mercoledì, dicembre 29, 2010

OCCUPAZIONE DELLA FIAT E SCIOPERO GENERALE VERO

L’accordo tra Fiat Cisl e Uil a Mirafiori, basato sulla distruzione del contratto nazionale e sull’espulsione di fatto della Fiom dalla principale fabbrica italiana, è semplicemente vergognoso. L’avallo o addirittura il sostegno che i vertici del PD hanno dato all’accordo qualifica una volta di più la natura padronale di tale partito, pronto a tutto pur di guadagnare la benedizione Fiat. Ora questo accordo merita una risposta di lotta altrettanto radicale. Non basta la denuncia, né una risposta rituale e ordinaria. Occorre mettere in campo la forza dei lavoratori. Il PCL fa appello a tutte le sinistre politiche e sindacali per un iniziativa unitaria di lotta che passi per l’occupazione operaia degli stabilimenti Fiat e per la convocazione di uno sciopero generale vero, a carattere continuativo, che punti alla revoca dell’accordo. Se la Cgil si defilerà, sarà la Fiom a doversi assumere le proprie responsabilità. Parallelamente il PCL sosterrà ogni contestazione operaia radicale e di massa contro Cisl e Uil, chiedendo a tutti i lavoratori onesti iscritti a quei sindacati di abbandonarli alla loro vergogna. O emergerà la forza dei lavoratori, o vincerà la forza del padrone.

lunedì, dicembre 27, 2010

Il vergognoso accordo sulla FIAT Mirafiori e la risposta necessaria

L’accordo realizzato sullo stabilimento di Mirafiori tra la FIAT e i sindacati collaborazionisti, in primo luogo FIM-CISL e UILM-UIL, con la benedizione della Confidustria, costituisce un gravissimo e vergognoso attacco non solo alle condizioni di vita e di lavoro degli operai di quella fabbrica (oltre ad essere probabilmente una presa in giro rispetto alle sue stesse prospettive future), ma alle libertà sindacali e alle conquiste democratiche del movimento operaio in generale.
La mostruosità del tentativo (in effetti illegale, anche rispetto alle leggi di questo stato borghese, quali strappate dalla lotta secolare della classe operaia) di escludere dai diritti sindacali ogni organizzazione non succube passiva della volontà padronale è senza precedenti dalla fine del fascismo.
E sottolinea ancora una volta la natura reale delle forze del centrosinistra e il tradimento della sinistra cosiddetta “radicale”. Infatti, rappresentando gli interessi e della volontà confindustriale, nel periodo in cui furono al governo si guardarono bene da emanare una legge democratica sulla rappresentanza sindacale, neppure nelle forme limitate proposte dalla CGIL.
La risposta della CGIL e della sinistra deve essere all’altezza dell’ attacco portato.
E’ necessario che la CGIL proclami immediatamente, per la prima data utile dopo il periodo festivo, lo sciopero generale.
Se la burocrazia dirigente della CGIL rifiutasse questa scelta, spetta alla FIOM assumersene la responsabilità , facendo appello a tutte le strutture della CGIL, ad ogni livello ed in ogni categoria, ad aderirvi.
E’ necessario proporre agli operai FIAT l’occupazione degli stabilimenti, rivendicando l’unica soluzione realistica alla crisi della azienda, ai 200 parassiti della famiglia Agnelli allargata e al loro boia di lusso Marchionne (il “padrone buono” di cui parlava Bertinotti): l’esproprio e nazionalizzazione senza indennizzo (salvo ai piccoli azionisti) sotto controllo operaio del gruppo FIAT.
Nella lotta radicale che deve svilupparsi, oltre a FIAT e Confindustria, è necessario individuare come obbiettivi nemici CISL e UIL. La CGIL deve immediatamente rompere, a livello confederale e in tutte le categorie, ogni rapporto unitario con questi sbirri dei padroni e del governo. Bisogna fare appello ovunque ai loro iscritti perchè abbandonino queste associazioni antioperaie. Le loro sedi devono diventare legittimo riferimento della rabbia operaia, come fu a Torino nel lontano 1962 ( “fatti di Piazza Statuto”), con tre giorni di assedio (con scontri con la polizia) alla sede della UILM, proprio da parte degli operai (della FIAT, e non solo) per un contratto bidone firmato da questo “sindacato; o come è stato fatto, in forma molto blanda, in alcune situazioni pochi mesi fa.
Bisogna sempre ricordare che padroni e governo (e i loro servi) non intendono mai il buonsenso e le preghiere ma solo la forza; non si può vincere “convincendoli” ma solo facendo loro paura con una grande e radicale mobilitazione di massa.
Il PCL, come ha fatto nella grande lotta dei giovani e degli studenti il 14 dicembre scorso, sarà in prima fila in ogni azione di lotta di massa.

