venerdì, aprile 15, 2011

DENUNCIARE OGNI TIPO DI COMPLICITA’ NELL’OMICIDIO DI VITTORIO ARRIGONI



Vittorio Arrigoni è stato ucciso a distanza di poche ore dal suo rapimento in un edificio nel cuore dell’inferno di Gaza City da una squadraccia di presunti integralisti islamici. Vittorio Arrigoni è stato negli ultimi anni non solo un testimone diretto delle atrocità dell’operazione “Piombo Fuso” e della orribile reclusione di quasi due milioni di palestinesi nella gigantesca prigione a cielo aperto in cui è stata trasformata la striscia di Gaza, ma l’esperienza di Vittorio è andata oltre la semplice testimonianza, arrivando a vivere a Gaza per fare da scudo umano a pescatori e contadini palestinesi minacciati dai soldati israeliani anche nello svolgimento delle piu’ comuni attività lavorative.

L’attività di Vittorio ha fatto si che l’odio e la rappresaglia sionista si scatenassero su di lui nella forma di vera e propria condanna a morte da parte di  numerose entità sioniste e ancora oggi sono online siti che incitano alla sua morte (come è possibile vedere su http://stoptheism.com ). Non c’è bisogno di ragionamenti troppo complessi per comprendere che dietro questo fantomatico gruppo salafita si celi con tutta probabilità il Mossad. Dalla morte di Vittorio per  mano di altri “palestinesi” Israele ha tutto da guadagnarci, oltre a far fuori una vera e propria spina nel fianco, spera senz’altro di ottenere un effetto valanga e di terrorizzare una moltitudine di altri militanti, nello specifico quelli  che partiranno presto con la Freedom Flotilla II.

Esistono molti modi per essere complici di un omicidio           

Vittorio Arrigoni si trovava a Gaza per lottare a fianco di un popolo oppresso, martoriato, prigioniero, espropriato perfino delle poche terre che gli rimangono. I Caccia israeliani, che tra il 2008 ed il 2009 sono responsabili di migliaia di vittime civili nell’operazione piombo fuso, erano ad addestrarsi in Sardegna, nella base di Decimomannu non piu’ tardi dello scorso Novembre 2010. L’Italia è il terzo partner scientifico di Israele, i due paesi sono legati da un Accordo di Cooperazione industriale, scientifica e tecnologica. Diverse regioni italiane, tra cui la stessa Toscana, sono legate ad Israele da accordi per la ricerca e nello specifico l’ateneo di Pisa, così come il Sant’Anna e la Normale hanno attive collaborazioni con università israeliane che agiscono in vario modo nei territori palestinesi occupati. Un’ampissima fetta delle risorse della ricerca del territorio pisano sono impegnate in collaborazioni con Israele: dal Consorzio Pisa Richerce, al CNR, a centri di studi aziendali come quello della Piaggio.  L’economia di guerra è al centro del modello di sviluppo che si vuole imporre alla Toscana e che i governi di centrosinistra che si sono succeduti hanno alimentato e sostenuto, senza eccezioni, come è testimoniato anche in questo stesso momento dal grande affare dell’HUB militare. Gli stretti rapporti con Israele, che possiede uno dei piu’ potenti e tecnologicamente avanzati eserciti del mondo, dimostra una volta di piu’ la direzione che si vuol imporre allo sviluppo del territorio toscano è quella della militarizzazione e dell’economia di guerra. L’unico modo coerente di proseguire la lotta di Vittorio Arrigoni e di ricordare la straordinaria persona che è stato, è quello di porre al centro dell’agenda di ogni movimento antimperialista la rivendicazione della libertà per il popolo palestinese, combattendo ogni ipocrisia ed ogni retorica pacifinta che cercherà opportunisticamente di denunciare la resistenza del popolo palestinese. In quest’ottica non possiamo che rivendicare con forza che l’Italia interrompa i suoi stretti rapporti militari, economici e di ricerca con Israele, che la Toscana faccia altrettanto e che le Università interrompano i rapporti con tutte le organizzazioni universitarie e non che operano nei territori occupati.

NEL RICORDO DI VITTORIO ARRIGONI, RACHEL CORRIE E TOM HURNDALL
                                                          LIBERTA’ PER IL POPOLO PALESTINESE

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