sabato, novembre 06, 2010

PROMULGATO IL COLLEGATO LAVORO


Dopo averlo precedentemente rinviato alle camere il 31 Marzo scorso, ieri, 5 Novembre, il presidente della Repubblica Napolitano ha firmato il collegato lavoro, dopo il via libera del Parlamento il 19 Ottobre.

Ma qual’è la sostanza del Collegato lavoro?

Si tratta di una legge che annienta definitivamente quei diritti dei lavoratori che sono sopravvissuti agli scempi del Pacchetto Treu e della Legge 30.
Il Collegato Lavoro introduce, al momento della stipula del contratto la possibilità di avvalersi di un arbitro in sostituzione del giudice del tribunale (articoli 30, 31, 32). Sacconi si è affrettato a sottolineare che la scelta dell’arbitrato è facoltativa, pretendendo che questo garantisca l’integrità dell’articolo 18.

DOVE STA LA TRUFFA?

Il lavoratore ottiene una finta libertà (quella di scegliere tra arbitro e giudice) e finisce tra gli artigli di un vergognoso ricatto. Il lavoratore singolo è in una indubbia situazione di debolezza nei confronti del datore del lavoro e la sua scelta sarà tutt’altro che libera. Al momento di firmare un contratto individuale di assunzione la forza di contrattazione che il lavoratore può esercitare è insignificante e se non vorrà essere messo alla porta prima dovrà cedere al ricatto ed accettare l’arbitrato. Stessa sorte capiterà a chi già è assunto e non ha alcuna intenzione di finire tra gli “indesiderati”, col rischio di essere licenziato alla prima occasione.

LO SCOPO E’ ELUDERE I CONTRATTI COLLETTIVI E METTERE IL LAVORATORE NUDO E DISARMATO DIFRONTE AL DATORE DI LAVORO

Gli emendamenti approvati dal parlamento non cambiano la sostanza della legge: all’arbitrato viene sottratto il contenzioso sul licenziamento, ma l’impianto rimane integro. La clausula compromissoria viene posticipata ed la sua sottoscrizione non avviene piu’ al momento della firma del contratto, ma alla fine del periodo di prova o se questo non fosse previsto, dopo il primo mese di assunzione. E’ evidente che la posticipazione, invece della cancellazione, di uno strumento che serve esclusivamente a rendere ancora piu’ deboli ed esposti i lavoratori è solo un trucco per mantenere per intero la struttura dell’arbitrato e magari riproporre la possibilità dell’arbitrato anche per i licenziamenti quando le acque si saranno calmate.

Il collegato lavoro presenta tutta una serie di modifiche che vanno ad alterare i rapporti di lavoro ovviamente sbilanciandoli ancora di piu' verso i padroni.

Il collegato lavoro introduce il termine di scadenza di sei mesi per iniziare la causa del lavoro e la riduzione del risarcimento per contratti non legittimi limitata al pagamento di un indennizzo compreso tra due e dodici mensilità, mentre fino a prima dell'approvazione del collegato lavoro non c'erano limiti nè per presentare la causa nè tantomeno per la quantità dei risarcimenti dovuti.

Il collegato lavoro introduce il termine di scadenza di due mesi come limite massimo entro cui i lavoratori precari possono rivalersi contro un licenziamento ingiustificato.

Il collegato lavoro introduce il termine di scadenza di due mesi per poter impegnare il licenziamento orale.
Questa è una vera e propria novità, in quanto fino ad adesso non esisteva un termine temporale vista l'impossibilità di certificare il momento esatto del licenziamento orale. La sostanza è che si legittima questa forma di licenziamento.

Il collegato lavoro introduce la possibilità per contratti individuali certificati di derogare dai contratti collettivi.

Il collegato lavoro nasconde tra le sue maglie una norma subdola che prevede la possibilità di estinguere l’ultimo anno di obbligo scolastico con un apprendistato annuale all’interno di un’azienda (art. 48).
Il provvedimento si rivolge ovviamente in larga parte a quei ragazzi di famiglia proletaria per cui frequentare la scuola dell’obbligo è già una vessazione economica non indifferente a causa di spese sempre crescenti (dovute ad esempio al caro libri). L’attacco è dunque portato su due fronti: da un lato si smantella l’istruzione pubblica, con tagli e riforme, dall’altro si offre la possibilità ai ragazzi di sfuggire a quello che è stato volontariamente trasformato in un pessimo servizio. I ragazzi sono così spinti ad evadere l’obbligo scolastico, non visto piú come una possibilità ma come tempo perso, e a gettarsi con un anno di anticipo e quindi con evidente minor consapevolezza nel mondo del lavoro precario. Il disegno globale è fin troppo chiaro, indurre una generazione di ragazzi proletari ad abbracciare con totale assenza di cognizione e di comprensione la logica del lavoro precario e del mercato, trasformandoli in forza lavoro acritica fin dall’adolscenza.
 
In un panorama in cui anche i sindacati non offrono una vera difesa ai lavoratori (CISL, UIL E UGL hanno accettato il collegato lavoro senza sollevare praticamente alcuna questione di merito, la CGIL riesce appena a portare le sue obiezioni, stando attenta a non alzare troppo la voce, nel tentativo di recuperare un suo ruolo primario nella concertazione) l’unica possibilità per i lavoratori è quella di far fronte comune.

La sezione di Pisa del Partito comunista dei Lavoratori invita tutti i lavoratori a costituirsi in comitati di lotta per il diritto al lavoro.
SOLO UNITI I LAVORATORI POSSONO RESISTERE ALLE POLITICHE  CONFINDUSTRIALI DETTATE DA PADRONI E POTENTI

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