lunedì, dicembre 20, 2010

PROVE TECNICHE DI REPRESSIONE

La risposta del governo alla legittima protesta degli studenti non poteva che essere del più bieco stampo reazionario. Estendere il Daspo dagli stadi alle manifestazioni , l’ultima proposta di Maroni nel disperato intento di contenere ciò che è ormai incontenibile, significherebbe dare potere incondizionato alle questure ( e quindi a chi le manovra dall’alto) di decidere chi può e chi non può esercitare l’inviolabile diritto di scendere in piazza.

Oltre a rappresentare un grave attentato alla libertà di espressione, questo progetto potrebbe essere l’ arma più vile di cui questo governo, ormai incapace di gestire la rivolta di massa studentesca e giovanile che si sta propagando in Italia così come in tutta Europa, potrebbe avvalersi per reprimere ogni sorta di manifestazione di dissenso.

Se la “tessera del manifestante” sarà inserita nel prossimo decreto sicurezza, gli studenti ed i lavoratori si troveranno ad essere vittime non solo della repressione che abbiamo sinora visto con le cariche della polizia, ma addirittura di una repressione “preventiva” che impedisca loro di uscire di casa o persino li arresti (stando alla recentissima proposta di Gasparri) allorché siano previsti scioperi, presidi, cortei, così come ai tempi del fascismo.

Per questo è necessario unificare la protesta, radicalizzare la lotta di massa ed accelerare i tempi per la realizzazione di uno sciopero generale ad oltranza, finché questo governo padronale, reazionario e corrotto, non faccia la sua degna fine.

LA VIOLENZA E LA RIVOLTA, CHI HA ESITATO QUESTA VOLTA, LOTTERA' CON NOI DOMANI

TOSCANA: IL DISASTRO DELLE PRIVATIZZAZIONI

Dai notiziari siamo informati che Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, è furibondo per i disservizi - così li chiama lui, mentre noi le chiamiamo azioni criminali - da parte di Ferrovie dello Stato, Anas, Società Autostrade, ecc. avvenuti nella giornata di venerdi in occasione della nevicata che si è abbattuta anche sulla Toscana.

E’ la solita storia che si ripete in ogni situazione critica, di qualunque tipo. Comincia il rimpallo delle responsabilità fra le Istituzioni  (Protezione Civile (?), Regioni, ecc) e le varie spa dei servizi.  Non lo sa Rossi, e con lui tutti i nostri falsi e ipocriti politici e amministratori, che le spa devono produrre utili. E che i servizi a loro affidati sono solamente in minima parte rivolti alle esigenze dei cittadini, o almeno lo sono nella misura in cui non vanno a incidere negativamente nei loro bilanci. E che perciò è vergognoso il loro modo di giustificarsi e di vestire i panni dei difensori civici. La verità è che, ancora una volta emerge con lampante chiarezza che è nel sistema capitalistico che bisogna individuare le cause profonde di questi disservizi,  così lì chiamano lorsignori. E che sono sempre le persone in carne ed ossa a pagare, in ogni senso, i danni non solo economici, causati da questa ormai non più sopportabile dittatura capitalista.
Ma bisogna fare in modo che questa denuncia non si limiti a rappresentare una giustissima ma semplice protesta, ma che diventi un’occasione per unirla alle lotte che anche in altri campi della vita sociale stanno emergendo con sempre più forza e più consapevolezza.
E sarebbe bene che i cialtroni della politica, servi  dei poteri forti, cominciassero a sentire un po’ di fiato sul collo.

