martedì, febbraio 22, 2011

A CHE GIOCO GIOCHIAMO? LA VERA NATURA DEL “VENDOLISMO”

Prima la richiesta delle primarie del centrosinistra, poi l'accettazione di un governo con Fini, poi ancora il ritorno alle primarie: il tutto in una sola settimana. Molti compagni o elettori di SEL si sono chiesti: a che gioco giochiamo?

UN “ALTRO” CENTROSINISTRA ?
Partiamo dalla proposta principale. Le “primarie” sono un concorso interno alla coalizione di centrosinistra. Questa coalizione non è un'astrazione. Il suo perno è il PD, un partito liberale legato a doppio filo agli ambienti della grande impresa, del capitale finanziario, dell'alta burocrazia statale. Sono gli ambienti che hanno dettato le politiche antioperaie dei ripetuti governi del centrosinistra ( difesi anche da Vendola). Sono gli ambienti che oggi dettano al centrosinistra il plauso a Marchionne,il sostegno alla continuità della guerra in Afghanistan,la ricerca di un governo di alleanza costituente con UDC e FLI, quale garante di nuovi sacrifici per le masse. Come è possibile credere all'eterna favola di un “altro” centrosinistra, diverso da quello che è stato e che è ? Come è possibile farlo dopo che TUTTE le illusioni sono state smentite, per 15 anni, dalla realtà? Dopo che il coinvolgimento delle sinistre nei governi di centrosinistra le ha sistematicamente compromesse nelle peggiori politiche antipopolari e di guerra, sino a distruggerne forza e credibilità agli occhi di tanti lavoratori e giovani? Del resto: non sono state forse quelle politiche fallimentari a riconsegnarci ogni volta Berlusconi?

LA MALATTIA DEL GOVERNISMO.
Si risponde: “ Questa volta ci penserà Vendola, che infatti vuole la guida del governo”. Ma la guida del governo di centrosinistra non è come la guida di un automobile, che si può indirizzare dove si vuole. O meglio: l'”automobile” che si intende “guidare” non è un dato neutro. La sua natura, l'equipaggio di bordo, la stessa pista del suo movimento sono tracciati: dentro il perimetro del capitalismo italiano, delle politiche finanziarie della UE, della collocazione atlantista dell'Italia,del Concordato col Vaticano.. Tanto più in un momento storico in cui non solo ogni spazio riformistico è eroso dalla grande crisi del sistema, ma in cui tutti i governi capitalistici- da Obama a Zapatero- realizzano una nuova aggressione contro il lavoro. Se Vendola ambisce a guidare il governo della settima potenza capitalistica del mondo, si candida a gestire di fatto QUELLE politiche, non altre. (Così come da Presidente del centrosinistra in Puglia si trova a chiudere 18 ospedali tra le proteste della popolazione). O vogliamo continuare a credere alla favola di Babbo Natale?

LE RAGIONI DEI LAVORATORI O LE RAGIONI DEL CAPITALE?
Tutto questo è talmente vero che la sola candidatura in pectore a premier del centrosinistra, ha già trascinato Vendola ..“a destra”. Le aperture pubbliche alla UDC e alla Chiesa, le ricercate interlocuzioni con Confindustria e le sue organizzazioni territoriali, la pubblica critica delle sacrosante contestazioni operaie di Cisl e Uil, non sono incidenti di percorso: sono il naturale tentativo di accreditarsi come premier credibile agli occhi dei poteri forti del Paese. Che sono i veri referenti di ogni governo borghese, quale che sia il suo colore e il suo Premier. Ma cosa ha a che fare tutto questo con le ragioni sociali del mondo del lavoro e dei giovani precari, o con le stesse battaglie coerenti di laicità e di democrazia?
Si dirà: “Ma Vendola parla delle ragioni dei lavoratori in ogni comizio!”. Vero. Come tutti i candidati “progressisti” in tutti i comizi. Come Fausto Bertinotti ha fatto per 15 anni, e con eguale bravura, prima di essere travolto dalla natura REALE della sua politica e del governo cui aveva impiccato il partito. Vogliamo ripercorrere ancora una volta il sentiero della sconfitta, dei lavoratori e della sinistra, ammantato di tanta retorica ma in realtà lastricato da ministeri, sottosegretariati, cariche istituzionali e ( virtuali) premierati?

IL VERO SIGNIFICATO DELL'APERTURA A FINI.
La stessa apertura di Vendola a Fini, sta qui. Non è uno svarione maldestro, né un'astuta e impescrutabile mossa politica. E' la logica applicazione di una logica governista. Nel momento in cui la situazione politica sembrava precipitare verso un voto anticipato nel segno della cosiddetta “emergenza istituzionale”; nel momento in cui sembrava profilarsi realmente una grande alleanza nazionale comprensiva di UDC e FLI, Nichi Vendola ha segnalato la propria disponibilità a farne parte. Pur di evitare di essere emarginato da una soluzione di governo, ha segnalato la disponibilità a governare con gli ex fascisti: sostenitori della controriforma Gelmini, gestori della privatizzazione dell'acqua, protagonisti politici della mattanza di Genova 2001... Dopodichè, in sole 24 ore, quando la crisi di Fli, lo smarcamento Udc, il rafforzamento di Berlusconi, hanno fatto saltare quello scenario, Vendola ha ripreso il canovaccio tradizionale delle primarie. E si ricomincia il giro, come se nulla fosse accaduto. Ma l'apertura a Fini è stato un clamoroso fascio di luce sulla natura vera del vendolismo: l'ennesima versione del bertinottismo. Non l'annuncio di una sinistra finalmente “vincente” come dice Vendola, ma l'ennesima riproposizione della sinistra sconfitta: della contraddizione tra le parole e le cose.

