mercoledì, marzo 21, 2012

L’ARTICOLO 18 NON SI TOCCA! LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA!

Testo volantino nazionale PCL in difesa dell' art.18
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Subito sciopero generale prolungato contro il governo Monti!

Dopo avere ottenuto la distruzione delle pensioni di anzianità senza nessuna opposizione il governo sta dando l’affondo, pretendendo dalla CGIL lo scalpo dell’articolo 18 e la distruzione degli ammortizzatori sociali; le disponibilità emergenti della CGIL ad accettare questa “soluzione” sono un fatto gravissimo, il governo sa che non avrebbe la forza per imporre la manomissione dell'articolo 18 senza copertura sindacale e oggi la Camusso regala a Monti ciò che ha negato a Berlusconi, assicurando assieme a CISL e UIL la garanzia della pace sociale.
Ora a fronte di questo disastro annunciato o si produce una reazione tanto radicale quanto radicale è l'attacco in corso o si annuncia una sconfitta storica! Così non si può andare avanti, occorre reagire!

La Cgil rompa subito la trattativa con il governo.
La riuscita dello sciopero e della manifestazione della FIOM è stato un evento che ha ridato ossigeno alla classe lavoratrice e non solo, ma se questo evento rimane isolato, se non si dispiegano fino in fondo le forze di un dissenso organizzato, rischieremo tutti di rimanere sconfitti.
La piazza del 9 Marzo ha chiesto di fatto una svolta vera, e ha messo tutti di fronte alle proprie responsabilità.
Allora la CGIL va chiamata pubblicamente a una scelta chiara, fuori da ogni diplomatismo. Susanna Camusso esca dall'indecisione, non ceda alla modifica dell’articolo 18, rompa con Monti, respinga le pressioni del PD e di Napolitano, promuova una mobilitazione straordinaria. Occorre gettare sul campo l'enorme forza sociale di milioni di lavoratori, in un vero braccio di ferro col padronato e col governo, una mobilitazione prolungata di lavoratori, precari, disoccupati, attorno a una piattaforma rivendicativa unificante che risponda unicamente alle loro esigenze.
Se la CGIL avviasse questa svolta potrebbe unificare attorno a sé un malcontento sociale enorme, rimotivare tante energie depresse, incidere realmente sui rapporti di forza, aprire dal basso una pagina nuova. Altrimenti la resa a Monti sarebbe una disfatta e un clamoroso tradimento.

Le sinistre sindacali facciano sbarramento da subito con una mobilitazione diffusa in tutta Italia.
Ma se la CGIL dovesse fare altre scelte dovranno essere la FIOM e l'insieme del sindacalismo di classe - come punto di riferimento di tutto il mondo del lavoro - ad assumersi le proprie responsabilità. Di fronte all’unità di tutti i poteri forti e di tutti i loro partiti, è necessario costruire la più ampia unità di lotta di tutto il mondo del lavoro e di tutte le loro organizzazioni. Il Partito Comunista dei Lavoratori è impegnato con tutte le sue forze militanti perché fin da subito si organizzi la mobilitazione in ogni luogo di lavoro, nelle scuole, nelle università - a partire dalle seppur modeste 2 ore di sciopero proclamate dalla FIOM e dai presidi con scioperi che in queste ore si sono sviluppati a Genova a Pontedera e in altre importanti realtà del paese - perché il dissenso sull’operato del governo rispetto alla trattativa in corso con le parti sociali diventi la miccia per lo sviluppo di una lotta conseguente contro il governo, i partiti che lo sostengono e il padronato!

Nessuno può salvarsi l'anima dietro la bandiera di un “dissenso” passivo.
Ognuno è chiamato ad assumersi sino in fondo le proprie responsabilità.
Ogni compromissione con l'avversario va revocata. Si rompa subito la trattativa e si respinga l’azione del governo con un vero sciopero generale di carattere prolungato.
Di fronte alla piazza del 9 marzo o si lavora a questa svolta o tutto continuerà a rotolare all'indietro col rischio di una sconfitta storica.

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