martedì, dicembre 14, 2010

COMUNICATO SULLA MANIFESTAZIONE DI ROMA 14\12

Un governo salvato da deputati corrotti delle “opposizioni”, è stato “sfiduciato” da una grande manifestazione di massa di lavoratori e studenti a Roma. La blindatura militare di Palazzo Chigi e delle sedi parlamentari è la vera responsabile degli scontri di piazza, che hanno visto migliaia di giovani reggere coraggiosamente l’urto della violenza poliziesca. Il PCL rivendica pienamente la partecipazione alla manifestazione, il diritto dei manifestanti di dirigersi verso i palazzi del potere, l’autodifesa di massa di questo diritto. La giornata di oggi dimostra una volta di più che la vera opposizione a Berlusconi non sono le opposizioni parlamentari: che hanno consentito al governo il varo della legge di stabilità ( nuovi fondi alle scuole private e alle missioni di guerra), hanno rivendicato un governo di “responsabilità nazionale” con gli stessi partiti della destra e guidato da Bankitalia ( Draghi), hanno infine regalato a Berlusconi i voti decisivi di propri parlamentari di malaffare consentendogli una fiducia che da quantomeno di fatto via libera alla controriforma Gelmini. La vera opposizione a Berlusconi è l’opposizione sociale e di massa nel nome delle ragioni colpite e negate da tutti i governi padronali degli ultimi vent’anni ( di centrodestra e di centrosinistra). Questa opposizione ha ora due necessità complementari. La prima è consolidare ed estendere il fronte unico di tutte le sue forze, a partire dal blocco “uniti contro la crisi”, in piena autonomia dal centrosinistra. La seconda è sviluppare una radicalizzazione dell’azione di massa contro un governo reazionario e corruttore: preparando un vero sciopero generale prolungato per spazzarlo via.

venerdì, dicembre 10, 2010

PRIMA ASSEMBLEA PUBBLICA A PISA DEL COORDINAMENTO NOHUB

Il 3 dicembre si è svolta a Pisa, nella sala della stazione Leopolda, la prima assemblea pubblica del Coordinamento sul tema «Perché diciamo no all’Hub militare all’aeroporto Dall’Oro». Folta la partecipazione, soprattutto di giovani, proveniente anche da Livorno e altre province.
Nelle relazioni di apertura e in vari interventi sono state spiegate le ragioni dell’opposizione al progetto di realizzare all’aeroporto militare di Pisa l’Hub aereo nazionale delle forze armate, da cui transiteranno militari e materiali, compresi quelli di Camp Darby, diretti dal territorio italiano ai teatri operativi e viceversa.
La realizzazione dell’Hub militare è stata decisa in base a un atto di governo, su cui le commissioni difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere positivo. Nessuno ha consultato la cittadinanza su un progetto di tale rilevanza, che comporta una ulteriore militarizzazione del territorio Pisa-Livorno, l’aumento del già grave impatto ambientale dell’aeroporto, altre spese militari mentre si tagliano le spese per l’università, la scuola, la sanità e gli altri settori sociali.
Da qui la necessità di una mobilitazione di cittadini che, in base a varie motivazioni, sono contrari alla realizzazione dell’Hub militare. Ad essa contribuisce la campagna di informazione e opposizione, che il Coordinamento intende sviluppare ulteriormente, dai quartieri agli ambienti di lavoro, dall’universià alle scuole, dalla città al piano nazionale e internazionale.

