lunedì, agosto 22, 2011

IPOCRISIA DEI RADICALI SULLE TASSE ECCLESIASTICHE

Quando sedeva nel governo Prodi, col ministro Bonino, il Partito radicale non solo votava tranquillamente leggi finanziarie che garantivano alla Chiesa l'esenzione dell'ICI, ma votava addirittura l'abbassamento dell'IRES sui profitti di imprese e banche- incluse naturalmente quelle cattoliche- dal 34% al 27%. Il fatto che adesso, all'opposizione, rivendichi l'applicazione dell'ICI sui beni ecclesiastici è in sé positivo. Ma occorre essere coerenti. L'ICI va applicata integralmente e non solo “a metà”( come chiede il PR). Vanno abrogate la non meno scandalosa esenzione dall'IVA e tutte le regalie fiscali del passato. Va cancellata la truffa dell'8 per mille. Vanno abbattuti i finanziamenti pubblici a scuole, università, cliniche cattoliche. Vanno recuperate al controllo pubblico le enormi proprietà finanziarie e immobiliari del clero. E soprattutto le risorse enormi così risparmiate vanno riconsegnate ai beni comuni, ai servizi sociali, al lavoro.
Ma si può chiedere un simile programma ad un partito liberista come il PR, che si candida a rigovernare con un PD confindustriale?
 

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