lunedì, giugno 13, 2011

DALLE URNE ALLE PIAZZA: VIA BERLUSCONI PER UNA VERA ALTERNATIVA

La grande vittoria referendaria conferma la domanda di svolta della maggioranza della società italiana, ben al di là dell'importante merito dei quesiti. A pochi giorni dalle elezioni amministrative, il governo Berlusconi-Bossi subisce un secondo pesante rovescio. Ora è il momento della spallata definitiva.
 
La pretesa di Berlusconi di restare in sella come se nulla fosse accaduto è una provocazione inaccettabile. Il pubblico “impegno” di Bersani e Di Pietro a “non usare” contro il governo l'esito del voto, per rassicurare le classi dirigenti e la loro ansia di “governabilità”, è francamente penoso.  Le decine di milioni di lavoratori, di giovani, di donne, che hanno votato contro le politiche del governo, contro i suoi tentativi truffaldini antireferendari,  contro il suo invito all'astensione, chiedono e  meritano una svolta . Ed hanno la forza per imporla.
 
Travasare nelle piazze la domanda delle urne, è il compito del momento. Non si tratta di chiedere a Berlusconi le dimissioni che si ostina a non dare. Si tratta di imporgliele con una mobilitazione popolare straordinaria che unifichi il mondo del lavoro, i giovani, e tutto l'associazionismo democratico, in una lotta di massa continuativa e radicale: che assedi i palazzi del potere sino alla caduta del governo. Questo è l'appello unitario che rinnoviamo ,tanto più oggi, a tutte le sinistre politiche , sindacali, associative.
 
E' questa la via necessaria  per una prospettiva di vera alternativa alle classi dominanti del Paese. Le decine di milioni che hanno abrogato 4 leggi reazionarie su acqua, nucleare, giustizia, hanno perciò stesso rivendicato di fatto una vita liberata dalla dittatura del profitto e un principio elementare di uguaglianza. Al di là del loro livello di coscienza, e dei loro stessi orientamenti elettorali, hanno espresso la domanda di un'alternativa di società. Dare a questa domanda una coscienza politica e un programma anticapitalista, contro ogni sua subordinazione al centrosinistra confindustriale e bancario, è il compito di una sinistra di classe. E' il duro lavoro controcorrente del PCL, e della sua battaglia per un governo dei lavoratori.
 

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