 
Fonte:
http://nohub.noblogs.org/

Nuova pioggia di finanziamenti pubblici per le spese militari, confindustria e finmeccanica ringraziano, le oppisizioni tacciono.

In attesa di sapere del suo destino il 14 Dicembre, il governo si appresta a varare un nuovo cospicuo finanziamento pubblico al riarmo militare, approvato dalle commissioni sicurezza di Camera e Senato, per un valore complessivo 933,8 milioni di euro.
Il silenzio delle opposizioni, se già è disarmante a livello nazionale, diventa assordante a livello regionale, in cui quei medesimi partiti sono al governo, in quanto questi finanziamenti riguardano direttamente anche la Toscana.
63 milioni di euro infatti saranno destinati alle sole spese di costruzione dell'HUB militare di Pisa, a cui si aggiungeranno giocoforza tutta un'altra serie di ingenti spese indotte, a partire dai 15 milioni di euro preventivati per la ricollocazione delle 44 famiglie che vedranno la propria abitazione espropriata.
87,5 milioni di euro saranno poi spesi per la realizzazioni di siluri di nuova generazione per rinnovare l'armamento dei sommergibili classe U-212, la costruzione di questi siluri è stata commissionata alla WASS di Livorno, del gruppo Finmeccanica.
Il silenzio assenso della regione Toscana su questo ingente versamento di fondi pubblici alla spesa militare è obbligato dal legame a doppio filo che tiene unito il governo della Regione ed i partiti che ne fanno parte con la Confindustria Toscana e con Finmeccanica.
Il PD in Toscana è infatti già quel referente privilegiato di Confindustria che il PD Nazionale cerca di essere con la Confindustria nel suo insieme e non può che avallare ogni progetto che vada incontro alle esigenze di Finmeccanica e di Confindustria.
A testimonianza della volontà di impegno verso la militarizzazione dell'industria toscana (e quindi del territorio toscano) è fondamentale evidenziare che a livorno   il 6/11/2010 si è tenuto il convegno, dal titolo "Forze Armate e Tecnologia" che ha visto partecipare Finmeccanica, alti rappresentanti della Difesa e della NATO. E' conseguente che con la costruzione dell'HUB militare a Pisa, la Toscana diventerà l'epicentro della mobilitazione delle forze della NATO e che questo è un grandissimo affare per Confindustria e Finmeccanica e per chiunque lucri sulla guerra e sulle spese militari.
Se la connivenza del PD toscano è ovviamente tesa allo sforzo di occupare posizioni di governo in rappresentanza di quei settori della borghesia italiana che piu' hanno da guadagnare con l'affare\guerra, il silenzio di Rifondazione, che fa parte del governo della regione toscana, è ancor piu' colpevole e svela tutto l'opportunismo e la doppiezza con cui la Federazione della Sinistra si muove in Toscana, promuovendo nelle piccole amministrazioni locali in cui è all'opposizione innocue mozioni in consigli comunali per salvare la faccia, e per contro tacendo in consiglio regionale, avallando di fatto la politica di investimento nelle spese militari in toscana.

giovedì, dicembre 09, 2010

IL PCL TOSCANA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA DI DOMENICA 12 DICEMBRE

Contro il razzismo: diritti per tutte e tutti”
MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA
Firenze, Domenica 12 Dicembre
Corteo con partenza da Piazza S. Marco alle 15,30
Sono previste "Soste di Piazza" nel centro di Firenze: interventi, testimonianze, musiche, apparizioni teatrali.
Appello della Rete Antirazzista di Firenze:
Il pensiero razzista propone attraverso la separazione e l'esclusione un modo di pensare individuale che tende ad eliminare ogni agire collettivo nascondendosi dietro la paura dell'altro.
Più soli e più impauriti è il primo modo per renderci vulnerabili e, quindi, ricattabili. L'obiettivo è dunque ribaltare questa prospettiva, uscire dalla gabbia ideologica che fa leva sulla paura e sull'ansia di sicurezza, dove l'altra/o, straniera/o, migrante, diviene la minaccia che sottrae diritti, risorse e spazi vitali. Non esiste libertà se non è plurale, condivisa e solidale: ecco perché la battaglia per i diritti delle/dei migranti è la battaglia di tutte/i.

