lunedì, luglio 11, 2011

Il comunicato stampa di M.Ferrando ripreso dal Corriere della Sera

Maroni: in Val Susa è tentato omicidio

Il ministro dell'Interno: azione di stampo terroristico, la magistratura vada in fondo e colpisca i responsabili

MILANO - «Mi auguro che la magistratura vada fino in fondo e colpisca duramente chi si è reso responsabile», degli incidenti in Val di Susa. «Sono d'accordo con chi sui giornali ipotizza il reato di tentato omicidio». È quanto affermato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, durante una conferenza stampa a Milano per la presentazione del numero unico per le emergenze in Lombardia.

«AZIONE DI STAMPO TERRORISTICO» - «Non è stata solo una violenza eversiva quella messa in atto dai No Tav, ma un'azione di stampo terroristico», ha commentato il ministro. Secondo Maroni, è successo che «un gruppo di delinquenti ha cercato la vittima, ha cercato di ammazzare poliziotti e carabinieri che altro non facevano che il loro dovere difendendo la legalità, il che significa attentare alla loro vita». Per questo il ministro dell'Interno ha ribadito, come ieri in Val di Susa si sia scritta una nuova «pagina molto, molto brutta». Il ministro ha rivolto il «ringraziamento più sincero» da parte del governo alle forze dell'ordine «a chi ha gestito la situazione della sicurezza». Maroni ha poi concluso che «la violenza non ha giustificazione, va condannata da tutti, e noi intendiamo contrastarla con ogni mezzo».

REAZIONI - «Impressiona che il ministro Maroni, facente capo a un partito che ha più volte rivendicato 'migliaia di fucili' bergamaschi al servizio di una possibile secessione 'padana', si atteggi, con tale disinvoltura, a custode della legalità, contro i No Tav. Ma la menzogna ha un limite». È il duro commento di Marco Ferrando del Partito comunista dei lavoratori, che replica al ministro dell'Interno sugli scontri avvenuti in Val di Susa. «Avendo ieri partecipato, con una delegazione del PCL, al corteo No Tav partito da Giglione - prosegue Ferrando - sono stato diretto testimone, al pari di migliaia di persone, dell'uso metodico di lacrimogeni ad altezza d'uomo e persino del lancio mirato di macigni dall'alto dell'autostrada, da parte di agenti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, contro i manifestanti. E ho visto sulla pelle di decine di manifestanti i segni inequivocabili di pallottole di gomma. Questa testimonianza, se ritenuta utile, è al servizio del movimento No Tav, contro la intossicante ipocrisia bipartisan». Sul fronte opposto il deputato piemontese del Pdl Enrico Pianetta, parla di violazione dei diritti umani: «Quando si arriva a lanciare bottiglie molotov con ammoniaca, quando si arriva ad attaccare da tutte le parti, lavoratori delle forze dell' ordine e lavoratori dei cantieri - sostiene Pianetta - si ledono i diritti sacrosanti della persona umana: il lavoro, costituzionalmente garantito, e la propria incolumità. I black-bloc sembravano i khmer rossi».

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