martedì, marzo 27, 2012

CAMUSSO RINVIA LO SCIOPERO GENERALE IN FUNZIONE DEL COMPROMESSO COL PD ( E COL GOVERNO)

L'annuncio dello sciopero generale per “fine maggio” da parte di Susanna Camusso, non stupisce. E' in funzione del calendario istituzionale della discussione parlamentare e di una prospettiva di possibile compromesso che “salvi” il PD e di riflesso il governo: un compromesso “alla tedesca” che rimetta l'articolo 18 nelle mani del giudice, rimuovendolo dalle mani del lavoratore, com'è oggi.
 
Il giornale della Fiat ( La Stampa) è oggi prodigo di previsioni favorevoli per questa “soluzione”. Che, dietro le quinte, avrebbe già il benestare non solo di Bonanni e Angeletti, ma anche dei nuovi vertici di Confindustria ( che entreranno in funzione proprio a Maggio) e degli stessi vertici di UDC e PDL, che otterrebbero in cambio la riduzione dei contributi delle imprese sui contratti a termine.
 
Questa è la ragione del rinvio dello sciopero generale. Lo sciopero fra due mesi serve non solo a diluire e disperdere la rabbia operaia che oggi si esprime, stemperando le “tensioni sociali”, ma anche a presentare il compromesso parlamentare che a Maggio sarà siglato come “vittoria” dello sciopero e della pressione della CGIL. Facendolo meglio digerire agli operai.
 
Tutti i lavoratori d'avanguardia sono chiamati a contrastare questa prospettiva e questa logica:
 
1)L' articolo 18 definisce un diritto inviolabile del lavoratore: quello del reintegro nel proprio posto di lavoro nel caso di licenziamento “ingiustificato”. Questo diritto non può essere manomesso. Non si consentì di farlo a Berlusconi. Non lo si può consentire a Monti. I diritti degli operai non possono essere terreno di mercanteggiamento.
 
2)Lo sciopero generale va indetto subito e dev'essere vero. Milioni di lavoratori, in questi giorni, a modo loro, hanno già intrapreso l'azione di sciopero. E la dinamica si sta allargando. Questo è il momento di proclamare lo sciopero generale. Perchè il ferro dell'indignazione operaia è caldo ora. Perchè ora  è possibile trasformare le mille lotte in ordine sparso di questi giorni in un'unica spallata di massa,continuativa, radicale, capace di far pesare nelle strade e nelle piazze la forza materiale di 16 milioni di lavoratori; capace di bloccare l'Italia sino al ritiro delle misure annunciate,  ribaltando dopo decenni i rapporti di forza tra le classi.
 
I vertici della CGIL si oppongono a questo scenario per cercare di recuperare lo “spirito del 28 Giugno” che non a caso Camusso ha evocato a Cernobbio.
I lavoratori, all'opposto, hanno interesse a spezzare la tela dell'ennesimo compromesso a perdere ( già in gestazione), per provare finalmente a vincere, con un'azione di massa indipendente.
Questa è la posta in gioco.
 
Il PCL e tutti i suoi militanti operai si battono e si batteranno ovunque- nelle fabbriche, nei sindacati, sul territorio- perchè l'occasione di ribellione e di riscatto della classe operaia, dopo 30 anni di sconfitte, non venga ancora una volta dispersa e tradita.

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