Siamo convinte/i che la vera sicurezza escluda tutte le forme, istituzionali e non, di intolleranza o di esclusione, di discriminazione o di repressione. La sola sicurezza possibile è quella che garantisce l'effettivo riconoscimento dei diritti sociali e civili con la possibilità per ogni individuo di essere protagonista attivo della propria vita.
Riteniamo, quindi, che i CIE, Centri di Identificazione ed Espulsione, siano inaccettabili, luoghi di segregazione e di totale privazione di diritti e di umanità ed in quanto tali vadano chiusi e aboliti. Come intendiamo che si arrivi a chiudere i campi/ghetto per i Rom, con soluzioni alternative di civile insediamento abitativo.

La legge Bossi/Fini ed il pacchetto sicurezza hanno ulteriormente aggravato la situazione, aumentando, deliberatamente e forzatamente, le condizioni di clandestinità, di vulnerabilità sociale e di illegalità delle/dei migranti. Per queste ragioni siamo mobilitati in questa lotta: da Rosarno a Brescia, da Milano a Castel Volturno passando per Bologna e tante altre iniziative con manifestazioni e presidi per affermare ovunque i diritti di base.

Riaffermiamo gli obiettivi che intendiamo sostenere con questa manifestazione unitaria:

No all'apertura di un CIE in Toscana: per la chiusura di tutti i CIE esistenti
La regolarizzazione del soggiorno, slegata dal lavoro e dal reddito
Ampliamento del termine di durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione
No alla Bossi/Fini e al permesso di soggiorno a punti
Abrogazione del pacchetto sicurezza, quale insieme di norme repressive ed escludenti
Riconoscimento del Diritto di Voto dopo 5 anni di permanenza in Italia
Cittadinanza per chi nasce e/o cresce in Italia
No alla politica dei respingimenti: accoglienza ed inclusione per richiedenti asilo e rifugiati. Legge per il pieno riconoscimento del diritto d'Asilo.
Interventi di accoglienza per dare risposte all'emergenza abitativa, contro ogni azione di sgombero delle occupazioni in corso
Residenza Anagrafica e assistenza sanitaria come requisiti e beni estesi a tutte/i
No all'espulsione: sì alla libertà di circolazione
No alla neo-schiavitù delle lavoratrici e dei lavoratori migranti: sì all'affermazione di migliori condizioni di salario e di occupazione per tutte/i
Per un effettivo allargamento della protezione garantita dall’art. 18 del T.U. dell'immigrazione, contro ogni forma di sfruttamento sessuale, oltre che lavorativo, delle/dei migranti

RIARMO MILIARDARIO, NON ESISTE CRISI DI GOVERNO CHE POSSA FERMARE LE SPESE MILITARI

Un riarmo da un miliardo di euro
MARTEDÌ 07 DICEMBRE 2010 09:18

Il governo Berlusconi ha i giorni contati, ma prima di lasciare il potere ha voluto fare un ultimo regalino a Finmeccanica.
Con il silenzio-assenso delle opposizioni Nei giorni scorsi, nonostante le difficoltà finanziarie in cui versano le casse dello Stato, le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato in fretta e furia, e con il silenzio-assenso dell'opposizione Pd, un programma di riarmo del valore di quasi un miliardo di euro, buona parte dei quali finiranno alle aziende belliche del gruppo industriale guidato Pier Francesco Guarguaglini.

