lunedì, gennaio 17, 2011

IL PCL MIRAFIORI: L'ATTACCO DE "IL SOLE 24 ORE"

Le giornate del referendum di Mirafiori hanno visto una presenza costante del PCL e della sua sezione torinese. Il 10-11-12 Gennaio il partito ha coperto tutte le porte e tutti i turni dello stabilimento Fiat col proprio volantinaggio a favore del No. Il 13 ha partecipato con le proprie bandiere alla grande manifestazione cittadina promossa dalla Fiom per le vie di Torino. Il 14 e 15- le giornate del voto- hanno visto una presenza costante del PCL ai cancelli centrali della porta 2 di Mirafiori, con lo striscione della sezione “Vito Bisceglie”, in un rapporto di solidarietà e di dialogo con centinaia di lavoratori e militanti della sinistra presenti. Venerdì la delegazione Slai Cobas, guidata da Corrado Delle Donne, ha richiesto l’intervento al proprio microfono di Marco Ferrando- portavoce del PCL- che ha tenuto un breve comizio, molto ascoltato. Durante i due giorni ( e una notte) moltissime sono state le occasioni di contatto e di discussione con delegati operai di Mirafiori e di altre fabbriche, con “vecchi” compagni operai giunti a portare la solidarietà, con giovani studenti. Alcuni studenti del Politecnico di Torino- saputa la nostra presenza a Mirafiori- si sono presentati al presidio per invitare formalmente il PCL e il suo portavoce all’Assemblea lavoratori-studenti di Lunedì. Martedì la sezione torinese del PCL tornerà ai cancelli per volantinare sul risultato del referendum e sulle nostre proposte di lotta. Molti sono stati i lavoratori che hanno riconosciuto ai nostri compagni di Torino il merito di una presenza costante ai cancelli durante l’anno:” Voi venite sempre, non solo quando si vota”. E’ un apprezzamento che ci fa piacere.
Innumerevoli sono le osservazioni sul campo tratte dal confronto con gli operai. Una primeggia su tutte: l’orgoglio operaio per la battaglia condotta, e un grande spirito di fraternità tra i lavoratori presenti. Chi ha partecipato alle assemblee di fabbrica di giovedì mattina ha raccontato di assemblee molto partecipate anche da lavoratori non sindacalizzati e da iscritti di altri sindacati, e segnate da un alto tasso di combattività. Non a caso coloro che avevano partecipato alle assemblee avanzavano previsioni molto “ottimistiche” sull’esito del voto, escludendo ogni possibilità di “sfondamento “plebiscitario” del Sì. Naturalmente in questo clima l’esito dello scrutinio nei primi seggi del montaggio- accolto con grande entusiasmo- ha alimentato l’aspettativa diffusa di un possibile “miracolo”. Ciò che poi ha favorito- a scrutinio ultimato- un sentimento di parziale delusione. Resta un impressione di fondo: la battaglia condotta ha cementato un sentimento di comunità tra le centinaia di attivisti del No, e di forte contrapposizione a tutti i nemici incontrati, a partire dai Chiamparino e Fassino. Nonostante l’estrema difficoltà della lotta e della prospettiva- a tutti presente- si tratta di un sentimento prezioso, cui dare una traduzione politica: quella del fronte unico di classe contro il fronte unico dei partiti padronali; e della generalizzazione e radicalizzazione della lotta. E’ la proposta che porteremo in piazza il 28 Gennaio.
Il giorno 14, il quotidiano confindustriale “Sole 24 Ore” – che ha ripetutamente informato della “presenza di Ferrando” a Mirafiori- ha attaccato frontalmente il PCL in seconda pagina, imputandogli l’”incitamento alla rivolta” ed esibendo come “prova” il nostro comunicato nazionale ( lungamente citato) a favore dell’”occupazione degli stabilimenti” e dell’”esproprio della Fiat”. Naturalmente rispondiamo al quotidiano di Confindustria ( sapendo di essere letti) che non solo non abbiamo nulla da rettificare o “giustificare”, ma che confermiamo e rilanciamo tanto più oggi quella prospettiva. L’ “esproprio dei 200 parassiti della famiglia Agnelli allargata e del loro boia di lusso Marchionne” è più che mai l’unica soluzione progressiva della crisi della Fiat. L’”incitamento alla rivolta” contro gli sfruttatori è la ragione stessa dell’esistenza del PCL, e la misura della sua diversità a sinistra. Se gli sfruttatori si “scandalizzano” è un loro problema. Il nostro è conquistare gli sfruttati

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