lunedì, aprile 02, 2012

BERSANI PREPARA IL COMPROMESSO CON MONTI CONTRO L'ARTICOLO 18

L'annuncio da parte di Bersani che il PD è disposto a “cambiare” l'articolo 18 e a votare la “riforma del lavoro”, anche indipendentemente dal parere della CGIL, è davvero illuminante: conferma che per il PD la salvezza del governo Monti vale il sacrificio della CGIL. Che l'interesse di Confindustria e banche vale il sacrificio dei lavoratori. Che a Monti si può consentire ciò che fu negato a Berlusconi: non solo sulle pensioni, ma persino sul lavoro.

Questa “disponibilità” del PD va denunciata e respinta.
Se Bersani vanta agli occhi di Monti il ripudio di ogni condizionamento della CGIL, è ora che la CGIL ripudi i condizionamenti del PD agli occhi di tutti i lavoratori.

Un lavoratore illegittimamente licenziato ha diritto a ritornare al suo posto. Punto. Ogni lesione- diretta o indiretta, “tedesca” o “danese”- di questo principio elementare è inaccettabile. Perchè sancirebbe un ulteriore arretramento delle condizioni del lavoro e dei rapporti di forza tra le classi, dentro il vortice di una drammatica recessione e della repressione padronale nelle fabbriche.

Susanna Camusso rifiuti dunque pubblicamente, e con chiarezza, ogni subordinazione al PD e ogni mercato dei diritti, indicendo finalmente lo sciopero generale: uno sciopero vero, capace di bloccare l'Italia sino al ritiro delle misure annunciate.

Subordinarsi al PD per salvare Monti significherebbe organizzare il tradimento dei lavoratori.

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