Il programma pluriennale di acquisizione armamenti, legato al crescente impegno bellico dell'Italia sul fronte di guerra afgano e alle esigenze strategiche della Nato, prevede una spesa complessiva di di 933,8 milioni di euro nell'arco dei prossimi quattro/nove anni.
Vediamo il dettaglio di quella che potrebbe essere l'ultima lista della spesa del ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

200 milioni di euro sono destinati a fornire i nostri elicotteri da guerra A-129 Mangusta, operativi in Afghanistan, dei nuovi sistemi di puntamento Ots fabbricati dalla Salex Galileo di Finmeccanica, che consentiranno di colpire al meglio gli obiettivi ''nei nuovi scenari di impiego degli elicotteri, in situazioni caratterizzate da fluidità e indeterminatezza della posizione delle forze amiche e nemiche''. Nella stessa cifra è compresa una fornitura, sempre per gli elicotteri Mangusta, di nuovi missili anticarro Spike, di fabbricazione israeliana, che andranno a sostituire gli attuali missili Tow, meno potenti.

22,3 milioni di euro verranno spesi per l'acquisto di 271 mortai da 81 millimetri di nuova generazione, fabbricati all'estero, e del relativo munizionamento, prodotto invece negli stabilimenti di Colleferro (Roma) dell'azienda di armamenti italo-britannica Simmel Difesa. Pezzi d'artiglieria più precisi, destinati a ''elevare le capacità operative delle unità terrestri attualmente impiegate nei diversi teatri operativi'' (leggi:
sul fronte afgano).

125 milioni di euro sono stanziati per la costruzione, alla Fincantieri di Genova, di una nuova unità navale della Marina militare con funzione di appoggio alle forze di incursori, ricerca e soccorso, destinata a sostituire la vecchia nave A-5306 Anteo. Sarà una nave da guerra, armata di cannoni e mitragliatrici, di quelle con i portelloni anteriori per lo sbarco di mezzi anfibi.

87,5 milioni di euro verranno spesi per dotare i sommergibili classe U-212 (il 'Salvatore Todaro', lo 'Scirè' e altri due in costruzione) di un nuovo siluro 'pesante' (6 metri lunghezza per 1,2 tonnellate), evoluzione dell'attuale modello A-184. A costruire questi nuovi missili subacquei sarà la Whitehead Alenia Sistemi Subacquei (Wass) di Livorno, del gruppo Finmeccanica.

63 milioni di euro serviranno a realizzare, presso l'aeroporto militare di Pisa, un grande 'hub' aereo militare nazionale ''dedicato alla gestione dei flussi, via aerea, di personale e di materiale dal territorio nazionale per i teatri operativi''. In pratica, si tratterà della più grande base aera della Nato d'Europa, destinata a funzionare come piattaforma logistica di tutte le future missioni militare alleate all'estero.

236 milioni di euro sono stati stanziati per creare una rete informatica militare sperimentale, detta Defence Information Infrastructure (Dii), ''necessaria per la trasformazione net-centrica dello strumento militare, elemento essenziale ed abilitante per la pianificazione e la condotta delle operazioni''. Un progetto che vede coinvolta, tra gli altri, la Elsag Datamat, altra azienda del gruppo Finmeccanica.

200 milioni andranno infine all'AgustaWestland di Finmeccanica per l'acquisto di dieci nuovi elicotteri Aw-139: velivoli militari di soccorso da utilizzare in operazioni all'interno del territorio ''nazionale o limitrofo''.
Enrico Piovesana
Fonte:
http://it.peacereporter
net/articolo/25227/Un+riarmo+da+un+miliardo+di+euro

