venerdì, luglio 22, 2011

LA SECONDA REPUBBLICA E' FALLITA. SE NE VADANO TUTTI!

Rapina sociale e corruzione pubblica segnano la vera unità nazionale. Gli stessi partiti dominanti ( PDL e PD) che hanno varato o avallato- per conto dei banchieri- la più grande operazione di macelleria sociale degli ultimi 20 anni contro lavoratori, giovani, pensionati, sono attraversati da un malaffare disgustoso, che coinvolge con progressione dilagante le loro ramificazioni centrali e periferiche, sino a lambire i massimi livelli di direzione ( ministeri, segreterie di partito, rappresentanze parlamentari).
 
L'indignazione popolare è enorme. Le stesse classi dirigenti temono che esploda: e per questo si prodigano in mille modi o per  confinarla sui binari dello sfogatoio web, o per limitarla alla pura protesta “anticasta”, o per indirizzarla a favore delle Procure ( Di Pietro). In ogni caso per disinnescarla. E per subordinarla alle convenienze elettorali  o alle lotte di potere delle rispettive scuderie.
 
Il PCL si batte per una prospettiva opposta. Quella di un'autentica esplosione sociale, di massa e di piazza, per liberare l'Italia dalle sue classi dirigenti: industriali, banchieri, poteri Vaticani, e tutti i loro governi e i loro partiti. La seconda Repubblica è fallita. Il capitalismo è fallito. Solo la classe operaia, ponendosi alla testa dell'indignazione popolare e della domanda di svolta della giovane generazione, può fare davvero pulizia pulita di sfruttamento, corruzione, privilegi intollerabili.
 
Solo un governo dei lavoratori può ripulire l'Italia.
 
Preparare un vero sciopero generale prolungato sino al ritiro della manovra economica di rapina. Promuovere una marcia nazionale, operaia e popolare, su Palazzo Chigi e sul Parlamento, con la parola d'ordine “ Se ne vadano tutti, governo a chi lavora”. Porre all'ordine del giorno l'abolizione del debito pubblico verso le banche, la loro nazionalizzazione sotto controllo sociale, l'investimento delle immense risorse così risparmiate nella difesa e sviluppo di tutti i beni comuni ( lavoro, ambiente, sanità,istruzione, pensioni)...
Queste sono le necessità straordinarie imposte dalla profondità della crisi italiana ( sociale, politica, istituzionale). Il PCL si batterà per esse in ogni sede: sindacale, politica, di movimento

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