lunedì, gennaio 17, 2011

l Partito Comunista dei Lavoratori al fianco dei lavoratori e giovani di Tunisia e Algeria, per la vittoria rivoluzionaria della loro lotta.

Riportiamo qui di seguito il comunicato emesso il 12 gennaio dal nostro partito sugli avvenimenti in corso in Tunisia. Due giorni dopo il dittatore Ben Alì era costretto dalla mobilitazione delle masse a fuggire precipitosamente.
La rivoluzione tunisina ha conosciuto la sua prima vittoria. Ora è necessario che non si arresti, continui fino allo smantellamento di tutte le istituzioni della dittatura, alla convocazione di una vera assemblea costituente. Ma è al contempo necessario che si sviluppino strutture di potere operaio e popolare. La liberazione del popolo tunisino dalla fame e dallo sfruttamento è infatti possibile solo con uno sviluppo senza interruzione della rivoluzione, dagli obbiettivi democratici a quelli sociali di liberazione dal capitale imperialistico e dal suo partner minore, la borghesia tunisina, che la dittatura di Ben Alì rappresentava.
Una Tunisia realmente libera può essere solo una Tunisia rossa in cui il potere sia nelle mani dei consigli (o comitati)di lavoratori, contadini e masse povere delle città e delle campagne e di un governo espressione di essi.
Il successo iniziale della rivoluzione in Tunisia conforta in ogni modo le nostre prospettive rivoluzionarie e contrasta con il pessimismo del falso “realismo” riformista. Pochi, o forse nessuno, avrebbe potuto pensare, anche un solo mese fa,che l’apparentemente stabile dittatura tunisina sarebbe crollata come un castello di carte sotto la pressione di una mobilitazione rivoluzionaria di massa. La lezione che ne viene ha valenza internazionale. Di fronte alle contraddizioni lancinanti del capitalismo ci possono essere sconfitte e arretramenti, ma
anche improvvise esplosione rivoluzionarie. E’ a queste che si devono preparare i marxisti e l’avanguardia di classe, senza facilonerie ottimiste, ma in piena coscienza e… sapendo osare.

FG 15 gennaio 2011

Il Partito Comunista dei Lavoratori al fianco dei lavoratori e giovani di Tunisia
e Algeria, per la vittoria rivoluzionaria della loro lotta.

I lavoratori e i giovani e l’insieme delle masse popolari di Tunisia e Algeria sono oggi in lotta contro le drammatiche conseguenze della crisi mondiale del sistema capitalistico nei loro paesi; conseguenze aggravate dalla disastrosa politica dei loro governi corrotti e proimperialisti.
Il Partito Comunista dei Lavoratori saluta, sostiene e partecipa pienamente alla eroica battaglia del proletariato e della gioventù del Magreb.
In Tunisia lo scontro ha ormai raggiunto il livello di una situazione rivoluzionaria. Il criminale regime fantoccio del bonaparte sanguinario Ben Alì è posto in questione.
Questo è evidenziato -oltre che dalla reazione stragista del regime- dalla preoccupazione con cui seguono lo sviluppo degli avvenimenti le potenze imperialistiche; in primo luogo l’imperialismo italiano di cui Ben Alì è stato storicamente uno strumento, a partire dalla sua presa del potere nel 1987 con un colpo di stato, organizzato in diretto collegamento con i servizi segreti italiani e l’allora Primo ministro Craxi, il famigerato delinquente politico morto latitante in Tunisia per sfuggire alle condanne emesse contro di lui dalla magistratura italiana.
I prossimi giorni possono essere quelli decisivi. La lotta va portata avanti fino alla cacciata di Ben Alì. Ma l’unica soluzione per uscire dalla situazione di fame e disastro economico è che il movimento di massa non si limiti a ciò, dando il potere ad un qualche “governo democratico” o “demo-islamico”, legato ancora all’imperialiasmo e alle forze reazionarie del mondo arabo.
Quello che è necessario è che il movimento di massa si autoorganizzi in comitati e consigli nei luoghi di lavoro, di studio e nei quartieri e che sulla loro base nasca, con il rovesciamento rivoluzionario del regime, un governo operaio e popolare, che rompa con l’imperialismo, espropri senza indennizzi le sue proprietà e quelle della parassitaria borghesia tunisina e, in congiunzione con gli sviluppi della lotta in Algeria contro il regime di Butflika, inizi la transizione al socialismo.
Un tale sviluppo avrebbe rapide e importanti ripercussioni, non solo in tutto il Nord Africa, ma nel mondo e in particolare nell’Europa meridionale.

Viva l’eroica lotta dei lavoratori e giovani di Tunisia e Algeria.
Abbattere il regime sanguinario del dittatore Ben Alì
Per una Assemblea Costituente Democratica
Processare e punire i boia e i corrotti del regime
Espropriare senza indennizzo le proprietà imperialiste e quelle della borghesia tunisina
Per un governo operaio e popolare, basato sui consigli di lavoratori, studenti e popolo
Per gli stati uniti socialisti del Magreb.

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