mercoledì, maggio 02, 2012

Contro la violenza sulle donne, sempre!

I giornali in questi giorni parlano di emergenza, ma chi di violenza sulle donne si interessa da sempre, sa che non è così, che la guerra alle donne viene fatta da sempre, in tutti i modi, tutti i giorni. Togliere la vita ad una donna non è nient'altro che l'atto finale di un'esistenza in cui la violenza è all'ordine del giorno: se una donna viene uccisa, è perché nessuno e niente hanno contrastato il fenomeno in precedenza. E' usando il corpo di Vanessa Scialfa che i giornali e Se Non Ora Quando, esattamente come fece Alemanno nel 2008 per vincere le elezioni comunali col corpo di Giovanna Reggiani, decidono improvvisamente che è ora di parlare di violenza sulle donne. Noi ci rifiutiamo di aderire e riproporre le logiche di SNOQ, che sull'ipocrita onda di emotività a comando creatasi intorno al femminicidio della giovane, decide ancora una volta che in tempo di campagna elettorale parlare di donne morte ammazzate conviene molto: Alemanno docet (da notare che Renata Polverini ha sottoscritto l'appello nonostante nel Lazio stia chiudendo i centri antiviolenza). E' quindi d'obbligo ricordare che la violenza sulle donne, il femminicidio, non è solo l'atto del toglier la vita, ma anche obbligare le donne ad una vita di precarietà, dipendenza economica dalla famiglia o dal marito, l'impossibilità di avere il diritto ad abortire, e molto altro ancora. Tutti diritti, questi, che le giunte di centro-destra e centro-sinistra tolgono alle donne in ogni comune d'Italia attraverso le loro politiche che ammiccano al clero. E' solo ed esclusivamente attraverso questa visione inclusiva di femminicido che le donne potranno avere una vita libera da qualsiasi tipo di violenza, ma è soprattutto solo attraverso questa visione della violenza che non potranno più essere strumentalizzabili.

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