mercoledì, settembre 21, 2011

Le contraddizioni di una sinistra cerchiobottista.

 Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ed appoggio ai contestatori della festa di Futuro e Libertà in logge dei banchi avvenuta sabato 17 settembre a Pisa. I cosiddetti futuristi cercano disperatamente di pulirsi la faccia dopo anni di asservimento al berlusconismo che li hanno visti protagonisti e promotori delle leggi piu’ infami e dei tagli piu’ vergognosi. Una condivisione di fondo con le politiche padronali che è stata confermata anche dopo che la rottura, del tutto personalistica, con il PDL si era già consumata, con il voto alla riforma Gelmini. Il vero scandalo della due giorni futurista, non è stata assolutamente la sacrosanta contestazione, ma piuttosto la ampia e diffusa partecipazione dei partiti della sinistra istituzionale al gran completo, dal PD a Rifondazione comunista, passando per SEL e IDV.
In questa fase in cui l’aggressione padronale e confindustriale ai lavoratori e ai diritti sociali è ai suoi massimi storici, in cui si riversano sulle spalle già provate di milioni di lavoratori i sacrifici imposti da banchieri e finanzieri internazionali e nostrani, che possibile interlocutore rappresenta un partito come FLI, che si è schierato sistematicamente contro i lavoratori e a favore di politiche padronali, xenofobe, repressive e carcerarie?
La risposta è drammaticamente semplice: FLI rappresenta un interlocutore per tutte quelle forze della pseudosinistra che gravitano intorno al PD e che mirano esclusivamente alla spartizione della torta delle poltrone sulle rovine del berlusconismo giunto al suo epilogo, al fine di sostiture le destre come garante degli interessi confindustriali nel paese. Non è un caso che il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero abbia rilanciato al PD la proposta di un’alleanza simil-ulivo, perchè ciò che piu’ teme è di essere escluso dal treno di un centrosinistra in grado nuovamente di sostituire Berlusconi nel cuore di confindustria. In questa dinamica di mercanteggio (che si esercita sulla pelle dei lavoratori), anche FLI diventa un interlocutore legittimo.
Come Partito comunista dei lavoratori non smetteremo mai di ribadire che l’unica soluzione a questa crisi epocale del sistema capitalista non passa attraverso manovre di lacrime e sangue e sacrifici continuamente imposti da padroni e potenti alle classi subalterne, ma passa attraverso la forte e chiara rivendicazione della bancarotta dei banchieri, una rivendicazione che non può essere portata avanti da nessun governo asservito alle volontà di confindustria e finanza, sia esso di centrosinistra o di centrodestra, ma esclusivamente da un governo di lavoratori che agisca esclusivamente nell’interesse dei lavoratori.
 

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