Oggi più che mai assistiamo ad una ripresa politica delle organizzazioni di estrema destra. IL loro "risveglio" trova nella crisi e nella copertura dei vari governi (sino a poco tempo fa in carica, alcuni sostituiti) di centro destro o destra (Italia, Francia est Europa) dei patner importanti. Basti pensare a Casa Pound che trae linfa... dalla giunta Polverini (PDL).

IL dovere,  il primo compito di un' organizzazione rivoluzionaria come la nostra è quella di saper intercettare il malcontento presente nelle periferie e spiegare a tutti che il fascismo non è la soluzione. Dobbiamo parlare di cultura, la destra è portatrice di dogmi e false verità (Dio, Patria e famiglia), noi dobbiamo rispondere con la lotta di classe internazionalista allo sciovinismo piccoloborghese che la destra esprime. Le persone, questo dobbiamo spiegare in modo certosino, non si dividono per nazionalità, etnia o religione, ma tra sfruttati e sfruttatori....

L’antifascismo è stato nella storia essenzialmente prerogativa dei militanti comunisti, socialisti ed anarchici, i quali hanno pagato al fascismo il prezzo più alto in termini di repressione, mentre altri, come il Partito Popolare (antenato della DC), ha sostenuto l’avvento della dittatura fascista fino a far parte del primo governo Mussolini.

Da alcuni anni assistitiamo a squallidi tentativi di “pacificazione”... tesi ad affermare il concetto che partigiani e repubblichini fascisti fossero tutti uguali, tutti egualmente italiani e patrioti ( in questi giorni a Roma è apparso tra le vie della città un manifesto atto a spiegare " l'onore" dei repubblichini di Salò).
Oggi, come ieri, bisogna dunque guardarci da chi tenta di cambiare la storia per affermare nel presente un nuovo autoritarismo fatto di razzismo e discriminazioni nei confronti di ogni “diversità", di negazione dei diritti dei lavoratori, di repressione poliziesca del dissenso, d’annientamento di ogni garanzia sociale.
E' necessario, anche, stare attenti anche a chi agita strumentalmente la bandiera dell’antifascismo per nobili calcoli elettorali: come in passato ha fatto il centrosinistra che ha tra le sue fila Luciano Violante che da Presidente della Camera dei Deputati nel 1996 sostenne, nel suo discorso di insediamento, che bisognava “capire le ragioni dei ragazzi di Salò”.

Se oggi c’è qualcosa da ricordare sono i 40.000 italiani che furono strappati dalle loro case dai militi della Repubblica Sociale o dalle truppe tedesche e deportati nei lager, di questi 30.000 erano partigiani, antifascisti e lavoratori arrestati in gran parte dopo gli scioperi del marzo del 1943.

E , soprattutto, non dobbiamo dimenticare i crimini dello Stalinismo italiano che con Togliatti ha promosso la aminstia - un vero è proprio tradimento nei confronti dei partigiani i quali hanno visto i loro carnefici essere graziati dal "Migliore"-  nel dopoguerra:


Un atto rilevante dell'attività di governo di Palmiro Togliatti, ministro di Grazia e Giustizia nonché segretario del PCI, è consistito nell'emanazione dell'amnistia per reati comuni, politici e militari: un atto che, approvato all'unanimità dal governo De Gasperi per celebrare la nascita della Repubblica, ha determinato la liberazione di migliaia di fascisti, senza distinzione tra gli imputati di reati minori e i responsabili di gravi crimini. Nel primo mese di applicazione tornarono in libertà 7000 fascisti detenuti: tra i primi beneficiari del provvedimento figurano un colonnello dei carabinieri condannato all'ergastolo per l'assassinio dei fratelli Rosselli e quattro torturatori della famigerata banda Koch.

Per questo la nostra politica come PCL (unico partito marxista rivoluzionario presente in Italia) deve avere un respiro anche politico e non limitarsi alle manifestazioni di rimbalzo ( 25 aprile come oggi) o alle sole flockloriste pratiche sociale messe in pratica della schegge dell’autonomia movimentista. Oggi essere antifascisti da veri comunisti vuol dire opporsi alle e nelle istituzioni locali e nazionali che molto spesso- come nel caso delle giunte Rutelli e Veltroni hanno tollerato le sedi d'estrema destra. Amministrazioni locali che spesso si reggono con il sostegno acritico e prono di forze antagoniste o  comuniste (riformiste) come PRC e PDCI.

L'antifascismo per noi non è un fronte popolare né un blocco per la democrazia, ma un metodo politico eretto sull'internazionalismo e la lotta di classe. IL fascismo, il popolo delle scimmie, può essere sconfitto definitivamente solamente con la presa del potere da parte del mondo del lavoro. 

Eugenio Gemmo D.N. PCL

 1 Bolscevico ucciso dalla purghe di Stalin

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