venerdì, luglio 15, 2011

LA GIUSTIZIA DELLA FIAT E QUELLA DEGLI OPERAI

L'accoglimento del ricorso della Fiat a favore del licenziamento di tre operai della Fiom a Melfi, è un fatto gravissimo. E' la copertura giudiziaria di un licenziamento politico. “I tre operai hanno l'unica colpa di essere iscritti alla Fiom” gridavano ieri davanti al tribunale di Melfi numerosi lavoratori durante un presidio di solidarietà. Hanno ragione.
I lavoratori colpiti e la Fiom hanno la piena solidarietà del PCL. La Fiat ha praticato il licenziamento dei tre operai per ammonire e intimidire l'insieme dei suoi dipendenti e l'intera classe operaia italiana. Il “giudice” del lavoro ha messo il timbro della legge a questa infamia, dopo aver ignorato persino formalmente la documentazione difensiva degli operai. E' l'ennesima riprova non solo del cinismo dei padroni, ma anche della natura di classe dello Stato: contro tutte le illusioni “giustizialiste” che tanto hanno circolato in questi anni anche a sinistra. Naturalmente fa bene la Fiom a ricorrere in appello contro la sentenza e ad esperire ogni spazio legale per ribaltarla. Ma al tempo stesso è sempre più evidente che il terreno  della rivincita generale degli operai non sarà mai l'aula di tribunale, ma la lotta di massa per difendere i propri diritti, per rovesciare questa società di sfruttamento, per imporre il potere dei lavoratori. Che sarà la vera giustizia degli operai.

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