sabato, dicembre 17, 2011

I LORO NOMI: SAMB MODOU, DIOP MOR

E’ razzismo anche questo. Per tutto il giorno e tutta la sera erano solo vucumprà,
ambulanti di colore, immigrati senegalesi, malavitosi di colore uccisi per un regolamento di conti.
E’ stata a loro negata anche la dignità di un nome.
Il 13 dicembre di Firenze è stata una strage fascista. L’ assassino era un noto militante di
Casa Pound presente ad ogni udienza del processo in corso nei mesi scorsi a Pistoia contro gli
antifascisti toscani accusati di aver devastato un circolo dell’ organizzazione fascista.
Nessuna giustificazione e nessuna assoluzione deve essere concessa a questo lucido assassino
che si è ucciso mentre in fuga e braccato non aveva più possibilità di farla franca. Sociologi e politologi
ci hanno bombardato per ore parlando di follia e di mente malata. Il vero responsabile di questa strage
è ancora una volta il capitalismo e tutte le sue degenerazioni. Il capo espiatorio della feroce crisi
capitalistica diventa l’ anello più debole della catena: quello più vilipeso,sfruttato e ricattato.
Il migrante sia esso uno zingaro, un ambulante senegalese, un uomo i fuga dai teatri delle guerre imperialiste.
Ancora una volta viene utilizzato il terrore omicida per fermare la possibile risposta di classe all’ attacco
che la borghesia internazionale sta sferrando contro le classi subalterne.
L’ unica risposta possibile ed efficace è l’ organizzazione diffusa delle lotte contro il capitalismo
con la direzione dei lavoratori e del movimento operaio in particolare, che ricostruisca una coscienza
e una forte solidarietà di classe. Dopo il 12 dicembre del 1969 i lavoratori hanno fermato
la svolta reazionaria anticomunista.
Oggi 14 dicembre 2011 il compito prioritario dei compagni del Partito Comunista dei Lavoratori
è quello di ricostruire il tessuto solidale di lotta che si è deteriorato. I fratelli senegalesi uccisi
barbaramente a Firenze avranno giustizia attraverso il nostro operato di propaganda anticapitalista
e di solidarietà giorno dopo giorno,nei quartieri e nelle fabbriche. Solo in questo modo non saranno
mai dimenticati.

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