venerdì, novembre 05, 2010

No alla costruzione di Hub militari nè a Pisa nè altrove

Le recenti celebrazioni nazionali del 4 Novembre, come precedentemente quelle a Livorno per la battaglia di El Alamein nascondono un disegno ben piu' bieco della semplice rievocazione nostalgica. La manovra che in senso ampio viene compiuta, anche con strumenti subdoli come il recente tentativo della Gelmini di avvicinare gli studenti alle caserme è quello di propagandare di fronte ai cittadini e ai lavoratori non solo la presunta necessità, ma anche la pretesa normalità delle politiche di guerra, con la retorica di guerre “giuste” e di “missioni di pace”, di "sicurezza" e anche di celebrazione di "forza" e presunto "prestigio internazionale" per farle accettare come un sostrato culturale prima che politico ed economico.

E’ anche per queste ragioni che come sezione di Pisa del Partito comunista dei lavoratori vogliamo ribadire il nostro
NO ALL’HUB MILITARE
·                               Una struttura, quella dell’Hub, che il sindaco Filippeschi non ha esitato a definire “un onore per la città”, senza che sia stata avviata nemmeno l’ombra di un dibattito con la cittadinanza direttamente coinvolta nella questione.
·                                Una struttura enorme, che dovrà avere la capacità di mobilitare circa 30.000 militari al mese  e che sarà immediatamente al servizio della NATO, dato che le cifre superano ampiamente le necessità militari italiane.
·                                Una struttura che avrà un impatto ambientale significativo in termini di inquinamento sia acustico che di quantità di pm10 respirate direttamente dai residenti dei quartieri prossimi all’aereoporto, già adesso al limite dell’emergenza, che vedranno il numero di velivoli che si spostano a bassa quota sulle loro teste aumentare significativamente.
·                                Una struttura che avrà un costo preventivato di 63 milioni di euro a cui si aggiungeranno le spese per lo spostamento di 44 abitazioni dai quartieri adiacenti all’aereoporto che verranno espropriate.
Ritiro immediato delle truppe;
No alla costruzione di Hub militari nè a Pisa nè altrove;
No alla trasformazione del territorio di Pisa e Livorno in un gigantesco polo militare imperialista;
Basta spese di guerra, è ora d'investire in un piano operaio contro la crisi!

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