PER UNA SINISTRA ANTICAPITALISTA
L'alternativa a Vendola non è certo la Fed degli ex ministri Ferrero, Diliberto e Salvi, egualmente disponibili oggi come ieri ad appoggiare un governo di centrosinistra, ma la costruzione di una sinistra finalmente autonoma e alternativa a centrodestra e centrosinistra, schierata sino in fondo col mondo del lavoro e con le ragioni di tutti gli sfruttati, basata su un programma coerentemente anticapitalista per un governo dei lavoratori. Perchè questo è l'unico programma che indica un'alternativa vera. Ed è l'unica politica che può strappare risultati: se è vero che le classi dominanti possono concedere qualcosa solo quando hanno paura di perdere tutto. Perchè le sinistre non UNISCONO le proprie forze in una lotta vera e attorno a un polo indipendente, invece che continuare a inseguire il PD e i ministeri?

Il Partito Comunista dei Lavoratori, il cui portavoce è Marco Ferrando, è impegnato in questo progetto anticapitalista. Costruiamolo insieme.


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nota del PCL Puglia

IL GOVERNATORE VENDOLA UCCIDE LA SANITA’ PUBBLICA

Il governatore ha finalmente deciso di giocare a carte scoperte.
Il piano di riordino ospedaliero infatti è degno solo di un governo
reazionario. L'immagine che VENDOLA ha voluto dare della sua azione politica,
prettamente rivolta al sociale e mirata al miglioramento dei servizi pubblici
entra in contraddizione proprio su questo punto, e non solo, dimostrando il suo
stretto connubio con interessi di natura borghese.
Infatti il piano di riordino prevede, la chiusura in Puglia di ben 18
ospedali, per un totale di 1400 posti letto in meno, che verranno rimpiazzati
solo in parte da nuovi. Questo piano rientra in una logica di tagli ai servizi,
fortemente voluta dal governo centrale, che ha incentivato le regioni a
risparmiare nelle spese sanitarie proponendo appunto un piano che finanzia alle
regioni la ricostruzione di alcuni ospedali ma a patto che se ne chiudano
altri.
Questa scelta mirata a riordinare i conti pubblici in materia sanitaria,
percorre una strada fortemente impopolare, in quanto crediamo che le strutture
sanitarie presenti sul territorio dovrebbero essere in primo luogo
salvaguardate, valutando eventualmente un piano di riordino sulla base della
loro esistenza e miglioramento nell'efficienza.
Il motivo che ha portato però il governo centrale in accordo con quello
regionale a puntare sulla chiusura e ricostruzione di altri complessi ha l'aria
di nascondere interessi di natura prettamente speculativa e non di
miglioramento dei servizi. Infatti la speculazione di natura edile legata alla
costruzione dei nuovi impianti con finanziamenti pubblici non sembra essere
cosa nuova, né sul piano locale, né su quello nazionale. Anche la gestione dei
nuovi impianti nasconde interessi poco chiari, in quanto sarà prevista la
partecipazione dei privati; scandalosa è la delega al privato assegnata
all'ospedale di Taranto alla multinazionale del pregiudicato don VERZE’.
Il partito comunista dei lavoratori considera queste scelte sbagliate per
diversi motivi. In primo luogo per i timori di natura speculative appena
evidenziati, ed in secondo luogo per il disaggio pubblico legato alla riduzione
dei servizi che si ripercuoterà maggiormente sui più bisognosi di cure,
incapaci di permettersene altre all'infuori di quelle offerte dalla sanità
pubblica. Ma non possiamo neanche fare a meno di denunciare che il dismettere i
complessi già esistenti è solo spreco di risorse materiali, effettuato proprio
da un leder che si sforza a gran voce di gridare la sua natura ambientalista.
Ma è anche uno spreco di risorse umane in quanto non tutto il personale che
lavora negli ospedali verrà reinserito nei nuovi, anche questa scelta sembra
doversi scontrare con la vocazione più volte espressa del governatore in
sostegno al lavoro.
Queste scelte politiche hanno messo a nudo il vero che c'è dietro la sola
retorica di VENDOLA. Per noi del PCL sono scelte di natura anti sociali, legate
allo spreco, alla corruzione, contro i lavoratori e le classi sociali più
bisognose. Condurremo la nostra battaglia per opporci a tali scelte e per il
superamento del VENDOLISMO da sinistra, per un governo dei lavoratori e non
delle caste politiche, affinché le scelte di interesse pubblico siano valutate
nel vero interesse della collettività e non per il bene di pochi.

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