martedì, febbraio 15, 2011

LE MANIFESTAZIONI del 13 FEBBRAIO IMPONGONO UN CAMBIO DI PASSO

Le enormi manifestazioni di donne e di popolo nelle piazze di tutta Italia si sono risolte nella rivendicazione corale della cacciata del governo. E' una richiesta che va onorata, non a parole ma coi fatti. E' il momento di unire il fronte di massa dei lavoratori, degli studenti, delle donne, in una grande marcia nazionale su Palazzo Chigi per imporre a Berlusconi le dimissioni,attraverso l'assedio prolungato e di massa dei palazzi del potere. E' l'unica via per sgombrare il campo dal Sultanato di Arcore  aprendo dal basso uno scenario nuovo. Non quello di una Santa Alleanza Nazionale con gli amici “democratici” di Marchionne e del Vaticano .Ma quella di un'alternativa alle classi dirigenti del Paese. E' il caso davvero di dire “Se non ora quando?”
 
Le rivoluzioni popolari in Tunisia e in Egitto hanno dimostrato nel modo più clamoroso ciò che il PCL ha sempre sostenuto: la forza delle masse può infrangere ogni barriera. Il governo Berlusconi, a maggior ragione oggi, non è certo più forte del regime di Ben Alì o di Mubarak.  Perchè allora non unire le forze per una spallata di massa liberatoria? Se milioni di lavoratori e di giovani, uomini e donne, si liberano del controllo paralizzante del centrosinistra e acquistano fiducia nella propria forza, tutto diventa possibile.
Questa è la linea con cui il PCL è intervenuto nelle manifestazioni del 13 Febbraio, fuori da ogni logica di defilamento o di subordinazione all'impostazione egemone. Questa è la proposta che il PCL formalizzerà a tutte le forze della sinistra politica e sindacale , e dell'associazionismo popolare antiberlusconiano.

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