lunedì, dicembre 06, 2010

CONVENTION POPOLO VIOLA: DILIBERTO FISCHIATO, FERRANDO APPLAUDITO

Il Popolo Viola ha organizzato a Roma il 5 dicembre una Convention nazionale ad un anno esatto dalla grande manifestazione del dicembre 2009. Per l’occasione sono stati invitati, assieme ad esponenti n di diverse associazioni e movimenti, anche rappresentanti politici delle “opposizioni” a Berlusconi. Erano dunque presenti Diliberto (Fds), Bonelli (Verdi), Vita( PD), Ferrando (PCL), Staderini e Pannella (PR). Si sono aggiunti in diretta televisiva via web Vendola (Sel) e Di Pietro ( Italia dei valori). Si è verificato un passaggio vivace del confronto pubblico che ha avuto , nel suo genere, un obiettivo significato politico: si è trattato della frontale contrapposizione di Oliviero Diliberto all’intervento del PCL. Subito dopo l’intervento della compagna Re David della segreteria nazionale Fiom- giustamente incentrato sui temi del lavoro- Marco Ferrando ha argomentato la posizione del PCL: ponendo la necessità di un’alternativa radicale al Berlusconismo che rompa con le classi dominanti e con le politiche degli ultimi decenni ( incluse le misure bipartizan, “da tutti votate”, in fatto di missioni di guerra, precarizzazione del lavoro, sostegno al Vaticano..), e rivendicando la rottura delle sinistre con il PD e la UDC. Il paradosso è che questo intervento, il più applaudito della giornata, è stato oggetto dell’attacco frontale non del PD ma del portavoce della sinistra..”radicale”. Oliviero Diliberto infatti- dopo aver dichiarato legittimamente di “non condividere una sola parola dell’intervento di Ferrando”- non ha trovato di meglio che cercare di arringare la platea contro il PCL: “Ora si tratta di battere Berlusconi, delle questioni sociali dibatteremo poi; secondo voi potrei mai chiedere seriamente a Bersani di abolire i finanziamenti pubblici alla scuola privata come Ferrando propone?”. L’interrogativo retorico si attendeva una risposta scontata. Invece l’incauto oratore è stato sommerso dal coro assordante “Siiii…”, seguito da una buona dose di fischi quando lo stesso- indispettito- ha rovinosamente replicato alla platea: “Ma allora vince Berlusconi..”.
Questo piccolo episodio racchiude in sé molte lezioni. In primo luogo spiega come l’alleanza di governo con i partiti borghesi sacrifica inevitabilmente persino le rivendicazioni democratiche più elementari e sentite dai movimenti. In secondo luogo misura il lealismo della Fed verso il centrosinistra ed in particolare il PD: l’unico loro timore è di essere scaricati da Bersani ( per questo professano cultura di governo e ostentato moderatismo, anche al prezzo di qualche imprevisto insuccesso di pubblico). In terzo luogo rivela la contraddizione profonda che oggi attraversa lo stesso popolo antiberlusconiano, persino nei suoi ambienti democratico intellettuali: tra un Gianfranco Mascia, animatore del Popolo Viola, che sul palco rivendica apertamente l’”unità nazionale” contro Berlusconi (anche con FLI ) e ampi settori della sua base di riferimento che esprimono a modo loro una domanda di svolta reale ( fosse pure prevalentemente sul terreno “democratico”) e una forte carica polemica contro il PD. In quarto luogo dimostra che la proposta pubblica del PCL è in grado di entrare in questa contraddizione, collegando una coerente battaglia democratica alla necessità di una prospettiva di classe anticapitalistica e quindi alla rottura coi partiti borghesi.

venerdì, dicembre 03, 2010

A fianco degli studenti medi, contro le rappresaglie in forma di sospensioni e 5 in condotta.

