martedì, maggio 15, 2012

DILIBERTO CONFERMA DI FATTO LE RAGIONI DELLA NEGAZIONE DELLA PAROLA AL PCL

“ A IDV e SEL proporrò di lavorare ad un soggetto federato della Sinistra e con questa forza, che oggi avrebbe il 15%, trattare col PD in vista delle elezioni”. Così oggi Oliviero Diliberto presenta, in una intervista all'Unità, il senso della manifestazione della FDS a Roma.
Dobbiamo elogiare, una volta di più, la chiarezza di Diliberto. Ciò che altri sussurrano, imbarazzati, dietro le quinte, lui lo dice pubblicamente alla luce del sole.
E perciò stesso, rendendolo trasparente, ne illustra la vergogna.
 
Già proporre una Federazione della “sinistra” a Di Pietro, capo di un partito affiliato al centro liberale europeo e sottoscrittore del pareggio di bilancio in Costituzione, è francamente un'assurdità. Ma farlo, per di più, in funzione dell'accordo col PD per il 2013 è una bestemmia. Tanto più dopo che il PD ha sostenuto il governo Monti, ha votato la distruzione delle pensioni di anzianità e dell'articolo 18, ha dettato alla CGIL la rinuncia allo sciopero generale e una linea di copertura del governo. Come si fa a manifestare contro Monti, cercando l'accordo con chi lo sostiene?
 
Ma tant'è. Questa è la confessione pubblica della linea reale della FDS. L'”unità a sinistra” è solo  una leva contrattuale per svendere la sinistra al PD, cioè a un partito liberale legato a Confindustria e banche.
Per questo si è scelto di negare la parola a chi oggi in piazza avrebbe rivendicato l'unità d'azione a sinistra, in alternativa al PD. Semplice, no?
 
Compagni della FDS, aprite gli occhi, prima che sia troppo tardi.

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