mercoledì, dicembre 07, 2011

Sindaco di Pisa o Sceriffo di Nottingham?

Ieri martedi 6 dicembre si è consumato a Pisa quello che ormai è il terzo episodio a ridosso di pochi giorni di natura liberticida con protagonista il corpo dei vigili urbani. Due militanti del Partito comunista dei lavoratori che erano impegnati nella distribuzione di un volantino in Corso Italia sulla manovra del governo Monti sono stati avvicinati da due rappresentanti dell'ordine pubblico che hanno comunitaco ai due militanti che avrebbero dovuto interrompere il volantinaggio perchè privi di permesso, dopodichè sono stati richiesti anche un fantomatico tesserino con foto di riconoscimento ed è stato aggiunto che per poter volantinare bisogna recarsi alla SEPI e PAGARE e ottenere questo permesso. Nonostante le ripetute richieste dei due militanti, non è stata data alcuna spiegazione su quale eventuale ordinanza regoli questa interessamento della Polizia Municipale sui volantini politici. In compenso i due militanti del Partito comunista dei lavoratori si sono sentiti suggerire che se si fossero allontanati dal raggio visivo delle telecamere che monitorano la strada avrebbero potuto continuare, nell'ombra, la loro opera di diffusione.

Dopo quanto accaduto in occasione della protesta di Rebeldia in piazza XX Settembre, in cui la Polizia Municipale è stata utilizzata come piantone per tentare di impedire tanto agli attivisti di Rebeldia quanto ai sempici cittadini di assistere al consiglio comunale e dopo quanto accaduto ai due militanti di Italia-Cuba, anche loro avvicinati dalla Polizia Municipale e anche loro velatamente consigliati di interrompere il volantinaggio o di continuarlo fuori dalla piazza viene da credere che ci sia un disegno ben preciso dietro questi fatti.

Viene da credere che dopo aver cercato di espellere giovani e studenti dal centro città, considerati una brutta pubblicità per la vetrina tutta nastrini e lustrini di Pisa città del consumo e del profitto, il comune cerchi di espellere dal centro città anche le attività culturali e politiche e in generale tutte le voci fuori dal coro.

Quello che vogliamo chiedere al signor Filippeschi è se tutto questo zelo parte direttamente dal Comando della Polizia Municipale o se la direttiva parte invece dalla sua scrivania.

Ci piacerebbe sapere, poi, se il signor Filippeschi ha davvero emanato un'ordinanza liberticida e antidemocratica che regola e censura le attività politiche e culturali.

Che differenza ci sarebbe, allora, tra Filippeschi e Alemanno?

Nessun commento:

Posta un commento