Il partito comunista dei lavoratori, sezione di Pisa, esprime piena solidarietà e appoggio totale agli studenti che hanno ricevuto minacce di sospensioni, di 5 in condotta e persino di denunce in seguito alle occupazioni ed ai cortei di cui le scuole medie superiori si sono rese protagoniste in questi giorni.
E’ evidente che dietro la maschera delle sanzioni disciplinari scolastiche si cela la volontà di stroncare nei giovani studenti la presa di coscienza che sta montando nei confronti del destino della scuola pubblica.
La mobilitazione delle scuole superiori rappresenta per molti giovani ragazzi la prima occasione di manifestare le proprie convinzioni e idee in percorsi ed è chiara la volontà degli istituti di mettere i giovani studenti di fronte ad un vergognoso ricatto riassumibile in una forma che ricorda tanto quella usata con gli operai di Pomigliano: “o rigate dritto o vi compromettiamo l’andamento sereno dell’anno scolastico, con rischio di bocciatura”. Il ricatto è ovviamente un tentativo scomposto di piegare le schiene degli studenti non per lo studio, ma per l’accettazione passiva e acritica di un modello di scuola che va sempre piu’ verso un orizzonte privatistico e orientato alle necessità delle aziende.

La sezione di Pisa del Partito comunista dei lavoratori invita tutti gli studenti, medi ed universitari a coordinarsi al meglio per evitare che i soggetti piu’ deboli siano vittime di ricatti ignobili e per proseguire le mobilitazioni nei giorni che ci separano dal 14 Dicembre, giorno del voto di fiducia del governo e che sarà ovviamente anche decisivo per il destino della riforma Gelmini, il cui voto al Senato è slittato a dopo la discussione della fiducia.

giovedì, dicembre 02, 2010

Cappelli vecchi e nuovi sulle mobilitazioni studentesche

Il sindaco Filippeschi è sceso questa mattina (2 Dicembre) dal comune per incontrare gli studenti medi che si sono radunati in piazza XX settembre in presidio al termine di un corteo.
Qualcuno degli uomini del sindaco deve avergli suggerito che non intravedendo tra la folla volti noti degli studenti piu’ facinorosi,  scendere in piazza sarebbe stata una ghiotta occasione per fare un bagno di giovane folla.
Il sindaco Filippeschi parla di Pisa città del sapere e accenna alle ovvie responsabilita’ del governo nei confronti dello scempio della scuola pubblica.
Sarebbe quantomeno ozioso ricordare al Sindaco Filippeschi cosa ha rappresentato per la scuola pubblica la controriforma Berlinguer, vorremmo allora chiedergli cosa ne pensa del fatto che il governo della Regione, di cui il suo partito e’ forza egemone, ha operato un taglio drastico all’ARDSU, nel cui bilancio c’è un buco di 11,5 milioni di euro e che avrà come ovvie conseguenze il taglio drastico di borse di studio e dei servizi, in particolare quello della mensa, che significheranno non solo ovvi disagi per gli studenti, ma anche licenziamenti di lavoratori precari e non nel campo della ristorazione universitaria.
Per quanto riguarda Pisa come città della cultura invece, vorremmo invitare il Sindaco Filippeschi a confrontarsi con la cittadinanza in merito alla realizzazione dell’HUB militare all’aereporto Dall’Oro di Pisa, un’opera che lo stesso Sindaco ha definito un onore per la città e che comporterà: l’ovvio aumento del traffico aereo, con una ricaduta assicurata in termini di inquinamento acustico e di pm10, l’esproprio di 44 abitazioni, la militarizzazione del territorio, già gravato dalla presenza di Camp Darby (è utile ricordare che l’HUB militare sarà a disposizione delle forze NATO e del Camp Darby) per una spesa prevista di 63 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 15 milioni di euro per la ricollocazione delle famiglie che vedranno le loro abitazioni espropriate.
Nella città della cultura di Pisa vengono impiegati piu’ di 70 milioni di euro di spesa pubblica per una struttura di guerra, mentre la spesa militare italiana totale per il 2010 è di 25 miliardi di euro.
Vorremmo capire se per il sindaco Filippeschi Pisa è veramente una città della cultura, oppure se queste sono parole piene di vuota retorica buone solo per tentare di cavalcare e di mettere il cappello alla giusta ribellione degli studenti che si sono mobilitati per tutte queste settimane contro la rovina della scuola pubblica.